Il calcio da spiegare a chi non lo ama

Il motivo vero per cui siamo un popolo calciofilo

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Quando si parla di calcio, tante volte, ci dimentichiamo di una parola che spiega bene questo mondo: Fedeltà. E’ un sentimento che ci lega a tutti quanti, chi ha fede in cose e situazioni maggiori e inspiegabili e quelli, seppur in modo più eretico, che  ci uniscono la fede per una squadra di calcio. Il pallone sa muovere il mondo e non solo quello da calcio. In ogni paese e in ogni cultura, esiste il culto del pallone rotondo o di altre forme.

Il calcio come fede

In USA è la passione della palla a spicchi, in Inghilterra o in Irlanda la palla è ovale, in Italia o in Spagna la palla è rotonda e corre su un campo verde. Il nostro Paese vive di calcio, esso è lo sfogo da ogni problema della vita quotidiana e, troppo spesso purtroppo, si assiste ad episodi non troppo collegati a questo mondo. La violenza negli stadi, il razzismo da parte di alcuni tifosi (anche se non è la parola esatta) hanno rovinato il mondo del calcio e hanno fatto allontanare la gente e i tifosi dallo stadio in maniera negativa, almeno per quello che gira attorno a questo mondo. Il calcio deve ritrovare la sua caratteristica e deve riconquistare il suo pubblico, quei tifosi veri, moderati e passionali che amano questo sport.

Un mondo che unisce la gioia di una vittoria, la delusione di un pareggio e l’amarezza di una sconfitta, uno sport che è capace di far commuovere e di far innamorare, il calcio della solidarietà verso i più deboli o quello che si unisce a piangere un suo attore morto tragicamente. Il calcio pulito e di tutti è quello che ci piace: deve trasmettere emozioni e saperci fare innamorare e non dividere, deve unire il Paese da Nord a Sud per renderci tutti davvero Italiani e orgogliosi di esserlo.

Deve essere quello che, se gioca la Nazionale di mister Mancini, ci rende tutti uniti e non divisi secondo i colori della nostra squadra di club. Bisogna insegnare questo del nostro calcio ai nostri figli ed è ciò che dobbiamo spiegare a loro per renderli uomini, individui migliori e cittadini migliori. Il calcio deve insegnare ad unire e a tollerare il diverso, senza annullare la sana gogliardia tra tifosi, ma sempre rispettando e dando esempi positivi e reali della vita, seppur solo per novanta minuti, ma che possono davvero insegnare a vivere bene e ad essere tutti una grande e bella famiglia. Noi giornalisti, ne parliamo con imparzialità e dobbiamo sempre tenerlo presente, perché per raccontare questo sport non bisogna mai dimenticare che parliamo verso tutti i tifosi e non verso i tifosi della squadra per cui abbiamo simpatia o tifo. Il calcio è bello, è uno sport vero e leale, ma bisogna solo ricordarselo tante volte anche tra noi.

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