Premier League: il giudizio di fine mercato

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Le prime giornate di campionato, si sa, sono sempre una incognita. Specialmente in Premier League dove da anni capita spesso di assistere ad impronosticabili partenze a razzo di squadre poco blasonate. Quest’anno ci sarà da divertirsi con l’Huddersfield, allenato da un ex assistente di Jurgen Klopp: David Wagner. La sensazione, tuttavia, è che quello di quest’anno sia, o possa essere, uno dei campionati più belli degli ultimi dieci anni dove ci sono realisticamente 5 squadre a contendersi il titolo: Chelsea, campione in carica, le due sorelle di Manchester, Tottenham e Liverpool. Arsenal? Lasciamo perdere…
Analizziamo limiti e punti di forza emersi in queste prime tre giornate:

CHELSEA: Doveroso partire dai campioni in carica; il Community Shield sfuggito e la clamorosa sconfitta all’esordio in casa contro il Burnley (di un bravissimo allenatore quale Sean Dyche) ha inevitabilmente gettato benzina sul fuoco delle polemiche tra Antonio Conte e Roman Abramovich. Il rapporto, checché ne dicano i diretti interessati, è ai minimi storici e ci sentiamo di dire che quasi sicuramente il tecnico salentino lascerà a fine stagione. I limiti difensivi palesati e il solo arrivo di Rudiger rischiano di complicare notevolmente la stagione dei Blues, impegnati quest’anno, su quattro fronti. Facendo dei calcoli semplici, il Chelsea non ha implementato la rosa ma l’ha “solo” sostituita in alcune zone; fuori Terry, dentro Rudiger. Fuori Matic, dentro Bakayoko. Fuori D.Costa (perché non giocherà nemmeno le amichevoli contro le riserve) dentro Morata. Quando però hai quattro competizioni a cui badare, la panchina va allungata ed è ciò che ha fatto imbufalire Antonio Conte. Intendiamoci, un allenatore come l’ex Juventus è un valore aggiunto per chiunque ma l’Europa, che è si è sempre dimostrata ostica per lui, è un’altra cosa e i mancati arrivi di Oxlade-Chamberlain, Barkley e Llorente non migliorano il clima in quel di Stamford Bridge. Le analogie con la terza stagione di Mourinho al Chelsea dopo il suo ritorno sono ovvie. Il tecnico portoghese, ormai indigesto a gran parte dello spogliatoio, nonostante il titolo vinto l’anno precedente, venne esonerato a dicembre con la squadra al 14° posto. La grana D.Costa è un problema perché “l’animal” rappresenta un problema grosso per chiunque abbia la disgrazia di averlo in squadra. Okay l’arrivo di Zappacosta ma quei 28 milioni gridano vendetta…
GIUDIZIO MERCATO: 6 ½

MANCHESTER CITY: I Pep’s boys sono la squadra che più si è mossa, insieme all’Everton, in Premier League ed è indubbiamente quella che ha migliorato maggiormente l’organico rispetto alla rosa 2016-2017. Le partenze di giocatori finiti (e forse mai “cominciati”) come Sagna e Clichy e Navas o ormai inadatti alla Premier come Kolarov, e le cessioni di un mediocre, sopravvalutato e presuntuoso sedicente fuoriclasse quale Nolito, rappresentano già di per sé un miglioramento. Se a ciò si aggiungono gli arrivi di un portiere dal futuro roseo quale Ederson, e le sostituzioni dei tre terzini sopracitati con signori giocatori come Walker e Mendy (oltre a Danilo) sono un gigantesco passo avanti. L’acquisto di Bernardo Silva dal Monaco è la ciliegina. Difetto? Manca una vera alternativa in mezzo al campo e al centro della difesa. Non possono bastare Yaya Toure, Fernandinho e Gundogan a centrocampo e Otamenti, Kompany e Stones in difesa per quattro competizioni. Non abbiamo considerato Mangala perché è difficile considerarlo un difensore…
GIUDIZIO 8 –

MANCHESTER UNITED: Mourinho voleva un esterno e non è arrivato. Voleva un difensore centrale di livello assoluto e si è dovuto accontentare di Lindelof. Forte ma non un fuoriclasse. E’ arrivato Lukaku, che curiosamente proprio Mou aveva scaricato nel 2013 dopo il suo ritorno al Chelsea, dopo il rigore sbagliato in Supercoppa Europea contro il Bayern di Pep Guardiola. L’arrivo di Matic sistema un problema a centrocampo che il Manchester si trascinava da anni. Ibra è sempre Ibra ma tornerà a novembre e la sensazione è che lo United abbia anch’esso un problema di panchina corta. Le prime 3 giornate sono state ai limiti della perfezione ma molto dipenderà dalla Champions League e a quante energie porterà via.
GIUDIZIO 7 ½

TOTTENHAM: “Se ci fosse una competizione in cui si gareggia in due, il Tottenham arriverebbe terzo”. Questa battuta se la sentono rifilare da sempre i tifosi Spurs dagli odiati supporters di Arsenal e Chelsea e l’etichetta di “eterna incompiuta” fatica a scomparire. E’ vero, il Tottenham è forse la squadra “più squadra” di tutte le altre. Non ha bisogno di ritoccare troppo un organico già forte ma forse avrebbe avuto bisogno di rinforzare qualche reparto. Llorente è un buon giocatore ma non quel vice-Kane che sarebbe servito per considerare gli Spurs davvero coperti in tutti i reparti. Non aver sostituito Walker è stata una scelta e sebbene Walker-Peters sia un prospetto tra i più interessanti della Premier, ha solo 19 anni e non gli si può addossare la responsabilità di essere il titolare. Rischioso. Bene l’arrivo di Sanchez dall’Ajax. Punto di forza: il manager. Mauricio Pochettino uno dei primi tre in tutta l’Inghilterra.
GIUDIZIO: 7

LIVERPOOL: Oxlade-Chamberlain completa una rosa già forte ma che ora deve chiedere a sé stessa di diventare grande. Il Liverpool gioca un calcio meraviglioso ma soffre troppo nella fase di non possesso e manca forse quel legnoso centrocampista che recuperi i palloni (tipo Kantè o Kessie’). Se Lovren e Matip riusciranno a curarsi dalla narcolessia che troppo spesso li colpisce durante le partite allora il Liverpool può essere l’outisider principale delle gemelle City e United. Forse troppo frettolosa la cessione (in prestito) di Origi.
GIUDIZIO 7 +

EVERTON: Altra possibile outsider sono i Toffies; un mercato davvero super ed una squadra finalmente competitiva che si candida di diritto al trono dei Grandi ma che deve, giocoforza, fare i conti con le responsabilità. Manca una punta perché Sandro Ramirez non può essere il sostituto di Lukaku ma le permanenze di Barkley, Gueye e Baines e gli arrivi di Klaassen, Pickford (finalmente un portiere), Sigurdsson e la bandiera Rooney sono segnali importanti. Attenzione…

GIUDIZIO 8

ARSENAL: Wenger.
GIUDIZIO: 1

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