L’altra Italia: i grandi esclusi di Roberto Mancini

Tra gli esclusi di Mancini, diverse soluzioni già pronte, e altre che meritano di essere aspettate e non dimenticate...

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In questi primi mesi da commissario tecnico, Roberto Mancini ha costruito un gruppo solido di giocatori per lo più tecnici o comunque funzionali ad un’idea di gioco piacevole e offensiva. Ma, al tempo stesso, ha anche lasciato aperte le porte dell’azzurro a chiunque si fosse messo in mostra, in Italia o all’estero.

Ci ha sorpreso con giocatori giovani e convinto anche con la chiamata di meno giovani, se ugualmente adatti sempre a quel tipo di gioco. Ovvio il riferimento a Quagliarella, attaccante sì trentaseienne, ma perfetto per scambi palla a terra, profondità, giocate tecniche e, soprattutto, attuale capocannoniere del campionato.

Parallelamente al discorso tecnico, Mancini sembra aver dato un indirizzo preciso anche dal punto di vista tattico. Infatti, un 4-3-3 moderno sembra essere il modulo su cui lavorare e in base al quale convocare i giocatori più adatti.

Basandosi su questi concetti fondamentali, sembrano più spiegabili alcune esclusioni momentanee di qualcuno, e restano apertissime le possibilità per qualcun’altro.

Certezze tra i pali!

Procedendo per reparti, potremmo saltare il discorso portieri, in quanto Mancini sembra aver già chiamato i migliori possibili, anche qui valutando in base a valori tecnici indiscussi e a ciò che esprimeva il campo, non tenendo conto della carta d’identità, come nel caso dell’over 30 Sirigu. Potrebbero, attraverso una grande stagione l’anno prossimo, rientrare in gioco Viviano e Consigli, ma sembrano per ora lontani. Nel caso dei più giovani, anche degli altri reparti, è evidente la collaborazione con il C.T. dell’Under 21 Di Biagio e le due selezioni nazionali possono essere intese come un blocco unico, un gruppo allargato di convocati e giocatori presi in considerazione.

Occhi aperti in difesa

Nel reparto difensivo, l’escluso più importante è per ora Acerbi, leader della difesa laziale che però viene schierata a 3 in questi anni da Inzaghi (come d’altronde anche le difese in cui giocano il granata Izzo e l’atalantino Mancini, chiamati dal C.T.) . Convocato una sola volta finora, certamente Acerbi resta da monitorare in quanto a Sassuolo era abituato anche alla linea a 4 e ha sempre mantenuto un gran rendimento. Esclusi solo momentaneamente, ma convocati in passato da Mancini, sono anche Emerson Palmieri, Criscito, D’Ambrosio e Zappacosta, mentre sembrano essere più fuori dal progetto i 3 “inglesi” Darmian, Ogbonna e Masina (per quanto Mancini in passato abbia spesso parlato benissimo di quest’ultimo). Discorso a parte meritano Rugani e Caldara, attesi l’anno prossimo a un’affermazione troppo a lungo rimandata per il primo (comunque già chiamato dal C.T.) e molto probabile per il secondo, infortuni permettendo. Possono giustamente nutrire speranze di azzurro alcuni giocatori che, per costanza di rendimento, si sono messi in luce in questa stagione e proveranno a confermarsi nella prossima. Parliamo di Murru, Di Lorenzo, Dell’orco, Gagliolo, Ferrari (del Sassuolo), Magnani e Jacoponi. Assolutamente da considerare, a patto che riconquisti e mantenga il posto da titolare al Bologna, o altrove l’anno prossimo, quel Mattiello che Allegri lanciò giovanissimo nella Juve e al quale un infortunio ha rallentato la crescita.

Strada in salita per i mediani

In mediana potremmo parlare di Baselli come dell’escluso principale dalle convocazioni. Giocatore tecnico, di buona confidenza col gol, paga la discontinuità troppe volte emersa finora nella sua carriera, ma le carte in regola per rientrare in azzurro con buone prospettive ci sarebbero tutte. Al momento esclusi, ma convocati negli scorsi mesi, il viola Benassi e l’interista Gagliardini, che sgomitano sempre nei loro club per un posto da titolare. Situazione ancora più complicata per i due laziali Parolo e Cataldi, entrambi giocatori atletici col vizio del gol, ai quali però, sia nella Lazio che in nazionale, vengono preferiti mediani più tecnici, inclini al palleggio e con la giocata sempre pronta per uscire da situazioni complicate in mezzo al campo.  Ovviamente, diverso il discorso riguardante Jack Bonaventura, prima dell’infortunio chiamato da Mancini e consideratissimo in ottica futura. Resta da vedere se, con la presenza di Paquetà, Gattuso continuerà a utilizzarlo da interno, in quel caso Bonaventura potrà giocarsi molte carte in più anche per un posto in nazionale, essendo la mediana del Milan a 3, come quella azzurra. Tra le sorprese, potremmo citare Valoti della Spal, e quel Verre che, a Perugia in serie B, sta entusiasmando seppur da trequartista, a suon di gol, già 10 in stagione. Sempre restando in provincia, segnaliamo il ritorno in campo e al gol di uno sfortunatissimo giocatore, esterno di centrocampo, quindi poco considerabile tatticamente da Mancini, ovvero Paganini del Frosinone, senz’altro da tenere d’occhio per la prossima stagione.

Attaccanti, il destino nelle vostre mani!

Arriviamo al reparto avanzato, dove l’escluso più “rumoroso” è senza dubbio Belotti. Attaccante atletico, di corsa e sacrificio, poco avvezzo allo scambio coi compagni di reparto, e tecnicamente dotato di colpi estemporanei a volte sorprendenti e bellissimi, ma comunque più rari rispetto invece a un repertorio da uomo d’area di rigore, messo molto più spesso in mostra nei suoi gol. Sembrano proprio queste caratteristiche a pesare nelle scelta di Mancini di tenerlo fuori, ma siamo sicuri che, proseguendo nei progressi evidenziati negli ultimi mesi, Belotti tornerà in azzurro. D’altronde, con giocatori come Pavoletti e Inglese, ultimamente convocati, ha dei punti in comune. Nel Torino c’è da seguire anche Zaza, già chiamato da Mancini, che potrebbe per colpi e caratteristiche essere un profilo ideale. Diverso è il discorso riguardante Petagna, già in doppia cifra e lanciato verso i 15 gol stagionali nella Spal. Attaccante inadatto alle richieste di Mancini, ma cresciuto in maniera impressionante e che, se proseguirà su questi ritmi, rappresenterà il vero cruccio per il C.T., il quale non potrà certo continuare a ignorarlo. Giocatori tecnici, dotati di gran tiro, buoni colpi da area di rigore e vogliosi di un rilancio anche in ottica nazionale, sono Gabbiadini e Balotelli. Entrambi hanno fatto passare già troppi treni in carriera, specialmente il secondo, ma che, come Zaza, sembrerebbero perfetti per il gioco di Mancini. Saprebbero dare un riferimento centrale, ma anche muoversi, svariare sul fronte offensivo per scambiare coi compagni e cercare conclusioni ampiamente nelle loro corde. Un po’ gli argomenti sui quali, crediamo, il C.T. stia insistendo con Immobile. Tra gli esclusi possiamo cercare anche in provincia e troveremo giocatori che, non giovanissimi, si stanno giocando al meglio le loro carte in Serie A, che sono Caputo dell’Empoli e Ciano del Frosinone. Centravanti duttile e letale il primo, seconda punta adattabile a esterno il secondo, dotato di un sinistro magico che, qualora restasse nella massima serie anche nei prossimi anni, siamo certi ci regalerà grandi giocate e gol. Infine, una citazione la merita l’attuale, fenomenale, capocannoniere della serie cadetta, quel Donnarumma del Brescia che avrebbe meritato di giocare in A col suo gemello del gol Caputo, protagonisti a Empoli di una promozione trionfale a suon di gol un anno fa. Attaccante famelico, di buona tecnica e affamato al punto giusto. Se l’anno prossimo disputerà finalmente una meritata serie A, siamo certi che Mancini lo seguirà con attenzione.

 

 

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