La Liga: Temas De Debate – 27ª Giornata –

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La Liga: temas de debate. Analisi, spunti, riflessioni, dati e curiosità sull’ultima giornata del campionato di calcio spagnolo.

La Liga: Athletic Club-Espanyol
Nell’anticipo del venerdì pareggio di misura fra Leones e periquitos, due squadre che continuano a navigare nel centro della classifica, distanti dalla zona retrocessione ma anche dai piazzamenti che possono garantire un posto in Europa nella prossima stagione. Inizio di chiara marca blanquiazul: l’Espanyol ha trovato il vantaggio al 9′ con Facundo Ferreyra. Nel finale il pari rojiblanco grazie al quinto goal in Liga di Raúl García.
I baschi dopo la sconfitta al Mestalla si sono quindi rialzati prontamente agguantando il tredicesimo X in campionato, mentre i catalani hanno inanellato il sesto risultato utile consecutivo. 

 

La Liga: Deportivo Alavés-Eibar
Diciottesimo pareggio nel derby basco fra i Babazzorros ed gli Armagiñak. Partita dai due volti: la prima parte del match è stata ad appannaggio degli uomini di Abelardo, nella seconda sono stati i ragazzi di Mendilibar ad essere più attivi e propositivi. Entrambe le reti nella ripresa. Al 58′ il giapponese Inui ha portato avanti i padroni di casa grazie ad il decimo assist in Liga di Jony. Anche nello scorso turno il nipponico aveva trasformato su suggerimento dell’asturiano. Al 71′ Cardona (in prestito dal Barcellona) ha fissato il punteggio sull’1-1. 

Per l’Alavés terzo pari negli ultimi quattro impegni, il sogno Champions League si allontana, infatti il Getafe (vincente contro l’Huesca) attualmente ha quattro punti di vantaggio. L’Eibar è salito al nono posto, raggiungendo a quota trentacinque punti i cugini baschi della Real Sociedad.

 

La Liga: Atlético Madrid-Leganés
Ottima vittoria, capace di regalare buone sensazioni in ottica Champions, dell’Atlético nel derby madrileno contro i Pepineros. Simeone, conscio del fatto che a Torino sarà un match da lacrime, sudore e sangue ha fatto pesantemente ricorso al turn-overout dal primo minuto: Juanfran, Saúl Ñíguez, Lemar e Morata (ma solo l’ex Blues non è entrato a partita in corso), mentre non convocati per problemi fisici: Lucas Hernandez, Godín (ma sembra che il capitano stia tentando di recuperare) e Filipe Luís (Koke squalificato). Il terzino brasiliano è stato sostituito dal ventenne colombiano all’esordio in Liga Andrés Solano. 

Buon inizio dei colchoneros, padroni assoluti del campo di nei primi quindici minuti della prima frazione. Gli uomini di Simeone hanno schiacciato gli avversari con la loro manovra e solo la bravura del portiere ospite, Lunin (ucraino in prestito dal Real Madrid) reattivissimo nonostante le appena venti primavere, ha impedito che giungesse un meritato vantaggio. Dopo la fiammata iniziale l’Atlético si è progressivamente spento, perdendo mordente, ma il Leganés non è riuscito ad approfittarne a causa della scarsa profondità trovata dalle proprie ripartenze. Ad inizio ripresa Simeone ha ridisegnato i suoi inserendo Saúl Ñíguez per Solano e Lemar per Griezmann, con l’ex Monaco che si è sistemato in mediana e, di conseguenza, con Correa andato ad affiancare Kalinić in avanti. Gli effetti si sono visti fin da subito grazie ad una manovra sempre intensa e capace di regalare più penetrazioni nell’area del Lega. In una di queste il nigeriano Omeruo ha steso in area Correa. L’arbitro, Antonio Matéu Lahoz, ha decretato il penalty sciupato da Ñíguez, lestissimo però a trasformare sulla ribattuta del portierino. Due minuti più tardi, al 52′, Thomas ha scheggiato la traversa dalla distanza. Nell’ultimo quarto d’ora di gioco l’Atlético ha abbassato il baricentro, dimostrando un’ottima tenuta difensiva (complice l’entrata in campo di Juanfran).

Quarta sconfitta nel 2019 per il Leganés, comunque non impelagato, per il momento, nella lotta per non retrocedere. Piccola curiosità: ogni Pepinero nel pre-partita indossava una divisa con il nome della propria madre, un omaggio al mondo femminile ed un evidente riferimento all’8 marzo, el día internacional de la Mujer. Quarta vittoria consecutiva (decima negli ultimi quindici turni) per l’Atlético che martedì scenderà in campo a Torino per il ritorno dell’ottavo di finale di Champions League. 

 

La Liga: Barcellona-Rayo Vallecano
Contro il Rayo il Barcellona ha ottenuto la diciannovesima vittoria nella Liga 2018-19. Eppure le cose non si erano messe bene per i catalani ad inizio partita.

Per la sfida contro i vallecanos Valverde ritrovava Umtiti al centro della difesa (con Semedo sulla corsia destra: ottima la partita del lusitano), mentre Vidal (altro protagonista positivo dell’incontro) componeva, assieme a Busquets ed Arthur, la linea mediana. Fin dall’inizio il Barça ha prodotto un gran numero di occasioni , tutte annullate dal portiere macedone Stole Dimitrievski. Al 24′ beffa per i blaugrana: infatti Raúl de Tomás ha portato avanti il Rayo grazie ad una prodezza balistica. Ma prima della chiusura del primo tempo Piqué di testa (assisti di Messi) ha rimesso in parità i conti. Nella ripresa l’ingresso di Dembélé (autore dell’ennesima bella performance) per Arthur ha vivacizzato la manovra offensiva azulgrana (col francese in avanti Coutinho ha preso posto a centrocampo) e così sono arrivate le marcature che hanno regalato i tre punti a Valverde e ai suoi: al 51′ Messi ha trasformato un penalty, all’82’ Suárez ha siglato la sua ventesima marcatura stagionale con la maglia del Barcellona.

Per il Rayo sesta sconfitta in sei giornate, mentre il Barça è già proiettato al match di Champions. 

 

La Liga: Getafe-Huesca
Al Coliseum Alfonso Pérez il Getafe ha trovato la terza vittoria di fila (filotto mai registrato in stagione), consolidando così il quarto posto che sostanzialmente significa Champions League 2019-20. Ancora una volta l’Huesca si è resa protagonista di una gara generosa sul piano dell’impegno ma sfortunata dal punto di vista del risultato. Sono stati proprio gli aragonesi ad andare in vantaggio nel primo tempo (35′) grazie a Gallego. Nella ripresa però si è scatenato Jaime Mata autore di una doppietta (50′ e 77′), in rete per la quinta partita consecutiva e alla terza tripletta nel 2019 oltreché a quota quindici goal stagionali. Un mai domo Huesca ha tentato sino al triplice fischio di trovare il pari, ma ancora le migliori occasioni sono state quelle dei ragazzi di Bordalás: sia Duro che Molina hanno colto la traversa. Dopo un pareggio ed una vittoria i ragazzi di Francisco riabbracciano, loro malgrado, la sconfitta.

 

La Liga: Celta Vigo-Betis Siviglia
Una rete dell’ex merengue (in prestito dal PSG) Jesé ha regalato i tre punti al Betis ed ha inguaiato il Celta, attualmente al terz’ultimo posto, vale a dire: retrocessione. Oltremodo fortuite e continue combinazioni di risultati delle avversarie dirette avevano solo ritardato il momento in cui o Celtiña è stata coinvolta nei melmosi bassifondi della classifica. Non sembra quindi che l’arrivo in panchina di Escribá abbia dato, al momento, i risultati sperati. Il goal-vittoria è stato firmato all’80’ e fin lì il match era stato avaro di occasioni nella prima frazione, più frizzante nella seconda ma per merito esclusivo, o quasi, del Betis che con la vittoria in Galizia continua ad occupare l’ottavo posto. Il Celta nel 2019 ha raccolto otto sconfitte ed appena una vittoria ed un empate, la stagione è ormai un incubo conclamato.

 

La Liga: Girona-Valencia
Seconda vittoria consecutiva per il Valencia, capace di spuntarla su di un Girona sempre vivo. Goal ed emozioni a iosa ieri al Montilivi. Al 14′ Gonçalo Guedes ha portato avanti i murcielagos, ma già al 22′ Ramalho pareggiava i conti. Il secondo vantaggio ospite è giunto con Parejo al 53′, ma, esattamente mezz’ora dopo, il solito Stuani riportava in parità i catalani. Quindi al 90′ la rete del canterano Ferran Torres. Quinta sconfitta negli ultimi dieci turni per il Girona che, dopo aver accarezzato sogni di gloria europei, si ritrova in caduta libera. Una vittoria strappata coi denti nel finale, invece, potrebbe rilanciare la Liga del Valencia di Marcelino.

 

La Liga: Levante-Villarreal
Importantissima vittoria del Submarino Amarillo a Valencia. Grazie ai tre punti conquistati in casa dei Granotas i gialli dopo nove turni hanno abbandonato la zona retrocessione posizionandosi al diciassettesimo posto. Il fondamentale successo è giunto in pieno extra-time: la prima rete al 93′ (autogol di Pier), la seconda al 96′ (Chukwueze su assist di Cazorla). Ossigeno puro per i ragazzi di Calleja, mentre per il Levante è stata la terza sconfitta in altrettanti turni.

 

La Liga: Siviglia-Real Sociedad
Grazie ad una manita gli andalusi sono riusciti ad avere la meglio sui baschi. Protagonisti assoluti del match da una parte Ben Yedder (responsabile di una tripletta), dall’altra Oyarzabal (autore di una doppietta e di un’autorete). Il primo tempo si era chiuso sull’1-1 grazie ad un gol di Sarabia ed al pareggio di Oyarzabal. Nella ripresa in nemmeno un quarto d’ora l’ex Tolosa ha calato un tris che nei fatti ha permesso alla squadra di Machín di spuntarla. Quindi l’involontaria marcatura nella propria rete di Oyarzabal che però si è fatto perdonare con il goal della bandiera. Grazie alle trasformazioni di ieri il francese è salito a quota quindici goal in Liga, il basco a dieci. Dopo tre insuccessi il Siviglia è tornato alla vittoria, mentre la Real ha incamerato la seconda sconfitta di fila. 

 

La Liga: Real Valladolid-Real Madrid
Al José Zorrilla di Valladolid ieri si è accaduto di tutto. L’antipasto è stato il blackout delle 19.30. Quindi quando il match è iniziato si sono visti i presidenti – Ronaldo e Florentino Peréz, due che si conoscono bene – seduti fianco a fianco. Ma questo non è stato nulla in confronto allo show offerto dal partido

Ancora una volta Solari non ha scelto Marcelo nell’undici iniziale (pessimo momento per il brasiliano che in settimana è venuto quasi alle mani con Sergio Ramos), mentre in avanti, per supplire agli infortuni di Bale e Vinícius Júnior, l’argentino ha optato per Ceballos (con Benzema ed Asensio). Pronti via e subito Real in ambasce. Il Pucela ha letteralmente camminato sulle rovine di una grande squadra incapace del benché minima reazione. L’assenza di gioco e di una qualche idea di manovra è stata la cifra stilista del Real nella prima mezz’ora. Al 12′ l’arbitro Manzano ha decretato un rigore per il Valladolid, ma fortunatamente per Courtois, Alacaraz ha ciabattato indegnamente spedendo la sfera in Portogallo. Nei minuti successivi Manzano ha necessitato del VAR in due occasioni per decidere se convalidare altrettanti reti dei padroni di casa, ma entrambe le volte l’azione era viziata da fuorigioco. Al 29′ il meritato vantaggio pucelano grazie ad Anuar nativo di Ceuta, città spagnola in Marocco. Mentre Solari vedeva le streghe, i suoi sono stati capaci di ritrovare l’orgoglio e quindi di pareggiare con Varane al 34′, di andare in vantaggio e di allungare con Benzema (51′ e 59′) – cannoniere ritrovato dopo le vacche magre con Ajax e Barcellona – e di dilagare nel finale con Modrić. La prima marcatura di Benzema è stata su rigore, procurato da Odriozola che aveva regalato al Pucela il penalty del primo tempo per una trattenuta plateale. 

Quando mancavano un paio di minuti alla fine Solari ha inserito un incredulo Marcelo in campo (i due dopo il fischio finale non si sono salutati). Il brasiliano però prima ancora di entrare è stato onorato da Benzema che gli ha ridato la fascia di capitano. Nel post partita un giornalista ha chiesto a Benzema se preferisse i ritorno di Zidane o Mourinho, il francese ha risposto di getto: «Solari». Pare infatti che un nutrito gruppo di giocatori blancos siano scettici su un possibile cambio di panchina a questo punto della stagione. A Valdebebas le prossime ore saranno frenetiche. 

 

 

 

 

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