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Curve e stadi mitici

Sheriff Tiraspol, quando il fattore campo è più di un talismano

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Sheriff Tiraspol

A vedere le immagini di questa tifoseria, pensereste ad una partita di prima o seconda divisione inglese. Invece non tratteremo, in particolar modo, di una tifoseria bensì della storia di uno stadio “maledetto”…

La coreografia dei sostenitori dello Sheriff Tiraspol durante un match di campionato. Nonostante la tranquilla accoglienza, questo stadio sembra avere qualcosa di veramente raro e speciale.

 

LA CURIOSA STORIA DELLO SHERIFF STADIUM

Forse non avete mai sentito parlare del “Bolshaya Sportivnaya” o Sheriff Stadium. Una struttura da meno di 14000 posti, inaugurato nel 2002. Da quando i moldavi del F.C. Sheriff Tiraspol vi si sono trasferiti 16 anni fa, hanno vinto ben 15 scudetti e 9 coppe nazionali, perdendo solo 8 partite in casa tra campionato e coppe, e sconfiggendo squadre di prestigio internazionale come Marsiglia e Tottenham. La squadra moldava detiene,inoltre, un altro particolare record: è la seconda di sempre in quanto a imbattibilità, con 63 partite, tra il 2006 e il 2008. Ma dietro questo mezzo miracolo sportivo, vi è una storia molto inusuale.

I gialloneri continuano ad essere considerati una squadra ‘invisibile’, la squadra di una città che nonostante faccia ufficialmente parte della Repubblica di Moldavia e militi nella Divizia Națională (Serie A moldava), appartiene in realtà ad un altro stato, dichiaratosi indipendente 1990 e non ancora riconosciuto a livello internazionale. Lo Sheriff Tiraspol è la squadra della Transnistria (Trans Dnestr, oltre il Dnestr, il fiume che attraversa la città di Tiraspol ), il paese che non c’è.

Quest’anno, lo Sheriff ha sfiorato la qualificazione ai sedicesimi di EL nel girone con Copenaghen, Lok.Mosca e Zilina, venendo eliminata all’ultima giornata dai danesi. Una squadra sconosciuta, in un paese “invisibile” e con uno stadio inviolabile: sembra la trama di un film, invece sono le parole che racchiudono i 25 anni di storia dello Sheriff Tiraspol, la squadra più titolata della Moldavia.

Celtic Supporters Club, a scuola di tifo

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Celtic Supporters Club

Uno spettacolo di cori e colori pervade in ogni occasione il “Celtic Park” di Glasgow. Una delle più antiche tifoserie organizzate della storia del calcio, che negli anni si è fatta ben volere e amare da molti appassionati, avversari compresi.

Leali, fieri, goliardici: questi sono alcuni dei molteplici aggettivi che possono descrivere il “Celtic Supporters Club”. La firm biancoverde muove i primi passi negli anni 50′ in Scozia ed oggi vanta più di 9 milioni di seguaci in tutto il mondo (Australia compresa). I tifosi celtici sono gli unici ad avere l’onere di cantare l’inno più famoso della storia del calcio mondiale: “You’ll Never Walk Alone” dei tifosi del Liverpool, con cui i tifosi del Celtics hanno stretto un grande gemellaggio. Oltre alla parte corale, questi splendidi tifosi si distinguono per le loro fantasiose coreografie (come quella in foto, del 2012).

Di recente, la coreografia raffigurante i “Lisbon Lions” (i Leoni di Lisbona), nel 50esimo anniversario della vittoria della Coppa dei Campioni del 1967, ha permesso alla firm scozzese di vincere il premio come miglior tifoseria UEFA dell’anno.
Ma il record più incredibile che questi sostenitori abbiano mai battuto è datato 2003: nella finale di Coppa Uefa contro il Porto, approssimativamente 80.000 sostenitori bianco-verdi si misero in viaggio per Siviglia, sede della finale, registrando il più vasto seguito di tifosi in un paese estero nella storia del calcio. La beffa più atroce fu il risultato finale: sconfitta per 3-2 ai supplementari e coppa ai portoghesi. Nonostante la delusione, la sportività di quell’onda Celts sarà per sempre ricordata come uno dei momenti più significativi della storia del calcio moderno. Nella seconda parte del post parleremo di un derby alquanto famoso, riguardante proprio i “Bhoys”.

Celtic Supporters Club, storie di Old Firm

“Lasciate stare il Clasico, niente è comparabile all’Old Firm” diceva Henrik Larson, ex giocatore e bandiera dei “Bhoys”. E già, perchè il derby di Glasgow non è certo una partita come tutte le altre. La rivalità tra le firm nasce da ragioni politico-sociali e sfocia proprio nella passione calcistica.

Il Celtic era originariamente la squadra della minoranza cattolica di Glasgow. In genere la maggioranza delle frange di tifo della squadra va orgogliosa del suo legame con la storia e la cultura celtica, tendenzialmente si sente più irlandese o scozzese che britannica e non di rado addirittura porta allo stadio il tricolore irlandese. I Rangers, invece, erano originariamente la squadra della maggioranza protestante di Glasgow e di coloro che politicamente sono schierati a favore della Regina d’Inghilterra (anche se ultimamente hanno folte schiere di tifosi neutrali o fortemente distaccati dalla questione).

Lo spettacolo sugli spalti è favoloso, meno in campo e fuori dallo stadio. Gli scontri tra le tifoserie hanno sempre tenuto banco nei giorni antecedenti il grande evento, mobilitando importanti pattuglie di forze dell’ordine già dal giovedì che precede il match. Tuttavia, gli scontri sembrano affievolirsi con gli anni, lasciando spazio alla magia dei cori e delle coreografie sugli spalti.

Nell’ ultimo decennio, complice il fallimento dei cugini, i tifosi Celtics hanno festeggiato frequentemente ai danni degli acerrimi rivali. Ma la storia dei derby, si sa, è in continuo divenire, soprattutto nel calcio.
Comunque, i tifosi del Celtic possono ritenersi il primo e realistico esempio di “dodicesimo uomo in campo”, simbolo di fedeltà e lealtà nel bene e nel male!

L’aficion de San Mames: una malattia? No, semplicemente passione

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aficion de San Mames

L’indipendenza e l’appartenenza: le caratteristiche fondamentali della “aficion de San Mames”.
La tifoseria del Bilbao è rinomata per la sua grande passione e, soprattutto, per la propaganda all’indipendenza dei Paesi Baschi. In totale, l’Atlhetic conta quasi 45000 soci.
La rappresentazione vivente dell’indipendenza di questa squadra e della tifoseria riguarda anche la rosa biancorossa: tutti i giocatori sono baschi o di origine basca. Tranne per alcuni casi, come quello di Laporte, dove i giocatori vengono presi e inseriti fin da giovani nell’ambiente basco. La tifoseria del Bilbao è il dodicesimo uomo per eccellenza in Europa: in casa e in trasferta.
Nel marzo 2012, ben 8.000 tifosi hanno seguito la squadra a Manchester per assistere alla gara valida per gli ottavi di finale di Europa League, stabilendo così un record europeo per presenze nel settore ospiti.
In occasione dei grandi appuntamenti, come nel caso delle ultime finali di Coppa del Rey, la gente di Bilbao espone bandiere magliette, riempendo la città dei colori Baschi.

Aficion de San Mames: il tifo caldo dei tifosi di Bilabo

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Le rivali più importanti dell’Athletic Bilbao sono Real Sociedad e Real Madrid. Il “Derby Vasco” tra Sociedad e Bilbao è uno dei derby più sentiti di Spagna, uno spettacolo tra tifoserie.
Il calore Basco va oltre la passione calcistica, unendo la politica al calcio giocato!

Millwall FC, “No one likes us, we don’t care”

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Millwall

Millwall FC, una delle realtà della League Two inglese, una delle ex realtà degli Hooligans degli anni 80.

Oltre alle più titolate squadre della Premier League, esiste una squadra londinese conosciuta in Italia per meriti extra-calcistici, purtroppo. Stiamo parlando del Millwall FC, i “Leoni” di Londra, che milita in League Two. La notorietà di questa squadra è merito della loro accesa tifoseria, che negli anni 80 è stata una delle principali indiziate della riforma contro la violenza degli stadi inglesi del governo Thatcher. Gli “Hooligans” nel vero senso della parola. Nella tana dei leoni, il “The Den” (quasi 20000 posti) l’atmosfera non è mai stata delle migliori.
La tifoseria del Millwallnasce in uno dei quartieri più poveri di Londra, Isle of Dogs, dove vivevano manovali e operai. Il clima di rivalsa sociale ha sempre imperversato il gruppo di tifosi più violento, i “Millwall Bushwackers”, conosciuti anche in Italia. Il motto dei tifosi del Millwall è “No one likes us, we don’t care” (Non piacciamo a nessuno, ma ce ne freghiamo), che ci fa capire quale sia la fama di questa tifoseria.

La rivalità della tifoseria del Millwall:

Millwall
Lo stadio del club di Londra

La rivalità più forte è con il West Ham, con cui il Millwall disputa l’East London derby. Le due squadre sono divise dal Tamigi e le loro sfida hanno sempre ricoperto le prime pagine dei giornali sempre per meriti non sportivi. Gli ultimi scontri risalgono al 2009 quando, prima e dopo il derby valido per la FA Cup, causarono un morto e tantissimi feriti tra le forze dell’ordine.
Questi fatti accaduti tra la firm del Millwall e la Green Street Firm ha ispirato il film “Hooligans”, raffigurante la vera vita di questi violenti tifosi. Non bisogna scherzare con i “Leoni”

Il Marakana di Belgrado: la porta dell’inferno

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Marakana di Belgrado

La porta dell’inferno esiste ed è vicino a noi, è il Marakana di Belgrado, casa di una delle tifoserie più calde e pericolose del mondo. I tifosi della Stella Rossa Belgrado, conosciuti da tutta Europa dalla finale di Champions League del 1991, sono spesso protagonisti di episodi non felici da raccontare.

Marakana di Belgrado, la casa del derby eterno

Nella cruenta cornice del “Derby Eterno”, detto in serbo “Veciti Derbi”, l’atmosfera è più che infuocata causate
dalle due tifoserie. Da una parte, ci sono i Grobari (i becchini) , gli ultras del Partizan, dall’altra i Delije (giovani coraggiosi) della Stella Rossa. Spesso il tifo, durante questi derby, sfocia in episodi di violenza, alcuni particolarmente gravi, che hanno reso necessario l’intervento della polizia. In particolare, uno dei più gravi avvenne durante il derby del 30 ottobre 1990, giocato allo “Stadion FK Partizan”, in cui un razzo lanciato dagli spalti occupati dai “Grobari” colpì e uccise un tifoso diciassettenne della Stella Rossa.

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Nonostante la sua nota pericolosità, la tifoseria della Stella Rossa ha stretto innumerevoli rapporti con gli altri gruppi organizzati: i più famosi gemellaggi sono con il “Gate7”, curva dell’Olympiacos, e con i tifosi dell’ Hajduk Spalato. Con questi ultimi, i giovani coraggiosi si sono anche uniti in passato (intorno agli anni 90) creando una unica “torcida” in grado di terrorizzare chiunque in tutto il vecchio continente.
Infine, a fronte di tutto, l’UEFA sembra osteggiare da anni la tifoseria serba. Nel 2006, proprio per questo motivo, i Delije accusarono il più famoso ente del calcio europeo di aver pilotato i sorteggi, per far uscire anticipatamente dalla CL la Stella Rossa (che uscì nei preliminari con il Milan futuro campione d’Europa), dedicandogli una coreografia non proprio amichevole.

Insomma, i tifosi serbi non sono proprio la compagnia fidata con cui prendere una birra il sabato sera!

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LE CURVE DEGLI STADI PIU’ CALDI DEL MONDO 

La Gloriosa Butteler del San Lorenzo

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Gloriosa Butteler

La Gloriosa Butteler di San Lorenzo è il luogo in cui il folklore si unisce al tifo da stadio.
La curva che anima il cuore della squadra del Papa Francesco, detta “Hinchada” in argentino , è nota ai nostri tempi per trasformare canzoni famosissime in spettacolari cori da stadio. Dopo aver creato il “Me lo dijo una gitana” ( “Te lo dico con la voce” in Italiano), esportato in qualunque parte del mondo e soprattutto in Italia, I tifosi rossoblu si sono cimentati in bellissime interpretazioni canore. Tra queste, la più celebre è il coro stile “Despacito” che ha impazzato nell’ultima stagione al “Pedro Bidegain”.

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Gloriosa Butteler: una vicenda sui tifosi della squadra del San Lorenzo

A questo stadio è legata una vicenda alquanto rara che riguarda anche i tifosi del San Lorenzo: questi ultimi sono riusciti, tramite una protesta, a dar vita ad una legge (“Ley de Restitucion Historica”) con cui obbligavano la multinazionale “Carrefour” a restituire i terreni su cui si ergeva lo storico stadio del San Lorenzo, il “Gasometro“, dopo che tale struttura era stata espropriata al club dal dittatore Videla, negli anni 80.
Piu che una tifoseria la “Gloriosa Butteler”!

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IL TIFO DEGLI ULTRAS DEL GALATASARAY 

Raja Casablanca, una delle più antiche tifoserie dell’Africa

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Raja Casablanca-tifoseria-ultras

Oggi continuiamo con le tifoserie importanti, quelle storiche, quelle che danno un senso diverso al calcio, al tifo in generale: si parla di Raja Casablanca. 

Raja Casablanca tra le più antiche d’Africa

La tifoseria del Raja Casablanca è una delle più antiche d’Africa. Nata nel 1950 come segno di emancipazione dal dominio francese, il Raja è stato il riferimento calcistico della giovane classe operaia. L’inno dei marocchini è il “Verde Nacional” che descrive i colori e l’appartenenza dei tifosi e della squadra di Casablanca. Lo stadio del Raja è il “Mohamed V” (capienza di 67000 posti), spesso tutto esaurito in campionato e nella Champions Africana. Molto famosi i cori e le coreografie di questa tifoseria, che l’hanno fatta entrare di diritto tra le dieci curve più calde del mondo.
La più accesa rivalità del Raja è costituita dal Widad, seconda squadra di Casablanca. Le due compagini hanno sempre partecipato, dalla sua fondazione, al primo campionato marocchino e rappresentano la parte più importante del movimento calcistico del Marocco

Questa una foto della tifoseria africana al seguito della squadra: l’apporto ed il supporto non manca mai ai propri beniamini.

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Qui potete trovare invece la nostra scheda della tifoseria turca del Galatasaray

Galatasaray, un tifo caldo: le storie dietro al Kitalar Arasi Derby

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Derby

Parte oggi questa nuova rubrica, dedicata alle tifoserie più calde d’Europa e ai loro aneddoti: non potevamo, visto i recenti fatti, anzi i recentissimi fatti, non partire dagli ultras della squadra turca del Galatasaray.

Oggi parliamo infatti dei tifosi del Galatasaray che due giorni fa, nell’allenamento di rifinitura della loro squadra in vista del derby con il Fenerbahce, hanno riempito 28000 posti della “Turk Telekom Arena” (capienza di 52000) creando una coreografia spettacolare. La partita giocata ieri è terminata poi sul punteggio di 0-0 ma le tifoserie come al solito hanno regalato spettacolo.
La rivalità tra Fenerbahce e Galatasaray è una tra le più accese d’Europa che costituisce il “Kitalar Arasi Derby”, ovvero tra la parte europea di Istanbul (Fenerbahce) e la parte asiatica della città (Galatasaray).
Una partita che rappresenta molto più del calcio: è un vero rodeo tra tifoserie e giocatori in campo, con il più alto dispiegamento, al mondo, di forze dell’ordine presenti ad un evento sportivo. La storia e le vicende legate a questo derby sono innumerevoli, anche drammatiche.

Galatasaray, più che tifosi…

Ecco l’ultima coreografia 3D organizzata dai tifosi del Galatasaray, in occasione dell’ultimo derby contro il Fenerbahce. La curva nord della “Turk Telekom Arena” raffigura Rocky Balboa ed espone le seguenti parole: “Loro sembrano alti perché tu sei in ginocchio. Ora alzati!”. Un messaggio molto forte e controverso: oltre che un avvertimento verso gli odiati cugini, questo messaggio è stato interpretato come un segnale rivolto al dittatore Erdogan.

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Perché Galatasaray-Fenerbahce non è solo una partita di calcio.. È la lotta tra proletariato (Fenerbahce) e classe dirigente (Galatasaray), è il contrasto tra la parte asiatica e la parte europea di Istanbul, ovvero Tracia (Fenerbahce) e Anatolia (Galatasaray).
Decenni di scontri e battaglie che hanno oscurato la passione abnorme che muove i sostenitori di entrambe le squadre. L’apice della stracittadina di Istanbul si raggiunse nella finale di Coppa di Turchia tra Gala e Fener della stagione 95/96.
Alla fine della gara di ritorno,che decretó la vittoria dei giallorossi turchi, l’allenatore scozzese del Fenerbahce Graeme Souness espose al centro del campo della sua squadra la bandiera del Galatasaray. Questo gesto scateno l’inferno nella capitale turca: giorni di sconti, risse e tafferugli che a malapena furono placati dalle forze dell’ordine.

Galatasaray-tifosi-ultras-stadioLa vendetta dei tifosi del Fenerbahce non tardó ad arrivare: nel successivo derby, in casa degli acerrimi nemici, il capo ultrà Okan, detto “Rambo”, piazzó la bandiera della sua squadra alla “Turk Telekom Arena” e cercò di assalire Souness con un coltello.
Sicuramente, non è questo il calcio che tutti noi amiamo e apprezziamo. Ma sappiate che, oggi come sempre, Fenerbahce-Galatasaray non è e non sarà mai una partita come le altre. Oggi, alle 17:00, al “Sukru Saracoglu” si giocherà il 387esimo “Kitaral Arasi Derbi”, uno dei derby calcistici più caldi al mondo.

 

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