Celtic Supporters Club, a scuola di tifo

Uno spettacolo di cori e colori pervade in ogni occasione il “Celtic Park” di Glasgow. Una delle più antiche tifoserie organizzate della storia del calcio, che negli anni si è fatta ben volere e amare da molti appassionati, avversari compresi.

Leali, fieri, goliardici: questi sono alcuni dei molteplici aggettivi che possono descrivere il “Celtic Supporters Club”. La firm biancoverde muove i primi passi negli anni 50′ in Scozia ed oggi vanta più di 9 milioni di seguaci in tutto il mondo (Australia compresa). I tifosi celtici sono gli unici ad avere l’onere di cantare l’inno più famoso della storia del calcio mondiale: “You’ll Never Walk Alone” dei tifosi del Liverpool, con cui i tifosi del Celtics hanno stretto un grande gemellaggio. Oltre alla parte corale, questi splendidi tifosi si distinguono per le loro fantasiose coreografie (come quella in foto, del 2012).

Di recente, la coreografia raffigurante i “Lisbon Lions” (i Leoni di Lisbona), nel 50esimo anniversario della vittoria della Coppa dei Campioni del 1967, ha permesso alla firm scozzese di vincere il premio come miglior tifoseria UEFA dell’anno.
Ma il record più incredibile che questi sostenitori abbiano mai battuto è datato 2003: nella finale di Coppa Uefa contro il Porto, approssimativamente 80.000 sostenitori bianco-verdi si misero in viaggio per Siviglia, sede della finale, registrando il più vasto seguito di tifosi in un paese estero nella storia del calcio. La beffa più atroce fu il risultato finale: sconfitta per 3-2 ai supplementari e coppa ai portoghesi. Nonostante la delusione, la sportività di quell’onda Celts sarà per sempre ricordata come uno dei momenti più significativi della storia del calcio moderno. Nella seconda parte del post parleremo di un derby alquanto famoso, riguardante proprio i “Bhoys”.

Celtic Supporters Club, storie di Old Firm

“Lasciate stare il Clasico, niente è comparabile all’Old Firm” diceva Henrik Larson, ex giocatore e bandiera dei “Bhoys”. E già, perchè il derby di Glasgow non è certo una partita come tutte le altre. La rivalità tra le firm nasce da ragioni politico-sociali e sfocia proprio nella passione calcistica.

Il Celtic era originariamente la squadra della minoranza cattolica di Glasgow. In genere la maggioranza delle frange di tifo della squadra va orgogliosa del suo legame con la storia e la cultura celtica, tendenzialmente si sente più irlandese o scozzese che britannica e non di rado addirittura porta allo stadio il tricolore irlandese. I Rangers, invece, erano originariamente la squadra della maggioranza protestante di Glasgow e di coloro che politicamente sono schierati a favore della Regina d’Inghilterra (anche se ultimamente hanno folte schiere di tifosi neutrali o fortemente distaccati dalla questione).

Lo spettacolo sugli spalti è favoloso, meno in campo e fuori dallo stadio. Gli scontri tra le tifoserie hanno sempre tenuto banco nei giorni antecedenti il grande evento, mobilitando importanti pattuglie di forze dell’ordine già dal giovedì che precede il match. Tuttavia, gli scontri sembrano affievolirsi con gli anni, lasciando spazio alla magia dei cori e delle coreografie sugli spalti.

Nell’ ultimo decennio, complice il fallimento dei cugini, i tifosi Celtics hanno festeggiato frequentemente ai danni degli acerrimi rivali. Ma la storia dei derby, si sa, è in continuo divenire, soprattutto nel calcio.
Comunque, i tifosi del Celtic possono ritenersi il primo e realistico esempio di “dodicesimo uomo in campo”, simbolo di fedeltà e lealtà nel bene e nel male!

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