Lazio-Milan ai raggi x: Inzaghi surclassa Montella

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Apoteosi Lazio all’Olimpico di Roma e Milan strapazzato 4 reti a 1. I rossoneri partono bene, ma durano solo 10 minuti, da li in poi è un monologo biancoceleste. Ed ecco che emergono i primi problemi per la squadra di Montella: di fronte ci sono avversari solidi cinici e spietati ed il 4-3-3 si sgretola di fronte ai colpi di Immobile e compagni, allora sorgono i primi interrogativi:

  1. Bonucci è adatto per giocare in una difesa a 4? In fondo la Juventus dei record ha fondato la sua solidità difensiva proprio sul numero 19, piazzandolo tra Chiellini e Barzagli. Eppure la possibilità di giocare con un 3-4-1-2 ci sarebbe: Musacchio, Bonucci e Romagnoli si sposerebbero alla grande nell’eventuale cambio di modulo.
  2. Mancanza di reazione dopo i gol subiti: dopo i due gol incassati, il Milan non ha saputo reagire; sintomo  di poca personalità evidentemente. Kessie (nonostante gli errori) è stato l’ultimo a mollare, ma Suso, Biglia e Montolivo (tanto per citarne alcuni) sono mancati e non poco.
  3. Perché Borini e Cutrone? In fondo di fronte ad una grande squadra (o presunta tale) come la lazio, forse sarebbe stato meglio azzardare Kalinic (o Andre Silva), visti i costosi investimenti estivi oppure uno tra Calhanoglu e Bonaventura, con il cambiamento di sistema di gioco (3-4-1-2?).

Al di là dei demeriti del  Milan, bisogna evidenziare la prestazione sublime dei ragazzi di Inzaghi, una vera e propria lezione tecnico-tattica, a cominciare dal ruolo di Lucas Leiva (meno geometra rispetto a Biglia, ma metodista, capace di alternare qualità e quantità), grande equilibratore di questa squadra, capace di recuperare palloni per poi far ripartire l’azione.

Mancano Nani e Felipe Anderson, ma c’è un Luis Alberto in grande forma: da oggetto misterioso a vero e proprio acquisto, garantisce invenzione e giocate di classe, esaltando così le qualità di Ciro Immobile (autore di una tripletta e di una prestazione da vero leader).

Infine è da evidenziare il lavoro straordinario svolto sin qui da Simone Inzaghi: la Lazio è un gruppo, solido ed unito, vince e convince, chissà dove potrà arrivare, ma è chiaro che con lavoro ed umiltà niente è impossibile.

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