Il vecchio e il bambino Sorrentino-Donnarumma, i tuffi senza età

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Domani sera si troveranno di fronte a 100 metri l’uno dall’altro. Ma non è la distanza a impressionare, quando si parla di Sorrentino e Donnarumma.

È quella temporale. Il portiere del Chievo e quello del Milan sono nati a una trentina di chilometri l’uno dall’altro: Stefano a Cava de’ Tirreni, Gigio a Castellammare di Stabia. Il lieto evento a casa Sorrentino, però, è stato festeggiato quasi 20 anni prima, ovvero il 28 marzo 1979. Significa che Gigio s’è da poco «sdoppiato» rispetto al collega in quanto ad età, in questo strano intreccio tra il portiere veterano della Serie A e il baby prodigio.

La sfida del Bentegodi, dunque, vivrà anche del loro confronto generazionale. Del duello tra due interpreti del ruolo divisi da tante cose, ma accomunati dal rendimento super che garantiscono a compagni, allenatori e tifosi.

Il 2019 ha ribaltato le prospettive di entrambi

Nel caso di Sorrentino, purtroppo, in negativo: non per le sue prestazioni, quanto per le vicende del Chievo. I veronesi avevano chiuso lo scorso anno con una vittoria nello scontro salvezza col Frosinone ma da quel momento hanno portato a casa appena un paio di punticini che oggi li tengono a ­12 dall’Empoli quart’ultimo.

Gigio, invece, veniva da un dicembre terribile per il Milan: l’eliminazione dall’Europa League, i malumori di Higuain, la frenata in campionato e una serie di partitacce tali da mettere in discussione la permanenza di Gattuso in panchina.

Scollinato il Capodanno, però, s’è rovesciato tutto. E il più giovane dei fratelli Donnarumma s’è ripreso l’Europa in cui non s’era esibito, nel senso dei record: con soli 3 gol subiti in 11 gare, è il meno battuto nel 2019 considerando i migliori 5 campionati continentali.

Non è tutto, c’è un altro numero che dà l’idea del suo stato di grazia: quel 93,8% di tiri parati che non ha eguali nel calcio di vertice, e che ha avvicinato il Milan all’obiettivo Champions.

Buffon nel passato dei due portieri

C’è un filo nascosto che lega il «Benjamin Button» dei portieri italiani al ragazzo cresciuto nel mito di Neuer. E quel filo passa da Gigi Buffon. Solo l’ex juventino è più anziano di Sorrentino, restringendo sempre il campo d’analisi ai campionati europei «top level» che siamo abituati a considerare. Un record che non basterà a consolare Buffon, fresco di eliminazione ­shock dalla Champions.

Né allevierà il dolore il fatto che la Nazionale abbia affidato la sua eredità a un altro Gianluigi. A proposito di maglia azzurra: a inizio stagione, dopo aver affrontato Cristiano Ronaldo e aver ricevuto il suo messaggio di scuse per un duro colpo ricevuto in partita, Sorrentino ha rivolto un appello al c.t. Mancini. «Se mi convochi una volta e coroni il mio sogno da bambino, vengo a Coverciano a piedi. Io ci credo ancora».

Mancio non ha potuto esaudirlo, ma il tentativo dà l’idea della personalità che Stefano ha sempre dimostrato in carriera.

Due portieri con un carattere davvero speciale

Andare in campo con gli occhi della tigre, non per niente, è l’espressione che ha dato il titolo all’autobiografia di Sorrentino. Che ci crede. Sempre, anche ora che la salvezza sembra una chimera. E se ha parato 5 degli ultimi 7 rigori che gli sono stati fischiati contro, è proprio per questa voglia di non arrendersi alle delusioni di classifica, né al tempo che passa. Volendo andare oltre i risultati, poi, nel calcio ci si può far apprezzare anche per altre cose.

Come la disponibilità mostrata verso Salvo, un tifoso conosciuto poco più di un anno fa… sulla pagina Facebook della Gazzetta. Gigio, invece, sui social è meno estroverso, perché in passato ha vissuto brutte avventure e ora cerca di proteggersi da tutto ciò che può deconcentrarlo.

Stili e generazioni differenti, insomma, ma talento puro per entrambi.

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