Chi è Joshua Kimmich: intelligenza calcistica superiore

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Chi è Joshua Kimmich? La storia di Joshua parte 21 anni fa in un paesino a sud della Germania Rottweil, famoso per l’omonimo cane. Viene cresciuto e allevato in uno dei migliori vivai della Bundesliga, quello dello Stoccarda dimostrando subito le sue capacità. L’allora allenatore del Bayern Monaco lo vede e se ne innamora, viene prelevato grazie a un prestito con diritto di riscatto a 8 milioni. Tantini per un giocatore che fino a quel momento ha giocato solo in nazionali giovanili e nella Serie B tedesca. Finp ad oggi ha vinto 3 campionati tedeschi, 1 coppa di Germania, 3 Supercoppe oltre che la Confederation Cup del 2017 e il campionato europeo di categoria Under 19 nel 2014

Chi è Joshua Kimmich? Gli inizi al Bayern con Guardiola

Ma come spesso accade Pep ci aveva visto giusto, il ragazzo oltre ad un innegabile talento mostra anche una serietà e un senso di responsabilità da veterano. Nello scacchiere dello spagnolo è difficile trovare posto con tutti i campioni in rosa ma il giovane Joshua non si scoraggia e anzi pur di giocare si adatta a centrale di difesa fino a terzino arretrando la sua posizione. Nel tiki-taka del tecnico spagnolo si trova ma ovviamente commette anche qualche sbaglio dettato principalmente dall’inesperienza. Ma proprio il nuovo tecnico del Manchester City fu per lui quasi un padre. Un aneddoto giusto per capire meglio il legame. Il giovane Kimmich esordisce dal primo minuto come difensore centrale contro il Borussia Dortmund di Tuchel e Aubameyang, non esattamente il più facile degli avversari, gioca una partita più che dignitosa. Per la cronaca il match finisce con un pareggio a reti bianche, ma Guardiola non è soddisfatto di un paio di movimenti del suo ragazzino e allora al termine del match lo rimprovera in mezzo al campo, il giocatore è quasi stupito ma come un padre Pep lo abbraccia. In quel gesto c’è quanto più di paterno ci sia nello sport, c’è il rimprovero costruttivo perchè si conosce il vero valore delle potenzialità in un ragazzo, c’è anche l’abbraccio, segno di fiducia incondizionata. Le strade dei due si separano a fine stagione, ma il ragazzo ha ormai conquistato il cuore di tutti in Baviera. Sarà quel mix tra faccia da bravo ragazzo e calma da uomo che lo rende così irresistibile.

La crescita con Ancelotti e Kovac

Anche Ancelotti ne rimane affascianato, lo sposta al centro del campo dove può dettare i tempi (le statistiche parlano di un 96 % di passaggi completati in queste prime 10 partite disputate). Il calcio dell’allenatore italiano è più diretto e meno dedito al fraseggio e allo scambio di ruoli. E proprio in questo frangente il giovane tedesco esplode con delle fantastiche prestazioni che gli valgono la prima chiamata in Nazionale maggiore. Anche Kovac non può rinuciare a lui, alle sue qualità in fase di spinta e alla sua maturità tecnico tattica. Grazie a ciò può giocare come difensore centrale,agire da mediano o addirittura qualche metro più avanti come centrocampista centrale, oltre al suo ormai ruolo naturale di terzino.  Ad oggi con il Bayer ha raccolto oltre 100 presenze e 10 gol oltre che una valanga di assist, in questo inizio di stagione siamo già a quota 5.  Oggi come oggi il suo valore si aggira attonro ai 55-60 milioni di euro

Chi è Joshua Kimmich? Nazionale e caratteristiche tecniche

Inizia subito col botto visto che bagna il suo esordio con un gol in diagonale a sigillare la vittoria dei tedeschi. Da quel momento è una ascesa continua. Si, perchè da quel momento Kimmich dimostra di non esser solo un centrocampista intelligente e un giocatore polivalente ma si fa valere anche in area di rigore con i suoi inserimenti. I numeri parlano chiaro, se in tutta la sua giovane carriera aveva segnato solo 2 gol, in questo inizio di Bundesliga ha già messo il suo nome sulla lista marcatori per ben 5 volte su 7 incontri. Ad ora ha messo assieme 40 presenze e 5 gol con la Nazionale tedesca. Con cui oltre ai trofei sovracitati si è portato a casa due bronzi,uno agli Europei di Francia nel 2016 e uno agli Europei under 21 in Repubblica Ceca nel 2015. Nota da non sottolavalutare molti di questi son stati gol decisivi al fine del risultati, giunti magari nel finale di tempo. E pensare che non doveva nemmeno trovare troppo spazio in un centrocampo formato da Xabi Alonso ( da sempre paladino dell’allenatore emiliano) con l’aggiunta di uno tra Vidal e Thiago Alcantara a seconda delle esigenze. Senza dimenticare che in estate il Bayern ha investito 35 milioni per l’enfant prodiges (classe 1997) Renato Sanches, campione d’Europa col suo Portogallo agli ultimi campionati europei di Francia. Alla fine l’ha spuntata lui, il piccolo Joshua che in nome dell’ adattibilità dei ruoli con una efficacia tattica straordinaria, accompagnata da un bagaglio tecnico di tutto rispetto e condita da gol e assist punta a esser uno dei prossimi e più splendenti talenti del calcio mondiale.

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