La Liga:¡el Clásico, otra vez!

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La Liga riparte con ¡el Clásico, otra vez! Questa sera alle ore 20:45 Real Madrid e Barcellona scenderanno nuovamente in campo al Santiago Bernbéu per affrontarsi nel 26° turno di Liga. La partita presenterà lo stesso canovaccio tattico dell’ultimo incontro fra le due grandi di Spagna, oppure madridisti e catalani adotteranno nuovi accorgimenti?

 

Come è andata mercoledì?
Il Barcellona, a causa del pareggio di misura dell’andata, era obbligato a fare la partita. Per questo motivo Valverde ha inserito il sempre affidabile Dembélé al posto dello spaesato ed irriconoscibile Coutinho. I catalani hanno adottato il classico 4-3-3 che in fase di possesso palla si declinava in un 4-2-3-1 (con Messi dietro a Suárez, Sergi Roberto a destra nel trittico di giocatori alle spalle dell’uruguayano) ed in un 4-4-2 nei momenti di non-possesso (con l’argentino e l’uruguagio tandem d’attacco). Nonostante gli intenti i blaugrana sono stati fin da subito investiti dalla mole di gioco dei padroni di casa. 

Il Real è sceso in campo con il consueto 4-3-3 (con Marcelo, Isco e Bale in panchina e solo quest’ultimo è subentrato) che in fase difensiva diventava un 4-1-4-1 con Benzema unico punto di riferimento in avanti. Questa sistemazione ha assicurato una pressione alta con le dovute coperture – Casemiro a schermo della difesa – almeno sulla carta: Dembélé e Sergi Roberto più volte si sono abbassati a ricevere mettendo di fatto il brasiliano in inferiorità numerica. Solari ha provato a mettere una pezza posizionando Carvajal in marcatura sul transalpino (con Lucas Vázquez a copertura di tutta la fascia), nonostante ciò il Barcellona è riuscito a trovare spazi, merito delle sovrapposizioni di Jordi Alba e del grande atletismo di Dembélé che ha propiziato la prima rete con una percussione sulla corsia mancina. 

Eppure sino al vantaggio blaugrana era stato il Real ad avere in mano il pallino del gioco. Gli stessi movimenti di Benzema che avevano creato grattacapi alla retroguardia di Valverde all’andata si sono rivisti anche al ritorno e sono stati sfruttati magnificamente da Vinícius Júnior, vera e propria spina nel fianco per il Barça. Sospinto dall’ottimo Reguilón (commoventi le sue lacrime a fine partita) e per nulla infastidito dalla presenza di Semedo e Sergi Roberto sulla sua fascia di competenza, il brasiliano nel primo tempo ha creato occasioni a iosa senza riuscirne a capitalizzare nessuna. I numeri in questo senso sono stati molto desolanti: l’ex Flamengo ha tentato sei tiri senza mai centrare lo specchio di porta. In realtà questa statistica conferma il suo trend stagionale: Vinícius in settantacinque conclusioni tentate da quando veste la maglia del Real ha siglato solo tre reti.

Dopo aver subito il vantaggio i blancos hanno iniziato a spingere ulteriormente finendo con l’alzare ancor di più la retroguardia, esponendosi però più facilmente alle sortite offensive avversarie.  Difatti in occasione del secondo goal Semedo, con un passaggio preciso in grado di mettere fuori gioco la difesa dei padroni di casa, ha assistito Dembélé che prontamente ha armato Suárez.

L’imprecisione sottoporta madridista (molti tifosi di fede merengue invocano l’acquisto di un attaccante più prolifico di Benzema) ha decisamente favorito la vittoria del Barcellona inoltre, è fin troppo scontato rilevarlo, il Real non può affidarsi unicamente ad un diciottenne da pochi mesi in Spagna – Vinícius – per sperare di avere ragione del Barcellona di Messi. È altrettanto vero che la maiuscola prestazione di ter Stegen ha influenzato fortemente il risultato. Il tedesco è diventato sempre più affidabile fra i pali e non sembra più l’anello debole dei suoi. Il lavoro tattico di Solari si è dimostrato ancora una volta valido (anche se facilmente immaginabile durante il match: i catalani, pur in ambasce hanno spesso trovato le contromisure adatte) e non è risultato vincente esclusivamente grazie alla scarsa precisione del suo pacchetto avanzato. È probabile che questa sera l’argentino azzardi maggiormente per sfruttare la frustrazione dei suoi, comprensibilmente contrariati dal risultato del classico di coppa, inoltre il Barcellona di questa annata non sembra minimamente la máquina degli anni di Guardiola o di Luis Enrique ed i suoi limiti sono del tutto evidenti.

Il Barcellona ha creato molto poco ed incredibilmente è uscito dal Bernbéu con la qualificazione alla finale di Copa del Rey in tasca. Durante l’era di Mourinho, mentre il Barça di Guardiola sul manto verde sciorinava elzeviri, il Real veniva spesso additato di resultadismo dalla critica catalana. Dopo alcuni anni sembra che le situazioni si siano invertite: gli azulgrana appaiono più pratici e poco, o nulla, interessati allo spettacolo, mentre il Real Madrid sembra aver trovato la propria dimensione anche grazie ad una manovra più divertente.
Tuttavia l’adozione di stili non propri alle due squadre non sembra pagare: il Real non vince, mentre il Barcellona non convince.

La Liga: ¡el Clásico, numeri e statistiche
Grazie alla vittoria di mercoledì il Barça ha raggiunto a quota 95 i rivali nel computo delle vittorie nel Clásico. Se gli uomini di Valverde dovessero vincere stasera i catalani per la prima volta negli ultimi ottantasette anni sarebbero in posizione di vantaggio nella speciale sfida. Inoltre una vittoria permetterebbe a Messi&compagni di raggiungere il Real a 72 vittorie per quanto riguarda le sfide in Liga.

 

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