Ibrahimovic-Milan: perchè potrebbe non essere un affare

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E’ la notizia che più anima l’ambiente rossonero negli ultimi giorni: Ibrahimovic-Milan non è più solo una suggestione, ma potrebbe concretizzarsi a breve. Un ritorno per lo svedese che ha lasciato Milanello nel 2012 per trovare fortuna prima a Parigi e poi Manchester e Los Angeles. Ma davvero serve questo ai rossoneri?

Ibrahimovic-Milan: una storia mai finita

L’arrivo di Zlatan Ibrahimovic in quel di Milano sponda rossonera, è stato uno dei momenti più belli vissuti dai tifosi milanisti negli ultimi anni. Quel 28 agosto 2010 rimane e rimmarrà impresso neglio occhi dei tifosi. Un prestito con riscatto a 24 milioni dal Barcellona, uno degli affari migliori della gestione Galliani. Un giocatore che ha riportato lo scudetto ai rossoneri dopo 7 anni di digiuno e un’egemonia Inter che faceva troppo male al popolo del Milan.

Ma dopo otto lunghi anni, cosa rimane di quel giocatore? A 37 anni e dopo un bruttissimo infortunio con conseguente ricaduta, il binomio Ibrahimovic-Milan potrebbe non lasciare lo stesso bellissimo ricordo del passato. Una minestra riscaldata che il Milan ha già provato a riproporre negli anni scorsi, ma che non ha mai fornito riscontri positivi. Shevchenko e Kakà tra gli esempi più illustri. Due enormi giocatori, forse i più significativi del nuovo millenio rossonero, ma che non hanno graffiato nella loro seconda vita rossonera.

Ibrahimovic-Milan: le condizioni del giocatore

La prima domanda da porsi acquistando un giocatore di 37 anni è quale sia la condizione fisica. Zlatan Ibrahimovic dopo una lunga carriera senza infortuni particolarmente gravi, è incappato in un orribile infortunio al ginocchio destro durante un Manchester United-Anderlecht. La rottura del legamento crociato ha segnato le successive prestazioni in Inghilterra, unico campionato – giocato dallo svedese – che non ha vinto nella sua gloriosa carriera.

Da lì in poi il 37enne svedese non è più tornato ai livelli precedenti, causa una ricaduta a pochi mesi dal suo rientro per il grave infortunio al ginocchio. La parentesi inglese si è così conclusa con l’amaro in bocca per Ibra che ha deciso di svernare in California, ai Los Angeles Galaxy. Qui tutta un’altra storia. All’esordio con la nuova maglia sono bastati pochi minuti per far vedere tutta la sua classe al popolo americano e in 27 presenze totali ha messo a referto:

  • 22 gol
  • 6 assist
  • 4.1 duelli aerei vinti a partita

La classe di certo non manca a un campione come è stato lui, ma il discorso Ibrahimovic-Milan è molto più ampio. Quanto può incidere ancora in Serie A? Le difese non irresistibili della MLS facilitano sicuramente le giocate dello svedese. Basti guardare Giovinco. Un giocatore che ormai aveva perso la bussola in Italia e che a Toronto ha ritrovato lo spolvero degli anni a Parma. Qualcosa vorrà pur dire, no?

Ibrahimovic-Milan: sarebbe adatto al modulo?

Facciamo finta che tutti i problemi fin’ora elencati non esistano e sia un giocatore ancora decisivo a 37 anni. Come può giocare nel sistema del Milan? Nonostante Gattuso abbia provato a inserire il doppio attaccante dal primo minuto, il diktat imposto dall’allenatore rossonero è il 4-3-3. E ne ha ben donde. Suso rimane uno dei giocatori più decisivi in rosa e il suo apporto è sempre prezioso visto che la catena di destra si rivela come la più prolifica. Hakan Çalhanoğlu si sta piano piano riprendendo dopo un inizio non esaltante e sta trovando la sua posizione in campo.

Ma lo spunto di riflessione più interessante è: davvero si può rinunciare a un Patrick Cutrone così? Sì perchè il ruolo di Ibrahimovic all’interno del Milan è ancora al livello di “chiacchera da bar”. Higuain difficilmente potrebbe giocare insieme a Ibrahimovic, proprio per un modo di stare in campo similare. Sponde, sacrificio e gioco sulla trequarti sono caratteristiche che accomunano i due centroavanti. Ibrahimovic e il suo ego difficilmente potrebbero fare il terzo attaccante, anche a 37 anni, anche dopo anni di non elevatissimo livello.

 

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Un post condiviso da Zlatan Ibrahimović (@iamzlatanibrahimovic) in data: Dic 1, 2018 at 9:12 PST

Ibrahimovic-Milan: non si può rinunciare a Cutrone

A farne le spese potrebbe essere proprio Patrick Cutrone. Il beniamino dei tifosi, che con sette reti raggiunge Higuain nelle marcature rossonere. Un giovane di talento per il Milan e per la Nazionale. Un patrimonio che difficilmente il popolo rossonero digerirebbe veder marcire in panchina, soprattutto dopo la dimostrazione di attaccamento alla maglia. Il Milan ha bisogno di nuova linfa vitale e l’ossatura Romagnoli-Cutrone (per citare gli italiani) è un buon auspicio per l’ambiente. Allora davvero serve la classe di Ibra per riportare il Milan in Champions?

Zaccheroni, ex allenatore del Milan con cui ha vinto pure uno scudetto, in un’intervista su su Radio1 a “Radio anch’io sport”, parla così del possibile accostamento Ibrahimovic-Milan:

Ibra dove va vince e viene sempre la voglia di averlo, ma avendo Higuain in casa non è semplicissimo. Dipende dagli equilibri che vuole dare Gattuso, io sono sempre per investire su facce nuove e giocatori giovani. Il Milan deve continuare a ringiovanirsi e sono poco favorevole ai cavalli di ritorno. È un giocatore straordinario ma è un grande accentratore di gioco. Poi il Milan deve risolvere un altro problema: quando hai tanti infortuni significa che c’è tensione. Credo ci sia qualcosa da chiarire tra società, staff tecnico e squadra

 

 

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