Tottenham-Ajax: semifinale a sorpresa

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Stasera alle ore 21:00 Tottenham ed Ajax si affronteranno nella semifinale d’andata di Champions League nel nuovissimo Tottenham Hotspur Stadium, autentico gioiello nella zona settentrionale della capitale inglese. Ad inizio stagione pochissimi avrebbero ipotizzato le due compagini come semifinaliste del massimo torneo calcistico continentale, eppure nelle ultime settimane moltissimi hanno apprezzato e lodato il calcio della compagine britannica e di quella olandese. Un’idea di football in verità non troppo dissimile – funzionale ed estetica – moderna per necessità e vocazione.

 

Stili di gioco o stile di gioco?


Già da alcune stagioni il Tottenham di Pochettino si è imposto come una ventata di aria fresca sul calcio inglese mai così aperto ad innovazioni e novità come in questo frangente storico. Il continuo e frenetico movimento del pacchetto offensivo (tagli, inserimenti, occupazione degli spazi) capace di far ripartire la manovra grazie ad un pressing altissimo ed immediato sulla retroguardia avversaria è una delle caratteristiche tattiche più note dei lilywhites durante la gestione dell’argentino, così come l’appoggio alla manovra garantito dall’ampiezza dei terzini e l’oscillare fra le linee di giocatori come Eriksen o Dele Alli; allo stesso modo nel gioco dei lancieri le fasce hanno un ruolo importante, così come il possesso palla e la capacità di dilatare o allentare gli spazi fra i reparti a proprio piacimento.

L’Ajax di ten Hag (già collaboratore di Guardiola in Baviera) ama però in maniera più accentuata rispetto ai londinesi lo scambio di ruoli fra i giocatori in campo causante, congiuntamente alla variabilità dell’assetto di gioco, un tourbillon capace di disorientare gli avversari negando loro punti di riferimento. Gli ajacidi infatti denotano una fortissima flessibilità tattica adattandosi funzionalmente ad ogni momento della partita. Se il pressing degli avversari è molto alto gli olandesi ricorrono ad un 3-3-3-1 che vede De Jong sulla linea dei difensori per sfruttare appieno le doti di costruzione del futuro blaugrana. Se la pressione antagonista è invece meno pesante, De Ligt&compagni ricorrono ad un 4-1-2-3 programmaticamente già proiettato all’avvio della fase offensiva. Minimo comun denominatore di ogni sistemazione sul campo è la creazione, fra le posizioni dei giocatori, di triangoli moltiplicatori di scambi.

Le similitudini fra le due semifinaliste non si esauriscono solo in ambito offensivo. Entrambe le squadre possono contare su una retroguardia tecnica, spesso molto alta, ed in grado di gestire la transizione difensiva imprimendo alla manovra sin da subito velocità e verticalità.

 

I numeri di Tottenham ed Ajax
Ecco i dati delle due squadre in questa edizione di Champions League:

  Vittorie Pareggi Sconfitte Gol fatti Gol subiti
Tottenham 5 2 3 17 14
Ajax 5 4 1 19 10

A questi per quanto riguarda l’Ajax vanno sommati i numeri dei match di qualificazione: 4 vittorie, 2 pareggi; 13 reti effettuate, 4 subite.

 

I migliori marcatori in Champions per gli spurs sono Kane con 5 goal e Son con 4; mentre per i lancieri i top scorer di coppa sono Tadić e Ziyech, rispettivamente con 9 e 4 marcature, a questi va aggiunto l’eterno Huntelaar con 4 centri interamente realizzati nelle qualificazioni.

Il Tottenham, ormai fuori da tutto (eliminato al quarto turno di FA Cup dal Crystal Palace ed in semifinale di Carabao dal Chelsea, terzo ma staccatissimo in Premier), non può che riporre tutte le proprie speranze nella coppa dalle grandi orecchie. Di contro l’Ajax a due giornate dalla conclusione dell’Eredivisie sta battagliando con il PSV (godenzonen e boeren condividono il primato di capolista) ed il prossimo 5 maggio disputerà al De Kuip di Rotterdam la finale di Coppa d’Olanda contro il Willem II.

Gli inglesi sono reduci da tre sconfitte negli ultimi quattro impegni: il dolcissimo insuccesso in Champions contro il Man City, quello in Premier sempre contro i citizens ed il tonfo in uno dei derby di Londra contro il West Ham. Gli olandesi invece provengono da quattro vittorie ed hanno vinto otto volte negli ultimi dieci impegni.

Numerosi gli ex in campo e tutti con la maglia del Tottenham. Alderweireld, Vertonghen, Eriksen e Sánchez sono stati tutti lancieri ed i primi tre sono stati compagni di squadra anche ad Amsterdam fra il 2009 ed il 2012.

 

I precedenti
L’ultima volta in cui il Tottenham disputò una semifinale europea accadde nel lontano 1983-84 in Coppa Uefa (trofeo poi vinto dai londinesi sull’Anderlecht) contro l’Hajduk Spalato, allora jugoslavo. L’ultima semifinale di CoppaCampioni/Champions è stata disputata dagli spurs nella remota stagione 1961-62, quando vennero eliminati dal Benfica, poi campione, di Eusebio e Béla Guttmann.

L’ultima semifinale europea giocata dall’Ajax è accaduta appena due stagioni fa in Europa League contro il Lione, eliminato non senza qualche grattacapo di troppo; mentre l’ultima semifinale di Champions dei lancieri è avvenuta nel 1996-97, in quell’occasione la Juventus campione d’Europa in carica (proprio ai danni della squadra olandese) passeggiò sugli amsterdammers per poi abdicare in finale ad un Borussia Dormund zeppo di ex (Kohler, Reuter, Paulo Sousa, Möller).

Ai sedicesimi della Coppa delle Coppe 1981-82 l’unico precedente fra Tottenham ed Ajax. Gli inglesi nella prima metà degli anni ottanta vissero momenti di gloria (due FA Cup, una Charity Shield e soprattutto una Coppa Uefa) e si dimostrarono un avversario troppo grande per un giovane Ajax (Rijkaard era alla seconda stagione da professionista, Van Basten alla prima) a cui non bastò il futuro pisano e granata Kieft (Scarpa d’oro 1982), mentre il divino Cruijff, appena tornato dagli Usa, non venne nemmeno utilizzato. Il risultato complessivo dei due impegni (6-1; 3-1 all’andata, 3-0 al ritorno) rende bene la differenza di valori in campo. Il Tottenham venne poi eliminato in semifinale dal futuro campione Barcellona di coach Udo Lattek e dell’unico Pallone d’oro danese Simonsen.

 

Il derby ebraico
Tottenham ed Ajax sono note per essere le squadre preferite dalle comunità ebraiche delle rispettive città. Diverse le motivazioni. Il Tottenham in quanto squadra del quartiere East End a forte componente ebraica; l’Ajax per il fatto che diverse personalità di spicco della società fossero ebrei. Simon Kuper ha scritto un bel libro sul fil rouge che collega l’Ajax alla comunità ebraica di Amsterdam: Ajax, la squadra del ghetto.

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