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Champions League

Liverpool-Roma, De Rossi: “Abbiamo diritto ed il dovere di crederci e provarci per noi e per la gente che vuole bene alla Roma”

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Dopo la sconfitta in casa del Liverpool, Daniele De Rossi parla ai microfoni Mediaset. Questo quanto detto dal capitano della Roma:

Come hai visto Salah?
L’ho visto bene, lo conosciamo. E’ un grande giocatore ed una grande persona. Sono felice per lui, a parte stasera. Sta diventando decisivo negli ultimi 16 metri.
Che si può dire dopo stasera?
Ci aggrappiamo a quello già fatto, che di sicuro ci dice che è possibile. Il diritto ed il dovere di crederci e provarci per noi e per la gente che vuole bene alla Roma. A Barcellona mi è sembrata sfortunata e dubbia. Oggi siamo partiti bene, ma poi abbiamo sofferto quello che conoscevamo: la loro profondità. Ci servirà da lezione per il ritorno.
Che spiegazione diamo ai duelli persi?
Non avendo rivisto la partita dare una spiegazione è sbagliato. Loro sono forti, va detto. Abbiamo preparato conoscendo le loro ripartenze. Abbiamo fatto 25 minuti buoni e non siamo stati bravi nella loro profondità, ma è difficile farlo con chi è quasi sempre più veloce di te.

Che difficoltà avete avuto a centrocampo nelle letture?
Tutta la squadra, perché quando si parla di profondità la croce va sulla difesa, ma non è giusto. Abbiamo peccato di poca aggressività dal trentesimo in poi. Quando non sei aggressivo loro partono. A centrocampo c’era difficoltà perché loro ti saltavano.
Dopo la partita col Barcellona sembravi più tonico. Sbaglio o senti di più questa sconfitta?
Sbagli, perché ho parlato dopo Roma Barcellona ed ero più tonico. La sensazione è che non deve andare a creare problemi per il ritorno. Lì c’era da giocarsi una partita che è sfuggita di mano per episodi. Oggi un black out e grande qualità. Il gol da recuperare sono sempre tre, loro sono forti, lo stadio sarà lo stesso. Non dico che sarà facile, ma non è impossibile.
Stanchezza psicologica o fisica?
Paghiamo che abbiamo addosso Inter, che ha fatto un bel filotto, e la Lazio che sta facendo più di quanto pensavamo. La stanchezza non è fisica perché abbiamo una rosa larga e tanti giocatori vengono alternati. Abbiamo visto i risultati con Genoa e Spal. Un po’ la Champions ti distrae ma non possiamo permettercelo perché mancano quattro partite ed il ritorno. Gestiamo le forze mentali perché sono entrambe importanti.
Che dici a quelli che ti aspettano al ritorno?
Niente perché non abbiamo parlato dopo Barcellona e loro ci hanno creduto comunque. Speriamo di gioire di un risultato che non è impossibile.

Liverpool-Roma, Di Francesco: “Ho messo giocatori più freschi che hanno dato forza per reagire. Al ritorno ci dobbiamo credere”

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di francesco derby

Il tecnico della Roma, Eusebio Di Francesco, per Mediaset ha parlato dopo la sfida contro il Liverpool. Queste le sue parole:

All’inizio un’ottima Roma, poi il Liverpool. Che è successo?
Non paragoniamo al Barcellona. Siamo partiti bene preparando determinate situazioni. Se perdiamo tanti duelli difensivi e non scappiamo coi tempi giusti perdiamo la testa e la capacità di rimanere in gara. Siamo andati un po’ in difficoltà.
Ha il rimpianto di non aver cambiato prima?
Se hai avuto occasioni anche i primi venti minuti l’equilibrio c’era. I sistemi di gioco muoiono quando sbagli palloni, perdi contrasti ecc.. Il resto non conta. Ho messo giocatori più freschi e lucidi che hanno dato forza per reagire. Al ritorno ci dobbiamo credere.

Bisogna crederci?
Sì, altrimenti non devi fare queste partite. Tutto può accadere, non è facile, sarà differente da quella col Barcellona. C’è desiderio, non mi piace fare processi. Abbiamo raggiunto qualcosa di importante e non abbiamo avuto un buon impatto. L’avevamo preparata benissimo, il sistema di gioco è relativo se si perdono i contrasti e non si riesce a fare un passaggio a 5 metri.
Che cosa hai chiesto al difensore centrale?
E’ successo quasi sempre a palla nostra, in fase di sviluppo. Non aspetti col centrocampista che perdi palla. I difensori dovevano difendere. Non è inferiorità numerica, è un 3 contro 2. Manolas non doveva farsi scartare ma girare. Quando si gioca con certe squadre dovevamo scappare un po’ prima. Ci sta perdere duelli, se gli altri sono più bravi, oggi abbiamo perso un po’ la nostra fisicità.
Ci sono chance reali di poterla recuperare?
Il desiderio, la voglia e la determinazione ci sono. Ci dobbiamo credere e lo credo totalmente. Non bisogna buttarsi giù, si possono prendere delle sberle, ma in certi momenti ci siamo disuniti, che va al di là della preparazione. Mi auguro di vedere una squadra con una buona determinazione al ritorno.

Roma, Kolarov: “Domani non si deciderà niente, ci sarà anche la partita a Roma.Dobbiamo provare a vincere la Champions”

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Aleksandar Kolarov, difensore della Roma,  ha parlato in conferenza stampa in vista della semifinale d’andata di Champions League contro il Liverpool. Queste le sue dichiarazioni:
Ci sono similitudini con la gara col Barcellona?
Con loro abbiamo fatto una grande partita giocando tutti insieme, non eravamo solo concentrati su Messi. Domani dovremo fare allo stesso modo, giocando insieme possiamo fare grandi cose.
Che obiettivi ti eri messo in testa appena arrivato? Immaginavi questo cammino in Europa?
Non ho mai pensato a obiettivi, col mister cercavamo di vincere ogni partita possibile. Non siamo qua per caso, abbiamo dimostrato di essere a questo livello per la semifinale, sicuramente siamo pronti per fare due grandi partite. Domani non si deciderà niente, ci sarà anche la partita a Roma.

Hai avuto modo di parlare con qualche collega del Manchester per avere qualche consiglio su come fermare Salah?
Non credo che se fermiamo Salah o qualcun altro solamente vinciamo la gara. Hanno tanti giocatori, solo insieme possiamo far bene. Si deve stare attenti a tutti e non solo a un unico giocatore.
Questa Roma può vincere la Champions?
Se siamo arrivati qui dobbiamo provarci. Ora viene il bello ma anche il difficile, domani vediamo. Noi siamo meritatamente qui, c’è l’obbligo di provarci.
L’importanza nello spogliatoio di Totti?
Non ho avuto la fortuna di giocarci insieme, ma ovviamente Francesco è come un compagno di squadra. Sta tutti i giorni con noi, ci teniamo molto a lui. Adesso ha un ruolo diverso, personalmente non ci ho parlato sul Liverpool ma chiunque è andato da lui ha ricevuto solo consigli buoni.
Anfield mette timore o dà carica in più? Cosa può caricare i giocatori dentro lo spogliatoio?
La partita è una semifinale di Champions, avrà un’atmosfera speciale. Anfield è particolare su tutti i punti di vista, ma chiunque da bambino sognava di giocare queste gare. Loro domani avranno la carica dei tifosi ma come l’avremo noi tra 7 giorni. I giocatori sono tutti consapevoli di dove siamo, vedo che siamo tutti concentrati per quello che ci aspetta domani.

Liverpool-Roma, Di Francesco: “Abbiamo acquisito maggiore forza mentale. Voglio arrivare in finale”

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di francesco derby

Da Anfield  Eusebio Di Francesco, allenatore della Roma,  ha parlato in conferenza stampa in vista della semifinale d’andata di Champions League contro il Liverpool. Queste le sue parole:

Qual è il primo pensiero quando si mette piede qui?
La bellezza degli stadi inglesi, ancora di più qui si immagina l’atmosfera, un contesto al quale non siamo abituato. Questo è un aspetto bellissimo del calcio inglese, anche l’allenatore dovrebbe avere i tifosi alle spalle.
Cosa deve avvolgere la Roma in una gara del genere?
Una serie di cose, loro hanno la possibilità di giocare in casa, ma noi avremo la forza di giocare insieme con loro. Sarà fondamentale essere più squadra, sappiamo che giochiamo con una squadra diversa rispetto il Barcellona per ritmo e intensità, noi dobbiamo essere al loro pari per competere in questa partita.
Può essere fondamentale scendere in campo e osare un palleggio per far correre a vuoto il Liverpool?
Credo che affrontiamo un avversario diverso rispetto la Spal, saranno aggressivi. Hanno qualità, è la squadra con la maggior capacità della Champions nel verticalizzare appena recuperano palla. Un palleggio esasperato può facilitare la pressione, ma noi veniamo per imporre alcuni concetti e sfruttare le loro lacune e allo stesso tempo non cadere nei loro tranelli. Per questo non si può paragonare la partita di Ferrara, ma i concetti sono nati da tempo. In questo momento.

Il modulo con la difesa a 3 può essere una soluzione? Davanti Under è favorito su Schick?
Partiamo dal presupposto che non parlo di formazione, ma su Under posso dire che si contenderà il posto con Schick al 50%. La squadra ha assimilato due modi di giocare, io devo decidere solo qual è la soluzione migliore in base alla gara che affrontiamo. Domani potremo scendere in campo in tutti e due i modi, ma ora non posso dare indicazioni. La cosa più importante è la mentalità che non deve cambiare, il concetto di gioco e il modo di attaccare e difendere. La differenza domani la farà la capacità di rimanere nelle due fasi di gioco sempre corti, contro una squadra pericolosa in ripartenza in verticale. Abbiamo acquisito maggiore forza mentale e mi auguro che possa essere portata anche qui.

 Chi andrà in finale rappresenterà il nuovo calcio?
Lui è stato molto simpatico dicendo che abbiamo entrambi barba e occhiali come vicinanza. La sua filosofia di calcio mi piace tanto, sono contento e preoccupato di affrontarlo. Troverà dall’altra parta un allenatore che si avvicina alla sua idea di calcio. Lui ha dimostrato molto più di me, io devo fare ancora tanto. Sono contento di essere qui ma ho anche l’ambizione di arrivare in finale.
Quanta fiducia si ha in Alisson per questa partita?
Non ci possiamo basare solo su un calciatore, come anche il Liverpool non possiamo dire che è solo Salah. I tre davanti hanno grandissima qualità, sanno giocare insieme. Per quanto riguarda Alisson, è un portiere importante che sta dimostrando il suo valore, è prontissimo come lo sono tutti e 22 i convocati della gara.
Legittimo aspettarsi tanta densità in mezzo al campo? Vuoi che ci abbassiamo?
Devono essere bravi loro ad abbassarci, questa è la mentalità. Noi saremo bravi a difenderci insieme quando succederà. Il concetto di base è la capacità di rimanere corti, in base a questo si avrà la palla che determina tutto.

Strootman ha detto che avete preparato un piano per fermare Salah, è lo stesso che avete usato per fermare Messi? Ti sarebbe piaciuto allenare Salah?
Kevin è diventato più napoletano che olandese, è stato furbo. Non abbiamo preparato una partita su Salah, ma sul Liverpool. Lui è stato a Roma, ha avuto il desiderio di tornare in Premier ma sono felice di avere nella mia squadra gente giovane e di prospettiva come Under, per quello non ci penso nemmeno più e non l’ho mai fatto. Ho un solo pensiero, di guardare avanti e non indietro. Nello stesso tempo assicuro che non pensiamo solo a Salah, abbiamo un attenzione particolare sui giocatori più forti ma gli altri non sono da meno.
Le piacerebbe inserirsi nel calcio inglese?
Nel mio lavoro si è per primo professionisti. Nella mia testa c’è il pensiero di tenersi stretta la Roma, poi un domani mai dire mai. Credo sia entusiasmante per tutto giocarci ma anche allenarci, ma in questo momento non è la mia priorità. Klopp sa dire solo spaghetti in italiano, io so dire solo hamburger in inglese, siamo alla pari in questo

Kiev Calling: i fattori chiave di Roma-Liverpool

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Kiev Calling

Alzi la mano chi, alla vigilia, si sarebbe aspettato che dai quarti Barcellona-Roma e Manchester City-Liverpool sarebbero uscite vincitrici le seconde. L’urna di Nyon ha deciso di accoppiare le due autrici dei miracoli dei quarti. I giallorossi sono riusciti a rimontare il 4-1 del Camp Nou vincendo 3-0 all’Olimpico. Prestazione sontuosa, quella degli uomini di Eusebio Di Francesco. L’eroe, se proprio bisogna trovarne uno, è Kostas Manolas. Gol pesantissimo, quello del greco, che poi si è lasciato andare a un’esultanza da leader vero.

Continua la maledizione, per Pep Guardiola. Il suo City, favoritissimo non solo per il passaggio del turno ma anche per la vittoria finale, è caduto sotto i colpi del Liverpool. Gli uomini di Jurgen Klopp hanno fatto a fettine i Citizens all’andata, andando poi a vincere anche al ritorno. Grande dimostrazione di forza dei Reds, capaci di rifilare l’ennesima delusione agli avversari. In campionato, infatti, avevano interrotto la striscia di 23 partite senza sconfitte dei rivali. Continua il momento magico del Liverpool, guidato da un Mohamed Salah semplicemente meraviglioso.

 

KIEV CALLING: LE TRE CHIAVI DI ROMA-LIVERPOOL

 

1) Contenere l’attacco avversario

Potrebbe sembrare ripetitivo, visto che è stato detto anche del Barcellona, ma chiudere le porte agli attaccanti dei Reds è fondamentale. Se lasciati liberi di colpire, il già citato Salah, Roberto Firmino e Sadio Mané sanno fare male. L’egiziano, tra l’altro, è il grande ex della partita, e i suoi compagni lo conoscono bene. Non bisogna concedere spazi, altrimenti è praticamente impossibile fermarli. Compito più facile a dirsi che a farsi, con un attacco che fino a qui ha messo a segno 82 reti. In ogni caso è vietato sbagliare, perché a questi livelli ogni lasciata è persa. Le due squadre giocano con lo stesso modulo, il 4-3-3, sebbene gli interpreti siano molto diversi.

 

2) Fare attenzione a Dzeko

Se da una parte c’è il tridente delle meraviglie, dall’altro canto c’è un Edin Dzeko che fa la differenza. Il bosniaco, che in campionato non sta segnando come nella scorsa stagione, è spesso stato decisivo in Champions. Pesantissimo il gol contro lo Shakhtar, che ha portato la Roma ai quarti. Pesantissimi anche i due gol contro il Barcellona, cui ha segnato sia all’andata che al ritorno. All’Olimpico, infatti, ha spianato la strada per la rimonta, che poi si è materializzata. La difesa del Liverpool, quindi, dovrà fare moltissima attenzione ai suoi movimenti, che spesso e volentieri creano spazi ai compagni.

 

3) L’effetto sorpresa

Entrambe sono arrivate quasi a sorpresa in semifinale, e una delle due approderà alla finalissima di Kiev. Per la Roma questa è una sfida da prendere o lasciare, e arrivata a questo punto non ha nulla da perdere. Un eventuale approdo all’ultimo atto sarebbe un bene per il calcio italiano e uno ‘smacco’ alla Juventus. I bianconeri, che da tempo sognano di vincere la Champions League, si sono dovuti arrendere al Real Madrid. A portare avanti la bandiera tricolore in Europa, quindi, è rimasta solo la Roma. Ora l’obiettivo deve essere quello di arrivare fino in fondo, crederci e continuare a sognare. Tuttavia, non bisogna fare l’errore di sottovalutare il Liverpool, che può fare molto male.

Kiev Calling – Conclusione

La semifinale tra Liverpool e Roma, sulla carta, si prospetta molto interessante. L’andata si terrà il 24 aprile ad Anfield, mentre il ritorno sarà il 2 maggio all’Olimpico di Roma. Al momento il ‘bilancino’ del pronostico pende leggermente in favore dei Reds, ma i giallorossi sono tutt’altro che spacciati. Se dovessimo tradurre il tutto in percentuali, sarebbe un 55-45 %. In ogni caso, il pronostico unanime in favore del Barcellona di Barcellona-Roma dovrebbe insegnare che le sorprese, nel calcio, sono sempre in agguato. E spesso possono essere anche belle, e l’impresa dei giallorossi deve essere un monito. Crederci, sempre, e giocarsela contro tutto e tutti.

 

Ritiro Gigi Buffon, ultima partita il 20 maggio contro il Verona

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Gigi Buffon

Il ritiro Gigi Buffon sembra ormai essere davvero molto vicino, ed è ormai argomento di discussione in casa Juventus. Dopo la sfida del Bernabeu; il numero 1 bianconero potrebbe scendere in campo per l’ultima volta il prossimo 20 maggio contro l’Hellas Verona.

Gigi Buffon: “Spero di aver dato qualcosa a questi ragazzi”

Nel week-end che ci avvicina al prossimo fine settimana di campionato, si continua a parlare di quanto accaduto negli istanti finali della sfida di ritorno valevole per i quarti di finale di Champions League contro il Real Madrid.

Dopo gli avvenimenti del Bernabeu e le riflessioni a caldo dopo il match contro i blancos tiene ancora banco la posizione del capitano juventino Gigi Buffon e del  difensore Giorgio Chiellini.

Entrambi rischiano una squalifica da parte della Uefa, ma se per il difensore la sanzione dovrebbe essere meno grave del previsto, il portiere azzurro potrebbe incombere in una squalifica a tempo.

Oltre alla stangata in arrivo dai giudici sportivi europei, Gigi Buffon ha deciso di annunciare il suo ritiro dal calcio giocato al termine della stagione agonistica.

Secondo quanto riportato dal ‘Corriere dello Sport‘, la possibile ultima partita della carriera del numero 1 di Carrara sarà quella del 20 maggio prossimo contro l’Hellas Verona.

UEFA Champions League: decretate le semifinali

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Dopo il sorteggio delle semifinali di Europa League si è tenuto anche quello delle semifinali di Champions League. Sempre a Nyon, ma alle ore 13, dall’urna sono uscite le sfide che decideranno le finaliste. In palio, infatti, c’è un posto per l’ultimo atto, che si terrà il 26 maggio a Kiev.

UEFA Champions League: le semifinali

La prima semifinale vedrà contrapposti Bayern Monaco e Real Madrid. Sarà una ‘rivincita’ dei quarti di finale dello scorso anno, in cui vinsero gli spagnoli. Nella doppia sfida, Cristiano Ronaldo segnò 5 dei 6 gol totali dei blancos. Le due compagini sono arrivate in semifinale battendo, rispettivamente, Siviglia e Juventus.

Nell’altra sfida si affronteranno Liverpool e Roma. Saranno quindi contrapposte le due squadre autrici del cosiddetto ‘upset’ dei quarti. I Reds, infatti, hanno eliminato il Manchester City, dato per favorito per la vittoria finale. Ancora più clamorosa la qualificazione della Roma, capace di eliminare il Barcellona.

 

Roma, Dzeko: “L’arbitro deve avere coraggio di dare il rigore anche contro il Barcellona”

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Edin Dzeko ha analizzato la sconfitta della Roma (4-1) contro il Barcellona. Queste le parole dell’attaccante della Roma per Mediaset:

E’ un verdetto troppo pesante?
Sì, dal primo minuto abbiamo provato a giocare come sempre, anche se sapevamo che erano piu forti. Abbiamo dato tutto, è un peccato: 4-1 è troppo e tre autogol sono troppi.
Serviva il Var?
Se dà il rigore cambia la partita, poi dipende se lo facciamo. L’arbitro deve avere coraggio di dare il rigore anche contro il Barcellona, anche noi siamo qui ed è 50 e 50.
La Roma sta crescendo ma non ha mentalità per queste notti?
Loro sono più forti, lo sappiamo tutti. 3-1 sarebbe stato meglio, ma se fai tanti errori loro ti puniscono.
Da dove si riparte?
Si riparte dalla Fiorentina perché c’è un’altra partita per giocare la Champions il prossimo anno, poi penseremo al Barcellona.

Barcellona-Roma, Di Francesco: “Il Barcellona già è bravo, non ha bisogno di aiuti che ha ricevuto da noi e dall’arbitro”

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Eusebio Di Francesco:

Il tecnico della Roma, Eusebio Di Francesco, ai microfoni Mediset ha commentato la sconfitta della sua squadra contro il Barcellona per 4-1. Queste le sue parole

Ci vuole coraggio a fischiare i rigori…
Già sono bravi, non hanno bisogno di aiuti. Li hanno ricevuti da noi e dall’arbitro. Abbiamo fatto una grande gara oggi, ci abbiamo messo del nostro, non possiamo dare le responsabilità agli altri. Dal punto di vista della voglia e della personalità non so che dire, non me ne ero nemmeno accorto del 3-0. Dovevamo stare sotto di due gol ma tenere duro. Abbiamo esperienza in campo ma dobbiamo migliorare.

Non c’è stata paura, ma è mancata lucidità?
E’ troppo penalizzante il risultato vista la prestazione e l’avversario. L’autorete di Daniele è sfortunata. Anche sul palo di Rakitic gliela abbiamo data noi. Abbiamo commesso ingenuità e siamo stati lenti. Abbiamo onorato la partita e dovevamo essere più bravi a leggere le occasioni. Poi però fare gol quando ti capita l’occasione, come Perotti e altri. Dobbiamo essere più cinici perché il Barcellona non ti perdona.
Non si è visto questo Barcellona irresistibile, ma è stato merito vostro…
Almeno questo merito dopo i quattro gol. Non volevamo concedergli il palleggio continuo e ostinato. Abbiamo preso gol in situazioni differenti, a parte il primo gol dove siamo stati sfortunati. Siamo stati a volte poco qualitativi ed a volte precipitosi. Se crei tante occasioni devi fare più gol.
Se la dovessi rigiocare che cosa cambieresti dal primo minuto?
L’arbitro (ride, ndr). Quelli che sono scesi in campo hanno fatto bene, anche chi è entrato come Gonalons ed El Shaarawy. Guardate anche l’atteggiamento nel secondo tempo, volevamo il gol con forza. Siamo mancati nella qualità delle scelte. Gonalons ha stoppato male la palla senza accorgersi che dietro aveva Suarez. Si parla molto del nostro portiere, ma quello del Barcellona ha fatto grandi parate, a dimostrazione che se sei una grande squadra devi avere un bel portiere.

 

Betting Champions League, tutte le quote sui quarti di finale

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Betting Champions League

Iniziano stasera i quarti di finale della Champions League 2017/2018 con Juventus-Real Madrid e Siviglia-Bayern Monaco a prendersi la scena del martedì europeo. Tutte le quote sui match d’andata e sul passaggio del turno riguardanti le migliori 8 squadre di club in Europa.

Di solito, quando si arriva a questo punto in una competizione del genere, nulla deve essere scontato. Cosi non è stato per gli ottavi di finale di CL: eccetto il superbo Siviglia di Montella, tutte le favorite hanno proseguito il cammino verso Kiev. E’ consuetudine partire sempre da quello che il pronostico dice e poi verificare che cosa invece ci comunicherà il verdetto del campo.

Questo sarà il procedimento che adotteremo in questo articolo: usufruendo delle quote gentilmente offerteci da Goldbet.it, cercheremo di leggere le partite d’andata e i quarti di finale partendo dal palinsesto dedicato al betting Champions League. Ecco, di seguito, le migliori quote da provare per queste notti europee..

Juventus-Real Madrid

Testa a Testa (HH)

La quota antepost più gettonata per questo tipo di incontri. Per il rematch della finale 2017 di Cardiff quote abbastanza lineari, visto l’equilibrio tra le due compagini. In questo momento, il Real sembra essere in un momento di forma migliore rispetto ai campioni d’Italia. Viste le quote, meglio rischiare sui bianconeri, quotati oltre soglia.

Juventus Passante Turno (2,60)

Real Madrid Passante Turno (1,44)

 

Per quanto riguarda la gara dì andata all’Allianz Stadium, la Juventus dovrà tentare il tutto per tutto per cercare di accumulare un buon margine in vista del ritorno in Spagna. Match equilibrato, tra due squadre molto ben messe in campo e che sanno colpire al momento giusto. Tuttavia, la statistica ci viene incontro nel decidere dove orientare le nostre quote: la Juventus non ha mai perso in casa contro i Blancos, in Champions. Potrebbe quindi essere una doppia chance IN (quota:1,54), con buone possibilità di pareggio finale (X a 3,20). Come detto, due squadre molto abili a capitalizzare le azioni da rete: per questo, la quota del GOAL non è trascurabile (1,70).

Per quanto riguarda pronostici più difficili, come marcatori e parziali, proponiamo il goal dell’ex di Higuain (3,25) e di C.Ronaldo, bestia nera della Juventus con 7 goal in 5 apparizioni (quota: 2,55). Potrebbe essere partita equilibrata, quindi più aperta nei secondi 45’minuti: OVER 1,5 2T da provare a 2,20. Infine, risultati esatti da provare sono l’ 1-1 (a 5,90) ed un più complicato quanto possibile 3-2 (a 37!).

Siviglia-Bayern Monaco

Testa a Testa (HH)

Molto meno tirato rispetto al precedente il secondo quarto del martedì tra spagnoli e tedeschi. Le quote non fanno che rimarcare la comune idea: il Bayern di Heynckes è, a detta di tutti gli scommettitori, una delle favorite alla vittoria finale della competizione. Per questo, meglio andare su sicuro con i bavaresi vincenti.

Siviglia Passante Turno (5,55)

Bayern Monaco Passante Turno (1,11)

 

In terra spagnola, Heynckes vuole già chiudere i conti qualificazione. Vittoria Bayern non tanto scontata, ma ampiamente pronosticabile sulla carta: 2 fisso a quota 1,60. Sarà partita spumeggiante, nonostante la “ragnatela” tesa da Montella per imbrigliare i “panzer” tedeschi. Dovrebbe quindi essere OVER 2,5 (1,55) con possibilità di GOAL (1,60) da ambo le parti, in caso di possibile goleada Bayern. In ottica quote alternative, vi proponiamo due “must” come Muller (3,25) e Vidal (a 5) che sono una garanzia nella fase ad eliminazione diretta. Come risultato finale, preferibili lo 0-3 (12) o l’ 1-3 (11,25).

Barcellona-Roma

Testa a Testa (HH)

Le quote non pensano ad un miracolo all’italiana in questa sfida inedita nella seconda fase della CL. Tutti i favori del pronostico sono in capo a Messi e compagni. Quote fotocopia di Siviglia-Bayern Monaco: come in precedenza, meglio puntare sull’usato garantito.

Barcellona Passante Turno (1,11)

Roma Passante Turno (5,55)

Andata al Camp Nou dove i giallorossi cercheranno di limitare i danni. Compito relativamente semplice per questa Roma: Di Francesco, comunque, ha detto di volersela giocare a viso aperto. Aspettiamoci, quindi, una partita divertente e ad alti ritmi fin dall’inizio. Quota dell’1 molto bassa (1,23): meglio optare su quote meno popolari, come il MultiGoal 2-4 Casa (quota: 1,48) o Casa Segna in Entrambi i Tempi ad 1,70. A sorpresa, si può giocare anche il goal della Roma nei primi 45‘, come successe al Milan un paio di stagioni fa con Pato: quota azzardo a 3,20.

Per i marcatori e il risultato esatto, proponiamo una giocata speciale: la combo marcatore+ris.esatto (Goldscorer su Goldbet) Messi+ 3-0, quota: 25,5. L’unico che potrebbe impensierire il Barcellona in area di rigore sarà Edin Dzeko, quota 4 per il bomber romanista.

 

Liverpool-Manchester City

Testa a Testa (HH)

Derby inglese da cardiopalma per la CL. I Reds di Klopp sono l’unica squadra di Premier ad aver sconfitto il City schiaccia-sassi e sanno come impensierire gli uomini di Guardiola. Tuttavia, i Citizens sono focalizzati solo su questa competizione, visto il campionato quasi vinto e l’uscita dalla FA Cup. Fiducia al Man.City, altra candidata alla finale di Kiev.

Liverpool Passante Turno (2,73)

Manchester City Passante Turno (1,40)

In ottica doppio confronto, la gara di domani sera ad Anfield ci farà capire con quanta benzina è arrivata la squadra di Pep a questo finale di stagione. Nelle ultime due sfide, 12 goal totali segnati: la combo GOAL+OVER potrebbe essere la scelta giusta (1,75). Difficile pronosticare un risultato fisso, ma potrebbe essere interessante la X finale a quota 3,45. Interessante anche l’ OVER 1,5 1T (2,37), viste le solite partenze sprint di entrambe le compagini inglesi, sia in Europa che in patria.

Per le quote alternative ricorriamo alle statistiche: negli ultimi 10 anni, il risultato più ricorrente è il 2-2 (10,25), ripetutosi 4 volte e quotato, infatti, meno del previsto. Il trio stellare del Liverpool, Firmino-Manè-Salah, è a quota 19 reti in Champions: strano se tutti e tre gli assi del Liverpool toppassero in questa gara cosi importanti (quote rispettivamente di 3,25; 3,5 e 2,75)

The Last Eight: Roma-Barcellona

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Roma-Barcellona

Il cammino che porta alla finale di Kiev è pronto all’ennesima ripartenza, uno dei match più impari sulla carta è quello tra Roma-Barcellona. Siamo vicinissimi infatti al doppio confronto dei quarti di finale di Champions League, che vedrà in campo le migliori otto realtà del panorama calcistico europeo. Una delle grandi sorprese di questa stagione è sicuramente la Roma di Eusebio Di Francesco, che ora trova al suo cospetto l’esame più difficile della sua stagione. L’urna di Nyon infatti ha riservato ai giallorossi la sfida difficilissima con il Barcellona del fenomeno Messi e di un tecnico come Valverde capace di ridare nuova linfa al ciclo vincente catalano, che dura da quindici lunghi anni.

Roma-Barcellona, la seconda sfida presente ai quarti fra un club italiano e uno spagnolo, vede dunque due squadre che attraversano un periodo storico qualitativo decisamente differente. In Champions però, anche con un pizzico di buona sorte, tutto può sempre succedere e l’inerzia può anche non avvantaggiare del tutto i favoriti del pronostico. Ecco quali potrebbero essere le tre chiavi di volta che potrebbero cambiare il destino dell’incontro.

1) RETROGUARDIE DIFENSIVE INOSSIDABILI

La partita sicuramente si vincerà in difesa. Lo stampo calcistico zemaniano trapiantato in questa stagione da Di Francesco alla sua Roma ha dato i suoi benefici nella fase a gironi con il Chelsea di Conte e nel match d’andata con l’Atletico Madrid di Simeone, ma contro i blaugrana il calcio totalmente votato alle verticalizzazioni potrebbe essere controproducente.

Il Barcellona infatti con l’arrivo dell’ex tecnico del Bilbao ha aggiustato le rotazioni difensive messe in mostra con tantissima amnesia nella passata stagione sotto la guida di Luis Enrique. Sono soltanto 2 le reti subite dai catalani in tutta la manifestazione europea grazie al grande apporto del veterano Piquè e da Umtiti, che saranno pronti a fermare le folate offensive giallorosse guidate inevitabilmente dal cannoniere Edin Dzeko. In mediana Busquets guiderà la manovra e tallonerà l’impostazione di gioco affidata a De Rossi, mentre Jordi Alba e l’ex Lucas Digne dovranno fermare gli inserimenti e i movimenti senza palla degli esterni a disposizione del tecnico giallorosso.

D’altro canto la Roma deve essere pronta ad arginare al meglio con l’aiuto di Manolas e Fazio le doti balistiche del ‘PistoleroSuarez, e con i suoi due esterni difensivi Bruno Peres/ Florenzi e Kolarov di ripartire subito in contropiede non appena viene riconquistato il pallone nella zona nevralgica di gioco. Pellegrini e Strootman dovranno fare una grande partita di sacrificio per uscire indenne dal doppio confronto europeo, utilizzando grande sagacia tattica soprattutto in difesa, sperando anche nell’ennesima giornata di grazia vista molto spesso da Allison Becker.

Dzeko e Nainggolan: la luce della manovra offensiva giallorossa

2) DISPOSIZIONE TATTICA FONDAMENTALE

Roma-Barcellona dal punto di vista tattico è decisamente un match che vedrà tanta differenza qualitativa fra le due squadre, ma entrambe le compagini hanno un pregio non poco invidiabile. Entrambe le squadre, grazie alle indicazioni dei loro rispettivi allenatori, hanno mostrato nel corso della stagione un atteggiamento camaleontico alla partita, capace di cambiare le sorti dell’incontro dal punto di vista tecnico ma soprattutto dal punto di vista tattico in qualsiasi momento del match.

Valverde nei momenti di necessità virtù in Liga e nella prima fase di Champions League ha dovuto rinunciare a Ousmane Dembele, rifugiandosi in un centrocampo “a rombo” illuminato sulla trequarti dall’estro e dal talento inconfondibile di Leo Messi. Oltre al 4-3-1-2 visto con la Juventus allo Stadium, in fase di non possesso il Barça con l’arrivo di Phil Coutinho è passato in molte situazioni ad un pragmatico 4-4-2, capace di stringere ogni linea di passaggio impostata dai difensori avversari, specie nelle corsie esterne.  In fase offensiva, il tradizionale palleggio impostato da “Don” Andrès Iniesta viene culminato con brucianti combinazioni sulla trequarti con gli esterni offensivi, aprendo solchi irrecuperabili in zona goal.

Di Francesco ha invece dato alla Roma una vera identità nei suoi match importanti. L’ex tecnico del Sassuolo ha cambiato molto spesso a partita in corso anche grazie all’esplosione del turco Under avvenuta negli ultimi due mesi di gare tra Serie A e Champions. Dal canonico 4-3-3 con Nainggolan pronto a spaziare in qualsiasi zona in fase offensiva, Di Francesco ha dato spazio anche al talento del giovane esterno turco trasformando la sua Roma in un solido 4-2-3-1 in proiezione offensiva. Se la compagine giallorossa dovesse partire con questo sistema di gioco, pronta la staffetta fra Pellegrini e Strootman così come quella fra Perotti ed El Shaarawy sulla corsie per i vari attacchi pronti a verticalizzare il gioco verso Dzeko con conseguenti sovrapposizioni degli esterni. Occhi puntati anche su Alessandro Florenzi. Il ‘Bello de Nonna’ ha dimostrato di saper giocare in qualsiasi ruolo diventato la carta vincente per poter ribaltare il risultato in qualsiasi fase di gioco. Il giocatore romano può agire come terzino destro, così come ala in un possibile 4-3-3 iniziale, dando maggior copertura in fase di non possesso per arginare la stella dell’incontro: Leo Messi.

Leo Messi: la stella del confronto fra Roma e Barcellona

3) LA ROMA COME FERMERA’ MESSI?

Già, il numero dieci blaugrana è la stella indiscussa dell’incontro senza ulteriori presentazioni. Nelle partite con risultato in bilico, Messi ha dimostrato ampiamente di essere più che un semplice fattore in questa stagione. Nel match in Ecuador con la sua Argentina, ma anche nello scorso turno contro il Chelsea (giusto per citare due esempi lampanti di match da dentro o fuori), il fuoriclasse argentino ha mostrato di essere il miglior calciatore al mondo. Di testa, su palla inattiva, accentrandosi in velocità dalla corsia di destra o con veloci triangolazioni, il talento di Rosario con il suo sinistro può far male in qualsiasi situazione dell’incontro, anche nelle situazioni di punteggio più disperate. Nelle ultime settimane si è parlato di una possibile gabbia giallorossa per fermare l’estro creativo de ‘La Pulce’, non lasciando il minimo spazio alle sue giocate da fuoriclasse assoluto. Ma se qualche celebre collega nelle ultime settimane ha accennato a gesti scaramantici o di utilizzare tutte le preghiere a disposizione per fermare Messi; mister Di Francesco sta considerando seriamente di apportare una situazione tattica apposita per bloccare il gioco del 10 blaugrana. Tutto ciò dipenderà dal problema fisico accusato da ‘La Pulce’ nella sosta per le amichevoli internazionali, che non lo vedrà al top della condizione nel match più importante della stagione.

Nonostante la perfetta parità nei risultati finali delle precedenti sfide (una vittoria per entrambe le squadre e due pareggi nelle ultime quattro sfide di Champions League); la Roma è obbligata a giocarsi il tutto per tutto nella sfida d’andata in casa grazie anche alla spinta e al calore del suo pubblico. Allo stato attuale il Barcellona viene dato favorito alla vigilia del doppio confronto con il 70% contro il 30% della Roma. Andata mercoledì 4 aprile al Camp Nou , ritorno il 10 aprile all’Olimpico. Roma-Barcellona come finirà secondo voi?

 

The Last Eight: Juventus-Real Madrid

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The Last Eight Juventus-Real Madrid

La rivincita della finale di Cardiff è, sicuramente, il quarto di finale più interessante del quadro di Champions League. Ronaldo contro Chiellini, Allegri vs Zidane: due modi d’intendere il calcio agli antipodi, Juventus-Real Madrid

Una classica nel palcoscenico più prestigioso d’Europa. Juventus e Real Madrid si rincontrano a quasi 10 mesi di distanza dalla finale di Cardiff 2017. In quell’occasione, la differenza tra le due squadre fu netta: il secondo tempo, in particolare, dimostrò il divario tra le merengues e i bianconeri. Finì 1-4 per gli spagnoli, alla seconda affermazione consecutiva in Champions.

A quasi un anno dalla disperata notte di Cardiff, il percorso della Juve 2017/2018 sembra rimarcare l’andamento della scorsa stagione: primo posto in A, finale di Coppa Italia raggiunta e posto tra le prime 8 confermato in CL. Nonostante questo, la Juve sembra essere una spanna sotto rispetto alla squadra che, l’anno scorso, sconfisse il Barcellona proprio ai quarti di finale. Gli ottavi contro il Tottenham, sudatissimi e tirati fino alla fine, dimostrano l’involuzione dei bianconeri soprattutto in fase difensiva.

Al contrario, il Real Madrid pare aver superato del tutto il turbolento periodo di fine 2017, quando una serie di risultati insoddisfacenti (come l’eliminazione dalla Copa del Rey per mano del Leganes) hanno fatto traballare la panchina di Zinedine Zidane. Il risveglio dei Blancos è coinciso con la rinascita di Cristiano Ronaldo, radicalmente cambiato con il nuovo anno, che ha trascinato i compagni ad una imponente vittoria contro il temibile PSG, agli ottavi.

Andiamo, quindi, ad analizzare più nel dettaglio quali potrebbero essere i tre punti focali del doppio turno di Juventus-Real Madrid

 1) Pressing alto per i bianconeri?

Contro il PSG, il Real ha dimostrato un’ottima compattezza e organizzazione di squadra, intervallata a qualche amnesia di troppo in difesa. Si sa, Varane e Danilo, in particolare, patiscono molto un avversario incalzante, votato a giocare alto. Potrebbe essere questa una delle strategie predilette da Max Allegri per contrastare il palleggio efficace e tagliente degli spagnoli. Lasciare spazio al centrocampo, in particolare a Modric, Isco e Kroos, è una scelta rischiosa in ottica delle due gare: in 180′, una giocata o un assist smarcante lo troveranno sicuramente. Meglio avere un approccio offensivo, fin dalla partita d’andata di martedì, senza particolari remori nel pressare a tutto campo.

Alvaro Morata dopo aver siglato il goal qualificazione, nella gara di ritorno della semifinale 2014-2015

Tutto dipenderà dall’atteggiamento che Allegri vorrà dare alla sua Juve: rigiocare come a Wembley, con poco palleggio e in ripartenza, oppure reinventarsi il pressing alto che tanto fece male nel 2014/2015, nella semifinale contro CR7 e company.

2) Fermare le fasce dei Blancos

Molti dei meriti del Real bi-campione d’Europa sono da attribuire alle fasce: la corsia di sinistra, in particolare, è una continua spina del fianco delle difese avversarie. Con un Marcelo in forma ed un Ronaldo spaziale, sarà dura per De Sciglio (o Barzagli) fermare la “frecciarossa” madrilena a sinistra. Le continue sovrapposizioni del brasiliano portano ad una superiorità numerica in fase offensiva ed espone la difesa bianconera ad un gioco di raddoppi e di scalate nella linea difensiva. Molto importante sarà il lavoro della catena di centrocampo, dei mezzi in particolare (Khedira e Matuidi), che dovranno continuamente chiudere e raddoppiare da entrambi i lati del campo.

La Juventus dovrà dimostrare, al contrario degli ottavi col Tottenham, una grande compattezza dietro ed in particolare sulle fasce: importante sarà anche la copertura di Alex Sandro su Isco, altra mina vagante e variabile pazza che può cambiare le sorti della gara. Juventus-Real Madrid sarà la gara di volta per la stagione bianconera?

3) Cristiano Ronaldo

CR7 esultadopo il secondo goal contro il PSG, nell’andata degli ottavi di finale al Bernabeu

Più che un fattore, una sentenza. CR7 è tornato ai livelli stratosferici di inizio 2017, con una progressione fatta di reti e crescente forma fisica. Il portoghese è risultato decisivo su tutti i fronti, in questi 3 mesi: 22 goal in 13 apparizioni con il Real Madrid nel 2018. Fondamentale negli ottavi contro il PSG, in cui ha timbrato per 3 volte il cartellino. Molto probabilmente, saranno gli episodi a decidere questo quarto di finale. Per questo, Cristiano deve essere tenuto strettamente sotto osservazione da Chiellini, in un duello spettacolare che il portoghese soffre particolarmente, nelle partite ad eliminazione diretta. Sembra impossibile, in questo momento fermare il 5 volte Pallone d’Oro. Già limitarlo sarebbe un ottimo risultato per i bianconeri.

I precedenti tra le due squadre, da quando la competizione è chiamata Champions League, parlano inequivocabilmente: la Juventus è la bestia nera delle Blancos, tralasciando le finali. Nei tre precedenti nella fase ad eliminazione diretta, gli spagnoli hanno sempre avuto la peggio (semifinale 2002-2003 e 2014-2015, ottavo di finale 2004-2005). In totale, nelle 13 partite giocate tra Juve e Real, 6 vittorie per i torinesi, 5 per le merengues e 2 pareggi.

In ottica passaggio turno, nonostante il diverso approccio in campo, le due squadre sembrano equivalersi nelle due partite. L’ago della bilancia sarà costituita dall’impianto tattico delle due squadre: 4-2-3-1 o 4-3-3 per la Juve, 4-3-3 o 4-3-1-2 per il Real Madrid. Ora come ora, una piccola marcia in più sembrano averla gli spagnoli: Real Madrid 55%, Juventus 45%.

Il resto lo dirà il campo, in un’altra sfida che farà la storia del “Clasico” di Champions League: come finirà questa volta Juventus-Real Madrid?

 

 

The Last Eight: Liverpool-Manchester City

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Liverpool-Manchester City, ovvero quello che sarà probabilmente il match più elettrizzante dei quarti di finale di questa Champions League. Due compagini guidate da grandi interpreti del ruolo di manager, ovvero Jürgen Klopp e Pep Guardiola. Il contrasto tra la gloria dei Reds e la voglia di scrivere la propria storia in Europa dei Citizens. Il pronostico sembra pendere dalla parte del City, che ha impressionato tutti fino a questo punto. Primissimi in Premier League, approdati ai quarti di Champions per la seconda volta nella loro storia e vincitori della Coppa di Lega.

Di fronte a loro avranno però gli ostici Reds, capaci di interrompere la striscia vincente dei rivali in campionato. Klopp sembra intenzionato a mettere in piedi due prestazioni perfette per provare l’impresa ed eliminare i Citizens. Non sarà semplice, vista l’enorme qualità messa in mostra dagli uomini di Guardiola. Tuttavia, si sa che in Champions League tutto è possibile. All’apparenza sembra uno scontro dall’esito scontato, ma in una gara di questo calibro non c’è nulla da lasciare al caso. Saranno tre i punti fondamentali della sfida.

1) CHIUDERE GLI SPAZI ALLA MEDIANA DEL CITY

Avendo a disposizione giocatori come Kevin De Bruyne, Fernandinho, David Silva e Ilkay Gundogan su tutti, la qualità nella mediana del City non manca. Gran parte del gioco dominante della squadra parte dal fatto che ha un centrocampo a cinque stelle (emiri del PSG, prendete nota). Guardiola ha plasmato la squadra a sua immagine e somiglianza, e fino a questo punto in pochi sono stati in grado di fermarlo. Tra questi pochi, come detto in precedenza, c’è il Liverpool di Klopp. La qualità non manca anche per il tecnico tedesco, che conta su Emre Can e soci per tentare l’impresa di inchiodare di nuovo i Citizens. Va tenuto d’occhio, su tutti, De Bruyne, filtro del gioco e autore di innumerevoli assist ai compagni.

2) ANNULLARE L’ATTACCO DELLE MERAVIGLIE DEI REDS

Chi l’avrebbe mai detto, a inizio stagione, che Mohamed Salah sarebbe stato in lizza per vincere la Scarpa d’Oro? A inizio stagione credo nessuno, ma l’egiziano ha letteralmente preso per mano il Liverpool. Arrivato quest’estate dalla Roma, insieme a Roberto Firmino e Sadio Mané ha messo a ferro e fuoco praticamente ogni difesa. 36 i gol segnati fino a qui da Salah, con Firmino a 23 e Mané a 14. La difesa del Manchester City, che è il reparto più titubante della squadra, avrà l’obbligo di chiudere i varchi al tridente avversario. L’innesto di Aymeric Laporte, arrivato (pagando parecchio) dall’Athletic Bilbao, è arrivato proprio per questo motivo. Per vincere la Champions League, infatti, è importantissimo avere una difesa di prim’ordine. E quella del City lo è, senza ombra di dubbio. Tuttavia, dovrà fare i conti con gli avversari, più che mai lanciati anche nel calcio ‘che conta’.

3) LIVERPOOL-MANCHESTER CITY: ORA O MAI PIÙ

La storia del calcio è fatta di vincitori e vinti, ed è inevitabile che continui ad essere così. Tuttavia, questa sfida è una situazione irripetibile e un’occasione, per entrambe, di fare la storia. Il Manchester City, ad esempio, si trova nella posizione di essere addirittura la squadra favorita per la vittoria finale. I Citizens, però, hanno raggiunto la semifinale una sola volta, sotto la guida di Manuel Pellegrini. Vietato sottovalutare l’avversario per Pep Guardiola, che vuole vincere la sua prima Champions lontano da Barcellona. Klopp, dal canto suo, ha una squadra di altissimo livello e che può (e deve) credere nell’impresa. L’attacco funziona e la difesa è meno altalenante, specie dopo l’arrivo di Virgil Van Dijk. Potrebbe essere un’occasione irripetibile, sia per chi vuole tornare a vincere (il Liverpool) che per chi sogna il suo primo trionfo (il City).

Tra il 4 e il 10 aprile, quindi, si deciderà una delle quattro squadre che approderanno alla semifinale. Il pronostico pende dalla parte del Manchester City, fino a questo momento convincente e a tratti dominante. Da non sottovalutare, però, la pericolosità del Liverpool, già capace di battere l’avversario. In questa stagione due precedenti, entrambi in Premier: 5-0 per il City all’andata, 4-3 per il Liverpool al ritorno. Sarà, però, la prima sfida europea tra le due squadre.

Al momento il City viene dato con il 60% di possibilità di passare il turno, contro il 40% dei Reds. Tuttavia, considerando il calibro delle due squadre, la sfida non è assolutamente scontata e promette scintille. Andata il 4 aprile ad Anfield, ritorno il 10 aprile all’Etihad Stadium di Manchester.

 

The Last Eight: Siviglia-Bayern Monaco

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Siviglia-Bayern Monaco

Siviglia-Bayern Monaco può essere letta in questo modo: il classico confronto apparentemente impari. La sfida tra il Davide e il Golia di turno. Tra una squadra coraggiosaspensierata e un’autentica corazzata che tutti temono. Al di là dei riferimenti biblici, i quarti di finale di Champions League vedranno affrontarsi chi ha mandato a casa il Manchester United e un gruppo che ha ingranato la marcia giusta dopo un inizio di stagione a rilento. Il divario tecnico è abbastanza ampio, ma nulla è scontato. In fondo, quel pastorello con la fionda non aveva alcuna speranza contro il campione dei Filistei…  Il duello sull’asse iberico-tedesco, comunque sia, potrebbe poggiare su tre importanti spunti.

 

1) UNA VIA DI MEZZO

Molte chance di passaggio del turno nel faccia a faccia Siviglia-Bayern Monaco passeranno dalla zona nevralgica del rettangolo di gioco. Di fronte si troveranno due tipi di centrocampo completamente diversi, ossia quello tecnico ed incline al palleggio agli ordini di Vincenzo Montella e quello muscolare e dinamico dei biancorossi. Il Siviglia, schierato col 4-2-3-1, ama avere il controllo del pallone ed iniziare l‘azione dalle retrovie adottando la soluzione più idonea a seconda dello scenario: o si cerca il trequartista centralmente (solitamente Franco Vazquez) oppure si indirizza la sfera verso gli esterni, dove possono prendere vita le concatenazioni tra terzini e ali.

La linea mediana a quattro del Bayern (piazzato in fase di non possesso con un 4-1-4-1) è molto alta e pressa, copre le linee di passaggio e sono presenti talvolta marcature a uomo su qualche giocatore chiave. Ad Ever Banega, che in Champions smista più di 105 passaggi a partita, potrebbe esser riservato questo trattamento. In questo modo, il Siviglia faticherebbe molto ad imbastire la manovra. Di conseguenza, potrebbe perdere molti palloni, esponendosi alle fulminanti ripartenze degli uomini di Jupp Heynckes.

 

2) AMNESIE TEDESCHE

Agli occhi di tutti il Bayern pare non aver punti deboli. Eppure, il Siviglia potrebbe approfittare di piccole amnesie di cui i loro avversari ben più quotati soffrono, ogni tanto. I tedeschi, infatti, vanno in difficoltà quando c’è un avversario che agisce tra le linee. Nei meccanismi tattici della banda Montella, il regista offensivo deve illuminare la via per i compagni verso la porta avversaria.

Se i vari Franco Vazquez o Ganso avranno il tempo e lo spazio di agire, potranno imbeccare gente dal passo rapido e che sa attaccare bene la profondità. Due nomi su tutti: Luis Muriel e Wissam Ben Yedder, giustiziere dello United. All’occorrenza si possono creare sbocchi sulle fasce innescando le ali, veloci e temibili nell’uno contro uno, creando così scomodi mismatch. Queste situazioni potrebbero avere più efficacia in fase di contropiede, dove la difesa teutonica è ancora più esposta a causa del baricentro alto della squadra.

 

3) SIVIGLIA-BAYERN MONACO: OCCHIO A LEWA

Basta lasciargli pochissimi centimetri liberi e lui trova sempre il modo di fare male. Robert Lewandowski è senza dubbio l’uomo che, a livello individuale, potrebbe decidere Siviglia-Bayern Monaco. Il centravanti polacco può segnare in tutti i modi possibili e immaginabili, facendo valere la sua prestanza fisica e il suo vasto arsenale. Per una difesa non sempre impeccabile come quella degli spagnoli non è facile marcare un giocatore del genere, capace di non dare punti di riferimento. Inoltre, Lewa sa aiutare la squadra col gioco di sponda e coi suoi continui movimenti.

Quando non si trovano soluzioni di passaggio ottimali, Lewandowski viene cercato con una verticalizzazione. In questo modo vengono sfruttate la sua indole nel gettarsi negli spazi o la sua abilità nel proteggere il pallone. L’ex Borussia Dortmund, inoltre, può puntare la porta da solo o cercare gli esterni, che lo supportano per creare superiorità numerica. Sono 5 i goal in 7 presenze europee stagionali. Finora…

 

 

Siviglia-Bayern Monaco è, assieme a Barcellona-Roma, il quarto di finale dove la bilancia pende di più da una parte che dall’altra. Abbozzando delle percentuali, i dominatori della Bundesliga hanno il 75% di possibilità di passare il turno, contro il 25% degli andalusi. Come già detto però, niente è scritto nel calcio: diversi fattori e singoli episodi potrebbero cambiare le carte in tavola.

Ottavi Champions League, la doppietta di Ben Yedder trascina il Siviglia

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Ben Yedder

Vincenzo Montella e il suo Siviglia compiono il miracolo all’Old Trafford contro uno United mai pungente. Una serata magica per gli spagnoli, mai così avanti in Champions nella loro storia, nel segno dell’attaccante franco-algerino Yissam Ben Yedder. 

Ecco la prima vera sorpresa della fase ad eliminazione diretta della Champions League 2017-2018. Il Siviglia di Vincenzo Montella sbanca Manchester con una partita perfetta, d’ordine e di compattezza. Lo United di Mourinho cade nel peggior modo possibile, davanti al suo pubblico. Mai in grado di dominare e di creare occasioni da rete. Decisivo il cambio al 70esimo, con l’ingresso di Yissam Ben Yedder a posto di Luis Muriel. Il piccolo attaccante franco-algerino fulmina per ben due volte De Gea e sale a 8 reti in Champions: è lui l’eroe di giornata.

Primo tempo scialbo, che riprende alla perfezione lo stesso filo della partita d’andata. Manchester United che attacca a folate, con protagonista Rashford sulla fascia sinistra. Il Siviglia gioca spavaldo, palleggia e cerca di tenere il baricentro alto con buonissimi risultati. Alla fine, solo il goal di Lukaku sporcherà lievemente la prestazione sontuosa del pacchetto arretrato andaluso. La squadra di Montella prende in mano le redini del gioco e, sul finale di prima frazione,  sfiora per due volte il vantaggio con Muriel.

Il copione cambia nella ripresa. Le squadre si iniziano ad allungare. Lingard trova un Sergio Rico straordinario quando, a 2/3 di gara, il suo diagonale è destinato in fondo al sacco. Da quel momento, si spegne la luce dei Red Devils. Entra Pogba al posto di un buon Fellaini (forse uno dei più positivi dello United). Il Siviglia inizia a correre in campo aperto e prima Correa, poi Sarabia vanno vicini al vantaggio. Al 70esimo, la volta della gara! Al secondo pallone toccato, Ben Yedder incenerisce De Gea e porta avanti i suoi. 4 minuti dopo, il raddoppio: calcio d’angolo di Banega, spizzata di Correa e correzione di Ben Yedder in cui evidente è la papera del portiere spagnolo. Inutile è il goal di Lukaku in acrobazia: la stagione dello United subisce una netta battuta d’arresto.

Il Siviglia corona una grande impresa, realizzando il miglior risultato della sua storia in Champions League. Una rivincita importante per Vincenzo Montella, che ora rischia di rincontrare una sua ex nel prossimo turno: la Roma del caro amico Di Francesco.

 

Roma, Di Francesco: “E’ stata una partita da squadra, voglio continuare a sognare con la Roma”

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di francesco derby

Eusebio Di Francesco, tecnico della Roma, al termine della sfida di Champions League contro lo Shakhtar Donetsk ha rilasciato alcune dichiarazioni. Queste le sue dichiarazioni:

Hai esaudito un grande sogno con la tua squadra. Che segnale è?
Questa sera la mia squadra, al di là del punto di vista tattico, dove siamo stati poco qualitativi negli ultimi metri. All’andata abbiamo fatto qualche errore. Quello che mi è piaciuto di più è che è stata una partita di uomini, da squadra. Adatta per chi vuole vivere questi sogni.

Under ha avuto problemi?
Non si può pensare che possa dare sempre il meglio. E’ fisiologico un calo. E’ giovane, ha preso una botta, ci può stare. Vi assicuro che avrà un grande futuro.
C’è qualcuno che non vorresti ai quarti?
No, voglio continuare a sognare con la Roma. Mi ha entusiasmato vedere tanta gente soffrire. Vivere queste serate è bello. Non voglio evitare nessuno, solamente la paura. La capacità di affrontare le squadre con questo piglio e con una buona forma.
Si può fare meglio sotto il punto di vista delle prestazione?
Sì. Per lunghi tratti siamo stati bravi, nel primo tempo il portiere loro ha giocato molti palloni. A me la squadra nell’insieme è piaciuta. Ci sono stati momenti dove dal punto di vista organizzativo siamo cresciuti tanto, ma non dobbiamo accontentarci mai.
Che voto dai alla partita di stasera?
Dal punto di vista dell’applicazione 10. Dell’aspetto tecnico tattico, ci serve abitudine a fare certe partite, compreso da me. Io posso dare di più, dal punto di vista tattico do un bel voto, i meccanismi si migliorano con i risultati e con la consapevolezza dei propri mezzi.

Roma, Dzeko: “La standing ovation è per tutti. Non volevo andare via per queste partite”

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L’uomo della magica notte di Champions League, Edin Dzeko, commenta ai microfoni Mediaset la vittoria della Roma e la conseguente qualificazione ai quarti. Queste le dichiarazioni del giocatore giallorosso:

Hai riportato la Roma ai quarti…
La standing ovation è per tutti. Abbiamo fatto il nostro fino all’ultimo minuto.
Hai rischiato di andar via…
Non volevo andare via per queste partite. Siamo riusciti a fare quello che la Roma non ha fatto negli ultimi dieci anni. Giocare contro squadre più forti è un grande orgoglio.
Che avversario ai quarti?
Non ci penso, sono tutte forti. Ovunque andremo ci saranno gli stadi pieni.
La Roma è tra queste…
Siamo tra le otto più forti e quindi siamo forti anche noi.

A Grandi Orecchie, Ep. 2: Conte a caccia dell’impresa

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"A grandi orecchie" ep.2

A Grandi Orecchie, Ep.2: la serie di ottavi di finale si chiude con quattro sfide molto interessanti. Tranne per Besiktas-Bayern, che sarà pura formalità, le altre gare di ritorno possono regalarci tante emozioni. Antonio Conte è a caccia di un’autentica impresa per passare il turno. Compito più semplice, sulla carta, per lo United di José Mourinho e Paul Pogba. Infine, un Roma-Shakhtar da cardiopalma a completare il programma del martedì.

Ritorna “A Grandi Orecchie” con l’episodio numero 2, dedicato alla seconda batteria di ottavi di finale di Champions League. Il campo ha ancora da esprimere tre importanti verdetti in questa due giorni. “Antipasto” del martedì ricco e gustoso con le squadre di casa favorite sia per la vittoria che per il passaggio turno. Il Manchester United ospita in casa il Siviglia di Vincenzo Montella, in una partita molto equilibrata all’andata ma che all’Old Trafford dovrà regalarci qualche emozione in più. La Roma ha una ghiotta occasione per centrare i tanto agognati quarti di finale che mancano ormai da 10 anni, dall’epoca Spalletti. Per battere gli ucraini servirà la notte perfetta ed una partita cinica e concreta come mai quest’anno.

“Portata principale” offerta dal ritorno del Camp Nou tra Barcellona e Chelsea. Dopo l’1-1 dell’andata, serve un miracolo ad Antonio Conte e ai Blues per centrare il colpaccio. Comunque, Messi è avvisato: non sarà di certo una passeggiata battere questo Chelsea. Besiktas-Bayern da “contorno”, inutile al fine della qualificazione. Buona occasione per fare turnover per i bavaresi di Jupp Heynckes, in vista dei prossimi impegni europei.

Dopo questa breve introduzione, passiamo all’analisi accurata di tutti i match in dettaglio.

A Grandi Orecchie, il programma di martedì 13 marzo

A Grandi Orecchie: Roma-Shakhtar Donetsk

Ottima occasione per l’Italia calcistica per ritornare prepotentemente presente tra le prime nazioni d’Europa in Champions League. Dalla lontana stagione 2006-2007 non abbiamo due rappresentanti nei quarti di finale (risultato angoscioso!). Questa potrebbe essere la più ghiotta opportunità per sfatare questo tabù. I giallorossi sono in un buon momento di campionato, dopo un piccolo black-out durato tre/quattro partite. Il 3-0 al Torino ne è una dimostrazione: la squadra capitolina ha le potenzialità offensive per far male. Eusebio Di Francesco punterà molto sul gioco sulle fasce, che all’andata ha messo in grande difficoltà gli ucraini.

4-2-3-1 standard per la Roma con il trio PerottiNainggolanUnder alle spalle dell’unica punta Dzeko. Fondamentali le sovrapposizioni dei terzini: le prestazioni di Florenzi e Kolarov sono vitali quest’oggi per centrare la qualificazione. Importante evitare svarioni offensivi compromettenti come quelli dell’andata, continuando a mantenere l’imbattibilità casalinga in Europa con 1 solo goal subito in 3 gare.

“Dobbiamo gestire le forze per 90 minuti. Vogliamo a tutti i costi questa qualificazione” : la grinta di Alessandro Florenzi nella conferenza stampa della vigilia

Shakhtar che, a sua volta, si presenta spavaldo in quel dell’Olimpico come da tradizione in Europa. La squadra di Fonseca è dedita al gioco offensivo e cercherà subito di imprimere pressione sulla difesa romanista. In dubbio Kryvstov in difesa, con Srna ancora out: potrebbero essere dei fattori importanti. Piena fiducia nell’attacco più brevilineo di questa CL: attenzione quindi a Taison e Bernard, che in contropiede possono essere letali. Arbitra Alberto Undiano Mallenco.

A Grandi Orecchie: Manchester United-Siviglia

Alexis Sanchez, arrivato a Gennaio dall’Arsenal, potrebbe essere l’uomo del match

Giorno della verità anche per la stagione di Mou e del suo United. Deluso dopo la gara di andata e lo scialbo 0-0, lo Special One è a caccia di reti e nuove convinzioni per proseguire il suo cammino in Champions. Buon periodo in Premier League per i Red Devils, con 4 vittorie consecutive. Non bisogna, però, sottovalutare questo Siviglia. La squadra di Montella, in lenta ascesa anche in Liga, ha dimostrato di essere ben messa tatticamente all’andata e di saper reggere lo scontro fisico con gli avversari. Sarà gara dura fino al fischio finale, con tanti cartellini: gli episodi potrebbero far saltare il banco.

Tanti indisponibili o giocatori in dubbio da entrambe le parti: Pogba, Herrera e Ibrahimovic per lo United, Jesus Navas e Carriço per i lusitani. Scelte obbligate, quindi, per i due allenatori. 4-3-3 per i padroni di casa, con Mata e Sanchez a supporto di Lukaku. Confermati lo scozzese McTominay a centrocampo e Young terzino sinistro, come all’andata in Spagna. 4-2-3-1 per Vincenzo Montella con una formazione nettamente a trazione anteriore. N’Zonzi unico schermo a centrocampo, con Banega che dovrà svariare a tutto campo per dettare i tempi della manovra. Poi, la corsa di Sarabia e Correa e i passaggi smarcanti di Vazquez al servizio di Luis Muriel, ex Sampdoria. Arbitra Danny Makkelie.

 

A Grandi Orecchie, il programma di mercoledì 14 marzo

A Grandi Orecchie: Barcellona-Chelsea

Conte ha promesso ai giornalisti battaglia e furore agonistico. La partita sicuramente più interessante di questa settimana di Champions e la più attesa. Londinesi che non hanno mantenuto le aspettative sperate ad inizio stagione: quinto posto in campionato, a 4 punti dalla zona Champions e lontanissimi dal Manchester City primo in solitaria. L’esito di questa annata dipenderà molto dalla partita di domani sera a Barcellona. Per questo, Conte punta forte sui fedelissimi: 3-4-2-1 con Christensen al posto di David Luiz infortunato. Moses e Marcos Alonso agiranno sulle fasce e il duo PedroWillian alle spalle di Hazard. A sorpresa, dovrebbe partire dalla panchina Alvaro Morata, che subentrerà però a partita in corso per apportare forze fresche in avanti.

Barcellona che sembra aver ritrovato un’ottima quadratura dopo il ritorno a pieno regime di Suarez e il contemporaneo arrivo di Coutinho. I catalani hanno la Liga in tasca, dopo aver vinto lo scontro diretto contro l’Atletico Madrid. Valverde e i suoi si possono dedicare esclusivamente alla pratica Champions, alquanto complicata quest’anno. In dubbio Iniesta e Sergi Roberto: per il resto 4-4-2 inedito per il Barça con Dembelé e Paulinho come esterni, che in fase offensiva dovrebbe allinearsi al più consueto 4-3-3. Solo quattro reti per Lionel Messi quest’anno in CL. Che possa essere la Pulce a sancire la qualificazione degli spagnoli? Sicuramente, gli episodi la faranno da padrone. Arbitra Damir Skomina.

A Grandi Orecchie: Besiktas-Bayern Monaco

Robert Lewandowski, di recente oltre quota 100 goal con la maglia del Bayern, dovrebbe partire dalla panchina.

Si gioca alle 18:00, in Turchia, l’ottavo di finale meno avvincente di tutti quelli analizzati in rassegna. Bayern Monaco in scioltezza ad Istanbul, con Heynckes deciso alcuni dei suoi più fidati condottieri. Lewandowski e Muller in panchina, al loro posto subentreranno Wagner e Ribèry. Alla fine dovrebbe invece partire titolare James Rodriguez, in dubbio alla vigilia. Ulreich sostituisce Neuer tra i pali.

Besiktas in campo per l’onore e per i tifosi, nello stadio di casa. I turchi proveranno a giocarsela fino alla fine, provando a chiudere imbattuti il cammino in Champions League. Osservato speciale Anderson Talisca, trequartista brasiliano appena convocato in nazionale per la seconda volta, che si gioca grandi chance per andare al Mondiale in Russia. In difesa, dovrebbe recuperare Pepe per sostituire lo squalificato Vida. Arbitra l’inglese Michael Oliver.

 

Roma, Di Francesco: “Non possiamo sbagliare e giocare solo 45 minuti”

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Il tecnico della Roma, Eusebio Di Francesco,  è intervenuto in conferenza stampa, insieme ad Alessandro Florenzi, alla vigilia della partita di Champions League contro lo Shakhtar. Queste le loro dichiarazioni:

A Florenzi: Che significato ha questa partita? Come la approcciate?
Approcciamo sicuramente a una partita importante. Può valere tanto per noi ragazzi, ma vale tanto per Roma. Sarebbe la quarta volta nella storia che la Roma arriva ai quarti. Vogliamo approcciare bene e giocare bene.
A Di Francesco: Torna Dzeko dopo la squalifica. Che momento è per lui?
L’ho visto meglio insieme alla squadra. Tutti quanti abbiamo l’obiettivo di passare il turno. Davanti abbiamo un attaccante che può fare gol straordinari e mettere in condizione la squadra di far gol. Sarà determinante lui come tutta la squadra.

A Di Francesco: E’ preoccupato per questa Roma che gioca partite a metà?
Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Non possiamo scendere in campo con il pensiero di giocare 45 minuti. Non abbiamo avuto grande continuità e l’ho detto in varie occasioni. Tutto quello che abbiamo passato spero ci faccia capire di avere maggiore continuità nella gara. Arrivare a 75 minuti fatti bene vuol dire portare a casa un risultato importante. Noi abbiamo il desiderio di passare il turno contro una squadra forte, non ci possiamo accontentare di giocare solo per 45 minuti.
A Di Francesco: Cosa non vorrebbe rivedere della partita d’andata?
E’ un po’ quello che ho detto prima. Voglio da parte della squadra grande continuità. Non bisogna fermarsi dopo che eventualmente vai in vantaggio. In fase difensiva abbiamo commesso troppi errori individuali e non solo di reparto, non ce lo possiamo permettere.
A Florenzi: In una partita da dentro fuori quanto sarà importante la gestione del tempo?
Sarà importante gestire le forze per 90 minuti, ma dobbiamo cercare di giocare il nostro calcio, in cui si va a mille all’ora. Dobbiamo dare un impulso subito importante alla partita, dobbiamo sbloccare subito la partita e continuare col nostro gioco per 90 minuti o per quanto ce la facciamo a farla. Non dovremo pensare di aver già vinto la partita in caso.

A Di Francesco: Come si può sopperire al deficit dinamico con gli attaccanti dello Shakthar?
Partendo da questo presupposto non dovremmo scendere in campo. Serve il desiderio di andare a far male agli avversari. Non possiamo gestire, dobbiamo vincere. Ci vuole voglia di andare a far male agli avversari.

Giorgio Chiellini: “A Wembley prestazione maiuscola di tutti”

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Giorgio Chiellini ai microfoni di Sky Sport, ha parlato della grande prestazione offerta dai suoi compagni nella sfida dello scorso mercoledì sera a Wembley contro il Tottenham.

Giorgio Chiellini: “Ora abbiamo una settimana fondamentale da affrontare”

Non c’è tempo di respirare per la Juventus di Massimiliano Allegri. I bianconeri dopo l’exploit fatto registrare a Wembley contro il Tottenham di Mauricio Pochettino; si ributtano all’inseguimento del Napoli capolista della Serie A.

Dopo la vittoria ottenuta contro la Lazio all’Olimpico con un gol allo scadere targato Paulo Dybala, la compagine bianconera  trova davanti a sé l’ostacolo Udinese allenato da Massimo Oddo.

Alla vigilia del match dell’Allianz Stadium contro la compagine friulana, ecco le parole di Giorgio Chiellini alla vigilia del prossimo impegno di campionato.

Ecco le sue parole rilasciate in un’intervista a ‘SkySport‘:

Dopo il primo periodo di questo campionato in cui probabilmente eravamo un po’ appagati e non avevamo la stessa fame di sempre, ci siamo ritrovati, ci siamo guardati negli occhi e abbiamo detto: così non va, dobbiamo cambiare. Una squadra non può prescindere dal proprio allenatore, così come un allenatore non può prescindere dalla squadra. A Wembley si è vista quella squadra. Abbiamo giocato e tutti hanno fatto registrare una prestazione maiuscola. Ora ci attende una settimana fondamentale per la nostra stagione. Dobbiamo continuare a giocare con la stessa intensità delle ultime settimane”.

 

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