Valencia-Juventus: orgoglio bianconero al Mestalla

VALENCIA, SPAIN - SEPTEMBER 19: Miralem Pjanic of Juventus celebrates after scoring his sides first goal during the Group H match of the UEFA Champions League between Valencia and Juventus at Estadio Mestalla on September 19, 2018 in Valencia, Spain. (Photo by Manuel Queimadelos Alonso/Getty Images)
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Valencia-Juventus, una di quelle sere di coppa difficili da dimenticare, difficile anche parlare semplicemente di calcio, quando una partita di livello internazionale venga gestita e arbitrata dal tedesco Byrch e dal fido compagno Fritz. Il titolo appropriato per il duo arbitrale sarebbe “dilettanti allo sbaraglio”.

La coppia tedesca, diventa clamorosamente protagonista in una serata di gala Spagnola, al Mestalla di Valencia dove la squadra di casa sfida la favorita Juventus capitanata dall’uomo Champions Cristiano Ronaldo.

Si vorrebbe parlare e raccontare di calcio, e invece ci si trova a commentare la prima espulsione in carriera, nella Champions League, di CR7.

Valencia-Juventus come è andata la sfida?

E’ il minuto 29 del primo tempo, quando l’amico Fritz, richiama l’arbitro Byrch, per raccontargli di una tirata di capelli di CR7 ai danni di Murillo.

Dopo un teatrino dei due, sulla necessità o meno del cartellino rosso, Fritz senza esitare conferma che Cristiano Ronaldo deve abbandonare la gara.

Troppa violenza in quell’atto, che ai piu’ è sembrato quasi un voler togliere un pò di gel dalla testa del difensore Valenciano, ma che alla coppia arbitrale sembra un gesto di eccessiva violenza!

Sfugge invece il fatto che Cristiano Ronaldo subisse intimidazioni a palla lontana dallo stesso, ma evidentemente le provocazioni ultimamente fanno parte del gioco, mentre le reazioni diventano le uniche cosa da punire per pulirsi tutti la coscienza.

Le immagini sono chiare, non esistono gli estremi per il rosso, ma siccome i poteri forti dell’UEFA, non vogliono la VAR in campo, il giocatore bianconero deve lasciare il campo, e lo fa nella maniera peggiore per lui, espulso e in lacrime. I maligni direbbero che con la casacca “blanca”, nulla sarebbe successo, mentre chi capisce un po’ di calcio, avrebbe suggerito all’arbitro di prendere i due giocatori da parte e liquidarli con una sana romanzina.

Siamo al 29esimo, e la Juventus è in 10, ci si aspettano cambi da Mr. Allegri e invece nulla accade. Il messaggio è continuare cosi!

Certo!!! I primi 20 minuti di gioco avevano visto la Juve padrona del campo, sfortunata nella perdita di Khedira per infortunio muscolare, sostituito da Emre Can, e sfortunate nelle occasioni sotto porta mal sfruttate, prima da Mandzukic e poi dallo stesso Khedira.

Ma torniamo sulla partita, la Juventus si assesta in campo con un 4-4-1, e al 44esimo, l’arbitro concede il rigore su Cancelo, su una gamba troppo alta del difensore. Rigore generoso ma che ci puo’ stare in Europa.
Pjanic dal dischetto, non sbaglia, batte l’ex Neto e si va negli spogliatoi in vantaggio.

Al rientro in campo, nulla da segnalare fino al secondo penalty per un abbraccino su Bonucci da parte dello “spettinato” Murillo. Ancora Pjanic, ancora gol!

Partita in archivio?

Eh no! Perché Byrch proprio non vuole farcela a non essere al centro dell’attenzione come una modella in passerella a Cannes. E cosa fa? SI inventa un rigore a favore del Valencia, causato da Rugani, che si prenderà anche il giallo per l’ennesimo miraggio della serata.
Ma oggi arbitro o non arbitro è la serata dei bianconeri e quindi Szczesny, nei minuti di recupero, para su Parejo.

Valencia-Juventus: orgoglio e carattere che hanno fatto la differenza!

Partita che va agli archivi con la Juventus corsara a Valencia, e primi tre punti in classifica, al pari del Manchester United che si impone in svizzera per 3 a 0 con la doppietta dell’ex Pogba.

Ora i fari sono puntati sulla decisione del giudice sportivo per la squalifica di CR7, unica consolazione che in caso di ennesimo torto, dove a referto venga segnata l’eccesso di violenza e quindi le tre giornate di squalifica, la Juventus potrebbe far ricorso con a prova televisiva che in Europa a differenza che in Italia vale.

Non aspettiamoci nulla da nessuno in un mondo dove il Presidente Agnelli sta forzando la mano per introdurre il Var, ma dove la classe “benestante arbitrale” non vuole assolutamente perdere potere. Purtroppo una casta e un male necessario!

 

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