Crisi Real Madrid, il punto su una stagione disastrosa

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E’ crisi Real Madrid, senza girarci tanto attorno.  Dopo una settimana disastrosa in casa Real si tenta di raccogliere i cocci nel tentativo di limitare i danni. Il nodo centrale riguarda la panchina: chi sarà il prossimo allenatore dei blancos? Nelle ultime ore l’ipotesi Mourinho sta assumendo sempre più spessore

Una stagione disastrosa

«Llevamos una temporada de mierda». Also sprach (la traduzione non serve) Dani Carvajal poche minuti dopo la peggior débâcle storica del Real Madrid in Champions League.

Dopo 1011 giorni di dominio incontrastato il regno del Real Madrid in Europa è finito, così come il secondo ciclo più glorioso della società madrilena. Ma a destare maggior stupore non è l’eliminazione dei blancos dalla Champions, evento inevitabile seppur procrastinato il più possibile, bensì il fatto che ad inizio marzo i merengues siano già fuori da ogni competizione: con quattro mesi di anticipo la stagione del Real è già finita. Al danno di aver visto trionfare l’avversario di sempre, il Barcellona, due volte in poche ore in un Bernabéu mai così privo del famoso miedo escénico, si aggiunge la beffa di un corsaro Ajax trascinato in campo da Frenkie de Jong, futuro azulgrana. Mentre l’infortunio rimediato da Vinícius Júnior (rientro previsto ad inizio maggio) è la conferma che piove sempre sul bagnato.

Come la Grande Inter nel 1967 il Real è uscito sconfitto da tutte le competizioni in pochissimo tempo. I nerazzurri in tredici giorni persero la finale della Coppa dei Campioni (a Lisbona contro il Celtic Glasgow), lo scudetto a Mantova (papera di Sarti) e la semifinale di Coppa Italia (a Padova). Gli spagnoli hanno fatto “meglio” perdendo tutto in appena una settimana. 

La resa dei conti

A conferma dell’ebollizione della Casa Blanca il fatto che non sia ancora giunto il tempo delle analisi. Dopo gli arcinoti fatti in molti si aspettavano un’elaborazione da parte dell’ambiente Real, così però non è avvenuto. In compenso è iniziata la resa dei conti.

Sul banco degli imputati sono finiti praticamente tutte, o quasi, le personalità più note del madridismo. A partire dalla presidenza. A Florentino Pérez la afición imputa la mancanza di un adeguato sostituto di Cristiano Ronaldo, un sontuoso cannoniere capace di capitalizzare la molo di gioco della squadra, e sostanzialmente un’idonea campagna acquisti.
A Solari non è stata perdonata la guerra intestina con Isco, Marco Asensio, Marcelo e Bale. Certo, Reguilón ha assicurato maggiori coperture difensive rispetto al brasiliano sulla corsia mancina della difesa, ed aver coinvolto parecchi giocatori ai margini durante la gestione Lopetegui ha giovato, tuttavia nel momento clou della stagione l’argentino ha puntato sempre sugli stessi giocatori nonostante alcuni, come Kroos, fossero palesemente fuori forma e questo ha generato malumori nello spogliatoio, altro capo d’imputazione… Ovviamente i calciatori non sono stati risparmiati. Bale reclamava per sé la leadership del gruppo dopo l’addio di CR7, il gallese però non c’è riuscito, complici gli infortuni e l’essere sempre stato un corpo quasi estraneo nel vestuario merengue a causa della scarsa conoscenza della lingua spagnola. Una certa idiosincrasia alle critiche ed il comportamento da bizzosa primadonna delle ultime settimane ha fatto il resto. Non è stato esentato capitan Sergio Ramos. Non è piaciuta la sicumera con cui l’andaluso ha rimediato l’ammonizione (e quindi la successiva squalifica) ad Amsterdam, né il fatto che abbia assistito al Bernabéu alla sconfitta dei suoi con a seguito una truppa di Amazon Prime Video.

Ad ulteriore riprova del clima difficilissimo vissuto dalle parti di Valdebebas una serie di egoismi e piccinerie capaci di dare ottimamente il polso della situazione. Isco, dopo aver saputo martedì di non essere stato convocato per la sfida contro gli ajacidi, ha lasciato la Ciudad del Real Madrid con i propri mezzi pensando bene di non recarsi nemmeno allo stadio per seguire i compagni (il malagueño si è successivamente scusato). Subito dopo la sfida contro i lancieri nello spogliatoio del Real c’è  stato un forte alterco fra Ramos e Pérez col capitano che, irritato dalle critiche del presidente, avrebbe chiesto la cessione, non prima però di essere stipendiato. Mercoledì sera, ventiquattro ore dopo l’eliminazione, l’estremo difensore Courtois, invece, ha aggredito un fotografo, colpevole di aver tentato di paparazzarlo. A suggellare l’aria da addio che si respirerebbe in queste ore la voce secondo cui Marcelo avrebbe trovato un accordo quadriennale con la Juventus.

 

Alla ricerca di una soluzione alla crisi del Real Madrid: Mourinho o Zidane?

La lista dei desideri di Peréz per dare inizio ad un nuovo ciclo pare sia già pronta – non potrebbe essere altrimenti – ed i nomi che la compongono sono tutti eccellentissimi. Si va da Neymar, il cui acquisto sarebbe leggibile anche come uno sgarbo al Barça (un Figo 2.0 insomma), ad Hazard, sogno del numero 1 blanco da tempo immemore, a Mbappé, e per finire a Kane e Dybala.

Il passo principale per la pianificazione di un nuovo Real non può che essere nell’individuazione del nuovo tecnico.

Già nella notte di martedì all’interno del Bernabéu, Florentino Peréz ed il DG José Ángel Sánchez hanno avuto una riunione fiume. Moltissimi i nodi da sciogliere, pare però che i due abbiano convenuto sull’esigenza di trovare prima possibile il successore di Solari. Mancano ancora dodici turni di Liga ed il rischio che il Real, attualmente terzo, non riesca a strappare il pass per la prossima edizione della Champions appare concreto. Sfumate subito quindi le suggestioni Pochettino ed Allegri.

Due i nomi prediletti da Peréz e Sánchez: José Mourinho e Zinedine ZidaneNelle ultime ore c’è stato un tourbillon di conferme e smentite sull’ipotesi che uno dei due possa ritornare a Valdebebas. Ma qui si entra nel campo delle supposizioni. Ad intorbidare le acque l’autocandidatura di Hugo Sánchez ed il rumor secondo cui Aitor Karanka (già vice del Mou a Madrid) potesse essere papabile per la panchina.

Sembrerebbe che Peréz puntasse all’immediato ritorno di Mourinho, almeno sino al veto imposto da Sergio Ramos. Il presidente madridista avrebbe quindi virato su Zizou, col francese “in prova” fino al termine della stagione. Tuttavia il marsigliese non gradirebbe minimamente rientrare in corsa in un momento così delicato senza una robusta rivoluzione nella rosa. Punto di vista comprensibile e, secondo alcuni media spagnoli, condiviso anche dallo Special One. La presenza di Jorge Mendes nella capitale spagnola sembra non avvalorare questa tesi, ma piuttosto rafforzare l’idea secondo cui lunedì el Mou dirigerà gli allenamenti a Valdebebas con Xabi Alonso come secondo e con grande scuorno da parte di Sergio Ramos, in partenza in estate visto i pessimi rapporti col lusitano. Questa l’ipotesi che col passare delle ore assume sempre più credibilità. Allo stato attuale non vi sono certezze senonché l’esonero di Solari dopo la sfida con il Real Valladolid.

 

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