Re Carletto: Napoli ha il suo asso di coppe

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Re Carletto – Bisogna sempre guardare le proprie carte per capire dove si è in una mano. Mercoledì sera, a Napoli, ci si  è resi conto che la carta vincente sedeva sulla propria panchina: l’asso di coppe ha fatto saltare il banco, con buona pace di Klopp e del Liverpool. Carlo Ancelotti conquista il piatto, ribaltando la situazione sul tavolo del girone. Napoli primo, PSG e Reds ad inseguire.

Re Carletto: l’impresa contro il Liverpool

Al San Paolo si è consumata una delle vittorie più belle dell’era De Laurentiis. In uno stadio vestito  a festa, caricato dall’urlo pre-gara dei suoi tifosi -diventato ormai un must-, quel ‘THE CHAMPIOOOOOONNNNSS’ che fa tremare le gradinate dell’impianto e tutti i palazzi di Fuorigrotta. L’atmosfera magica della Champions League, che tanto mancava qui dopo la cocente eliminazione alla fase a gruppi della stagione passata. Napoli aveva voglia di rivivere serate di questo tipo. Ed il ritorno a casa della tanto agognata musichetta non poteva essere più dolce.

Merito di Carletto appunto, e dei suoi ragazzi. Una partita preparata in maniera perfetta contro i vicecampioni d’Europa, non proprio gli ultimi sprovveduti.  Si temevano Salah, Mane e Firmino, ma a brillare sono state invece le stelle di casa. Insigne l’ha decisa al novantesimo, coronando una vittoria strameritata, figlio del genio tattico dell’asso di cui sopra. La carta vincente pescata da Aurelio De Laurentiis per il dopo Sarri.

Re Carletto: un Napoli ‘camaleonte’

Una squadra multiforme, senza un impianto definitivo. 4-3-3/4-4-2 in fase di non possesso, 3-5-2 in fase offensiva. L’ennesima trasformazione di una formazione con identità ma senza modulo fisso, in piena antitesi con l’epopea sarriana. Ciò che sta facendo la differenza sono le soluzioni del mister, anche -forse soprattutto- in termini di uomini scelti. L’intuizione di Hamsik regista, finalmente, fa vedere i suoi frutti.

Contro i Reds la sua partita più bella nel ruolo fino ad ora; aperture di prima con ambedue i piedi che hanno fatto stropicciare gli occhi ai tifosi. Per non parlare del redivivo Maksimovic, spedito a guadagnare minuti in Russia nella precedente gestione e adesso un’ottima alternativa a destra da terzino bloccato/terzo centrale. Fino ad arrivare probabilmente a quella che è -per ora- la giocata vincente per eccellenza: Lorenzo Insigne più vicino alla porta.

Il mago di Fuorigrotta ha totalizzato già cinque goal in campionato e uno, appunto, in CL. Bottino mica male per uno che ha chiuso la scorsa serie A con sole otto reti. Un’innovazione tattica che sta portando il numero 24 azzurro ad incrementare notevolmente il suo score. Potenzialmente, potrebbe essere una delle stagione più prolifiche della sua carriera. Lorenzo punta a battere il suo record di marcature nella massima serie, fissato alle diciotto della stagione 2016-17.

Re Carletto: l’uomo giusto per il salto di qualità

La mano del mister si avverte. La rosa è più coinvolta, il ventaglio di possibilità tattiche è ampio. La sconfitta con la Juve probabilmente ha detto che a questa squadra manca solo una cosa: un pizzico di convinzione in più. Dopo venti minuti fantastici, all’Allianz Stadium gli azzurri si sono sciolti. Ad onor del vero, hanno sfiorato anche il 2-2 in dieci, dopo il rosso a Mario Rui (con Callejon ndr), con la reazione nella parte conclusiva del match prima del definitivo 3-1. Dopo quel primo spezzone, in cui si è trovato pure il vantaggio, la squadra ha smesso di giocare. E lì che bisogna crescere, dal punto di vista della mentalità. Beh, se c’è un allenatore che possa riuscire ad ottenere l’ultimo salto di qualità che manca, quello è Carlo Ancelotti.

L’asso di coppe. In attesa che riesca a diventare anche l’asso ‘di campionato’. Da queste parti sognano  lo scudetto da oltre trent’anni. Tuttavia spodestare i campioni in carica è impresa quasi impossibile. Ma se questo torneo sarà aperto fino alla fine, ad oggi, ci permettiamo di dire che potrà essere solo ed esclusivamente per meriti del Napoli. L’unica papabile antagonista dell’armata eptacampione.

 

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