L’agonia senza fine dell’Arsen(e)al-Wenger

0

“Non dobbiamo mica andare a vedere l’Arsenal tutte le volte che vengo a Londra…pensavo l’avessimo superata questa fase!” “Noi non supereremo mai questa fase”.
Questa è una delle frasi celebri che compaiono nel film del 1996 “Febbre a 90°” con Colin Firth e tratto dall’omonimo libro di Nick Hornby e che racconta l’incredibile trionfo dell’Arsenal campione d’Inghilterra nel 1989. Era una Signora squadra, quella dell’89, allenata da un grande, grandissimo allenatore quale George Graham. Alan Smith, Paul Davis, Nicky Thomas (in vero mai troppo amato fino a quel goal decisivo al Liverpool) Pat Rice, Tony Adams… Una grande, grandissima squadra ed una maledizione: un titolo che non arrivava da 18 anni; da quel 1971 e da una vittoria che stava piano piano impolverandosi nel cuore dei tifosi Gunners. Quel campionato fu una calvacata semi trionfale che stava per concludersi in agonica tragedia. Poi gli dei del calcio riscrissero un copione con Hitckochiana abilità e l’Arsenal si prese quel titolo che meritava e che sognava, interrompendo una maledizione che avrebbe fatto invidia alla Strega della Bella Addormentata.
Quei 18 anni furono una eterna agonia che ora sembra essersi ripresentata a bussare le porte dei gunners con qualche anno di ritardo. In panchina c’è un uomo che è ormai un ex allenatore da almeno 5 o 6 anni e che rappresenta, senza timore di risultare blasfemi, il male assoluto di questa meravigliosa squadra: Arsene Wenger. Una squadra totalmente senza logica, piena di falle a cui l’alsaziano non ha saputo (e/o voluto) badare, spendendo e buttando soldi in giocatori (talvolta anche ottimi) ma solo dalla trequarti in su. La difesa dell’Arsenal, da anni, rasenta il ridicolo ed è più perforabile di quella della squadra riserve e che oltre a non avere alternative, ha in Mertesaker (esatto, lui) il “leader” quasi insostituibile. Vedere l’Arsenal, da anni, è una agonia se si simpatizza per questi colori. E’ irritante la gestione del “progetto”, ammesso che esista, del suo sedicente allenatore. In queste prime tre giornate di Premier League si è vista una squadra che ha cambiato sistema di gioco, passando alla difesa a tre e che ha così sacrificato anche l’ultima cosa che la rendeva seguibile: il bel gioco. 8 goal presi in 3 partite, 3 punti, prestazioni con Stoke e Liverpool al limite dell’imbarazzante ed un allenatore che glissa su qualsiasi cosa e che trova questa situazione “difficile” ma sostanzialmente “normale”. In estate sono arrivati Kolasinac a parametro zero e Lacazette per 60 milioni di sterline. L’acquisto più costoso nella storia dell’Arsenal. Il sedicente manager francese ha speso l’intero budget di mercato per andare a rinforzare l’unico reparto che non andava rinforzato. Nessun acquisto in difesa e a centrocampo e, per finire, le ciliegine del delirio: la cessione di Oxlade-Chamberlain ad una rivale ed i mancati rinnovi di Alexis Sanchez ed Ozil, che, verosimilmente, andranno via a zero. Il mancato arrivo di Lemar, per il quale AW ha pensato di muoversi l’ultimo giorno di mercato, getta la pietra tombale sull’ennesima stagione finita ancor prima di cominciare. Se a ciò si aggiunge che pare molto probabile che il “Nino Maravilla” finisca a rinforzare il Manchester City del prossimo anno, ecco che Wenger è riuscito nella non facile impresa di distruggere l’Arsenal, farlo giocare male e rinforzare le rivali, tutto in un colpo. Chapeau.
Ma il problema è ai piani superiori: come si può permettere che Wenger abbia il potere di decidere da solo se auto rinnovarsi il contratto? Già, perché il vecchio lupo alsaziano lo scorso maggio, dopo la vittoria in F.A. Cup ha rinnovato per altre due stagioni. Chi glie lo ha proposto? Lui stesso. Wenger telefona a Wenger e gli domanda se è intenzionato a restare. Arsene risponde ad Arsene che ci penserà, facendosi un po’ desiderare… I “due” messaggiano a lungo per poi decidere di proseguire “assieme” Arsene e Wenger, insieme altri due anni, alla faccia di quei milioni di tifosi che lo volevano via e che poi, in fondo, sono quelli che pagano per andare a vedere, ogni anno, uno scempio senza fine, tipo lo 0-4 contro il Liverpool di questo sabato. Immaginate cosa sarebbe successo nell’ ’89 con Wenger in panchina…
Ci piacerebbe sapere cosa ne pensa Nick Hornby…

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.