Liverpool un’analisi

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Liverpool, un’analisi. La sosta per la Uefa Nations League è anche un’occasione per poter analizzare il cammino e lo stato di forma delle varie squadre. Esaminiamo i vice-campioni d’Europa.

 

Liverpool, un’analisi: i numeri

Dopo dodici giornate di Premier il Liverpool ha collezionato nove vittorie e tre pareggi, è dunque imbattuto (come il Manchester City ed il Chelsea). L’ultima volta in cui i Reds dopo una dozzina di turni erano ancora insuperati è stata nella stagione 2007-08 (in quell’occasione però le vittorie erano “solo” sei, stesso numero i pareggi). Un anno or sono in dodici incontri gli Scousers avevano raccolto sei vittorie, quattro pareggi e due sconfitte; sono quindi evidenti i miglioramenti raggiunti.

Una conferma di ciò la troviamo anche analizzando le reti. Se l’attacco della compagine del Merseyside non è cambiato numericamente rispetto allo scorso anno (i numeri sono pressoché inalterati: 23 goal fatti nel 2018-19, 24 nel 2017-18), le marcature subite sono diminuite più di tre volte: solo 5 trasformazioni in questa stagione, 17 in quella precedente. Per sottolineare ulteriormente il dato evidenziamo il fatto che la retroguardia del Liverpool un anno fa di questi tempi era la settima peggior difesa della Premier, mentre attualmente è il miglior pacchetto arretrato (assieme alla retroguardia Citizen).

Il grande perfezionamento della difesa dei Reds si può spiegare in differenti modi. Ovviamente un ottimo portiere come Alisson (che pure, in rare occasioni, si concede grossolani errori) è capace di incidere notevolmente in questa statistica: il brasiliano è leader nella classifica clean sheets (a pari merito con Ederson a 7). È altrettanto vero però che i britannici Alexander-Arnold, Gomez e Robertson stiano affrontando un percorso di crescita continuo che li ha imposti all’attenzione mondiale. Alexander-Arnold – vent’anni compiuti un mese fa – è il terzino destro U23 più prezioso in Premier (35 milioni €) ed il quarto in assoluto. Nessun nazionale scozzese ha un valore di mercato pari a quello del ventiquattrenne Robertson (35 milioni €), mentre la valutazione di Gomez nell’ottobre 2017 era di 20 milioni € in meno. Impossibile, infine, non citare Virgil van Dijk, autentico leader difensivo dei Reds.

A proposito di numeri: una novità inaspettata e sostanziale di questo scampolo iniziale di stagione sta nel calo dell’intensità percentuale del gegenpressing da parte del Liverpool.  Rispetto ad un anno fa i Reds applicano meno questo tipo di pressing. Ma questo non significa che la squadra del Merseyside aspetti maggiormente l’avversario senza ostacolare preventivamente le transizioni offensive, né che gli attaccanti abbiano perso entusiasmo per questa tattica nella quale eccellono, in particolar modo Firmino: il centravanti maggiormente capace di esercitare pressing fra quelli delle Big Six (il valore del brasiliano si attesta a 22.31 a partita, quello di Kane a 9.64).

Il dato potrebbe significare una differente gestione della partita da parte degli uomini di Klopp i quali, potendo contare anche su una difesa notevolmente migliorata prediligono non rifugiarsi nel gegenpressing. L’elemento tuttavia potrebbe essere inficiato dall’assenza di Oxlade-Chamberlain, giocatore adattatosi perfettamente al counter press di Klopp (si veda il grafico sopra), e comunque risposte maggiormente sicure arriveranno con un numero superiore di incontri presi in esame.

 

Liverpool, un’analisi: le difficoltà in Champions League

Gli ottimi numeri del Liverpool in Premier League non trovano fin qui riscontro in Champions League. I Reds, rispetto a dodici mesi addietro, nella massima competizione continentale hanno accumulato un ritardo di due punti, sei gol fatti in meno ed un gol subito in più (da tre a quattro). Vi è quindi una controtendenza assoluta.

Spiegare ciò non è semplice ed è un fatto che il Liverpool, imbattuto in Premier League, abbia patito due sconfitte contro due avversarie alla sua portata. Attribuire le débâcle ad una certa superficialità dei ragazzi di Klopp sarebbe tuttavia finanche ingeneroso. Nondimeno è evidente che il Liverpool contro il PSG si sia fatto rimontare due reti, che a Napoli abbia incassato una rete in zona Cesarini e che al Marakana di Belgrado fosse eccessivamente convinto dei propri mezzi.

Impossibile non ravvisare, tuttavia, quanto Napoli e Stella Rossa siano due squadre diverse fra loro: e per qualità, e per gli interpreti. Ipotizzare una chiave di lettura comune alle due sconfitte sarebbe quindi un filino visionario. Il prosieguo del cammino dei Reds in coppa potrà dare riscontri più certi.

 

Liverpool, un’analisi: i nuovi acquisti

Finalmente è possibile una disamina degli acquisti della scorsa estate giacché questi hanno totalizzato un minutaggio sufficiente per essere valutati. Klopp, infatti, non ha voluto forzare la mano ed ha preferito guidare con parsimonia l’ingresso dei nuovi arrivati in un nuovo contesto calcistico.

Va da sé che questo discorso non vale per Alisson, giocoforza diventato pedina insostituibile della squadra. Fabinho e Keïta, invece, hanno dovuto sottostare ad un periodo di apprendimento e rodaggio che ha dato i suoi frutti poiché i due hanno assicurato copertura e coesione al Liverpool.
Fabinho è stato in campo per tutti i novanta minuti negli ultimi tre impegni in Premier e si è dimostrato sacro custode della mediana.
Keïta ha giocato soprattutto assieme a Milner e Wijnaldum ed ha saputo esibire tutte le sue qualità di centrocampista di lotta e di governo.

Shaqiri, invece, ha stupito tutti grazie ad un’incisività che pochi gli riconoscevano. L’elvetico dopo un inizio fatto di panchine e qualche mugugno di troppo ha saputo farsi trovare pronto ed ha regalato ai suoi due reti e tre assist. Pare che Klopp punti molto sull’elvetico, non a caso contro il Fulham e la Crvena Zvezda lo ha schierato esterno destro in un 4-2-3-1 che lo vedeva supportare il tridente titolare.

 

Liverpool, un’analisi: affaire Sturridge

Negli scorsi giorni la F.A. (Federazione calcistica inglese) ha reso nota l’apertura di un procedimento contro l’attaccante del Liverpool Daniel Sturridge, il quale avrebbe violato la norma restrittiva per i giocatori inerente le scommesse.

Nello scorso gennaio, secondo l’F.A., l’ex-Chelsea avrebbe scommesso tramite interposta persona sul suo imminente trasferimento in prestito al West Bromwich Albion, movimento di mercato del quale era evidentemente a conoscenza. L’attaccante, noto per la sua danza-esultanza dopo ogni rete, sta collaborando con la Federazione inglese e gode del pieno appoggio del Liverpool.

Sturridge, la cui carriera pareva ormai indirizzata verso un inevitabile cupio dissolvi, nelle ultime settimane ha trovato una continuità ed un’ispirazione che sembravano svanite; i suoi dati per la stagione in corso parlano chiaro: 12 presenze, 4 goal ed 1 assist.

Le reti contro i Blues – una in Coppa di Lega, l’altra in Premier – sono la palese dimostrazione di una ritrovata verve.

 

Liverpool, un’analisi: i prossimi impegni

Il prossimo impegno del Liverpool sarà sabato 24 (ore 16.00) a Londra contro il Watford, una delle sorprese della stagione. I Golden Boys inaugureranno un mese focale per Henderson&compagni. Quest’ultimi dovranno giocarsi il passaggio del turno di Champions contro il PSG (Parigi, 28 novembre) e contro il Napoli (Anfield, 11 dicembre). In Premier, dopo aver affrontato la squadra di Pozzo, disputeranno il  Merseyside Derby (Anfield, 1 dicembre), quindi doppia trasferta insidiosa contro il Burnley (4 dicembre) ed il Bournemouth (8 dicembre). Mentre il 12 dicembre ad Anfield andrà in scena il Derby d’Inghilterra.

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