Massimo Moratti: “Battere la Juve vale più di un Derby”

0

Nonostante siano passati quasi tre anni dalla cessione delle sue quote a Suning, Massimo Moratti rimane il primo tifoso della «sua» Inter: «Ed è bellissimo ritrovare vecchi amici, grazie a loro mi tornano in mente tanti momenti unici passati assieme».

Tra gli altri Beppe Baresi e Beccalossi, che ha riabbracciato in occasione della presentazione del 6 o Memorial «Facchetti». Lo ha fatto a Ponte Lambro, in provincia di Como: «È emozionante essere qui e poter parlare a tanti giovani, altrettanto ricordare il grande Giacinto. Personaggio straordinario del quale, un po’ tutti, abbiamo “abusato”. D’altronde era impossibile non farlo», ha spiegato l’ex patron a margine dell’evento giovanile riservato a 150 società, professionistiche e non, che si concluderà il 9 giugno (ieri il primo match).

L’Intervista a Massimo Moratti

Domani, contro la Juventus, i nerazzurri possono consolidare il terzo posto. Presidente Moratti, titolo già assegnato: un vantaggio? «Assolutamente no, loro vorranno comunque dimostrare di essere la squadra più forte. Mi aspetto 90’ combattuti e spettacolari, per vincere l’Inter dovrà giocare una grandissima gara».

Con i bianconeri non è mai una partita come le altre. «Per quanto mi riguarda, la sento più dei derby con il Milan. In assoluto, la Juve resta la rivale numero uno. Sa, con tutto quello che è successo in passato…».

Come si può colmare il gap? «Spesso ciò che sembra lontanissimo, se non addirittura impossibile, è invece più vicino di quanto si possa pensare. Vero, loro vincono da tanti anni, ma l’Inter non è così distante. Non manca tanto per raggiungerla. Quando ci sarà un’organizzazione perfetta, questa proprietà farà grandi cose».

Marotta un valore aggiunto all’Inter

Il nuovo a.d. può essere un valore aggiunto? «La presenza di Marotta è fondamentale, il suo arrivo conferma che ci sono ottime basi per costruire un domani importante. Ha una “bella gatta da pelare” (sorride, ndr), ma il suo compito crea una motivazione particolare. Ricopre un ruolo prestigioso e la carriera parla per lui».

Un bilancio sulla stagione dell’Inter. «Forse avrebbero potuto fare qualcosa in più. I problemi che tutti conosciamo hanno certamente rallentato quello che ha in mente la dirigenza, ma ciò che conta è che ora sia tutto risolto. È doveroso guardare al futuro con serenità e, soprattutto, ottimismo».

Da presidente, come avrebbe gestito la questione Icardi? «Sinceramente, avrei cercato di fare qualcosa di diverso. Mi sembra che se ne sia parlato un po’ troppo… Però le cose sono andate in un certo modo, ormai questo va accettato».

Il futuro dell’Inter da Conte a Mourinho

Intanto si continua a parlare di Conte, ma anche di Mourinho. «Non entro nel merito, quella dell’allenatore è una questione che riguarda l’attuale società. Dico solamente questo: Spalletti è un bravissimo allenatore, uno che ha talento».

In merito al «Meazza», si ipotizza addirittura l’abbattimento. «Questo sarebbe troppo, parliamo di un impianto simbolo del calcio mondiale dove abbiamo trascorso dei periodi meravigliosi e vinto tanto. Era interessante il progetto dell’architetto Boeri, ma sono situazioni che riguardano Inter, Milan e il Comune. Mi auguro che si possa continuare a San Siro, magari rinnovandolo».

Come immagina l’Inter tra un po’? «Sinceramente ho un desiderio, che spero di veder realizzato tra un anno esatto: vederla lottare per vincere lo scudetto e la Champions. So che è molto difficile, ma i sogni sono così. E sono fatti per diventare realtà».

Prima di chiudere, vuole regalare un «colpo alla Moratti»? «Uno ci sarebbe, ma non vuol dire che ci sia dietro qualcosa. Se fosse possibile, andrei forte su Mbappé. È il mio preferito, oggi nessuno è come lui».

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.