United We Stand Episodio 1: Mourinho, cosa (non) fai?

United We Stand – Per iniziare una rubrica sul Manchester United non posso che cominciare dall’uomo che, da sempre, catalizza l’attenzione su di sé. In parte, quindi, sto facendo il suo gioco, ma è tutto a fin di bene. Alla fine dei conti, José Mourinho è il manager dei Red Devils, e non immagino una squadra senza di lui. O meglio, la immagino eccome, e gli scenari non sarebbero neanche malvagi. Tuttavia, al momento è meglio tenersi aggrappati allo Special One e provare a risalire la china, uniti come si è sempre fatto. Va però capito cosa non va in questo momento.

United We Stand: lo spogliatoio non sembra unito

Giudicando le ultime prestazioni, compresa la vittoria contro il Burnley, è evidente che qualcosa non vada. Non c’è un colpevole unico, un capro espiatorio, ce ne sono tanti. Uno di questi è proprio Mourinho, che ha sempre (o quasi) pagato dazio al cospetto di squadre preparate al suo gioco. Si prenda come esempio lo 0-3 subito dal Tottenham, che nel mercato estivo non ha speso un euro. Non è difficile capire che Mauricio Pochettino, corteggiato anche dal Real Madrid, sia un uomo estremamente preparato, calcisticamente parlando.

Tuttavia, in campo non ci va lo Special One, e parte della colpa è anche dei giocatori. Sembra ovvio che all’interno dello spogliatoio le cose non stiano andando per il verso giusto. Il momento difficile, inoltre, non sembra facilitare le cose. Paul Pogba, che dovrebbe essere il leader della squadra, è apparso spesso svogliato, quasi distratto. Alexis Sanchez, uno dei calciatori più pagati al mondo, è stato fin qui evanescente. La difesa traballa più che mai, e ha concesso fin troppo.

United We Stand: Raiola, zitto e ascolta

A proposito di Pogba, qualche settimana fa sono risuonate, forti più che mai, le parole di Paul Scholes. Uno che viene soprannominato The Silent Hero, quando parla, deve per forza fare rumore. Scholes ha criticato (giustamente, a mio avviso) l’atteggiamento del francese in campo. Sei stato strapagato, sei ricoperto d’oro e sei il vice capitano? Bene, allora devi, e sottolineo DEVI, essere un leader, specie se sei il miglior centrocampista in circolazione.

Paul Scholes, qui con la medaglia di vincitore della Champions League del 2008

Chi poteva rispondere a una dichiarazione del genere, se non Mino Raiola? Ovviamente il procuratore italo-olandese è partito all’attacco, dicendo che Scholes parla per non essere dimenticato. Tranquillo Mino, che The Silent Hero non sarà mai dimenticato. I grandi giocatori, i vincenti, quelli che sanno trascinare la squadra senza pretendere cifre astronomiche e cessioni ‘per vincere’, non si possono scordare. Quindi, cari Raiola e Pogba: quando parla PAUL SCHOLES, prendete carta e penna, aprite bene le orecchie, ascoltate e prendete nota.

United We Stand: Houston, abbiamo un problema…

Il vero e proprio Tallone d’Achille del Manchester United, in questo avvio di stagione, è stata la difesa. Per tutta l’estate è stato paventato l’arrivo di un grande nome per il reparto arretrato. Non è un mistero che il nome in cima alla lista di Mourinho sia quello di Raphael Varane. Tuttavia, il francese è assolutamente incedibile per il Real Madrid. Si è parlato anche di Leonardo Bonucci, che poi ha preferito fare ritorno alla Juventus. Ma anche Harry Maguire, fresco di rinnovo con il Leicester, e Jerome Boateng, che poi è rimasto al Bayern Monaco.

Victor Lindelof, oggetto misterioso del Manchester United di Mourinho

Gli effettivi, inoltre, fino a qui hanno tutt’altro che convinto. Eric Bailly, che per me è uno dei migliori centrali del campionato, sembra la brutta copia di quello dello scorso anno. Victor Lindelof è ancora alla ricerca della quadra in Premier, e non si capisce in che ruolo possa giocare. Phil Jones e Chris Smalling, a loro volta, non sono stati irresistibili, e hanno reso il compito difficile a David De Gea. Occorre quindi un cambio di marcia, soprattutto nella retroguardia, per poter risalire e avvicinarsi alle altre big.

United We Stand: ora il Watford

Prossimo impegno per il Manchester United sarà in casa del Watford. La squadra guidata da Javi Gracia, fino a questo punto, è a punteggio pieno come Chelsea e Liverpool. Il gioco proposto dagli Hornets è stato molto bello e frizzante, al contrario di quello offerto dai Red Devils. Sfida sulla carta molto interessante, e che potrebbe essere già un crocevia per Mourinho. In caso di risultato negativo, infatti, potrebbe essere a rischio la sua panchina. Appuntamento a sabato, alle ore 15:30, a Vicarage Road. E ricordate, United We Stand!

Leave a Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.