Lazio difesa da incubo: come cambiare?

Imbarazzante la sequenza di errori clamorosi davanti a Strakosha

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Lazio difesa da rivedere, ancora, anno dopo anno: qualcosa non va. La rosa della Lazio non mente, in difesa parla chiaro. Gli uomini a disposizione di Inzaghi sono pochi e non affidabili. Caceres, un anno e mezzo fa, era sembrato un innesto interessante e soprattutto necessario, ma dopo pochi mesi e solo una decina di presenze è stato ceduto alla Juventus, nell’indifferenza generale. Eppure, proprio l’uruguayano rappresentava potenzialmente, per esperienza e mezzi tecnici, il miglior difensore da affiancare ad Acerbi, l’unico tendenzialmente affidabile, in un’ipotetico trio difensivo titolare.

La lista nera

Da quella rinuncia, Inzaghi ha potuto puntare sugli stessi o quasi della stagione precedente, escluso lo scambio Acerbi per De Vrij ovviamente, coi pochi pro e i tantissimi contro che ne conseguono. Solo nell’ultimo mese e mezzo, errori di tutti i tipi si sono susseguiti, e nessuno dei difensori, o degli esterni di mediana che ripiegavano ad “aiutare” gli stessi, è rimasto immune dallo sbagliare.

Con la Spal, Patric causa un rigore x un distratto ritardo in un contrasto. Col Sassuolo, Radu e Patric non liberano goffamente l’area di rigore sul primo gol neroverde, e poi sul raddoppio l’intera difesa sbilanciata regala il campo aperto a Berardi. Col Milan, Durmisi compie un fallo ingenuo e inutile regalando un rigore risibile quanto pesante ai rossoneri. Con l’Udinese, Lulic “imita” ancora più evidentemente e nettamente il rigore causato da Patric a Ferrara. Col Chievo, Marusic si fa sorvolare da un cross facilmente leggibile, valutandolo male. Con la Sampdoria, Acerbi e Wallace fanno la frittata sul gol di Quagliarella, e successivamente Bastos si dimentica di chiudere su Defrel regalandogli un’occasione, fortunatamente fallita, a porta vuota. Infine, con l’Atalanta, in una gara fondamentale per la corsa Champions, Wallace compie il più clamoroso tra gli errori elencati, appoggiando male in fase di impostazione e spalancando l’area di rigore a Gomez che poi avrà tutto il tempo per dribblare il portiere male, allargarsi troppo, crossare male per 2 compagni, e trovare il terzo atalantino liberissimo che segna a porta vuota, il tutto senza che un laziale abbia saputo “coprire” l’errore del compagno.

Lazio difesa troppi errori, difficile competere

E’ evidente che ogni sforzo per ricercare maggior pericolosità offensiva da parte di Inzaghi venga vanificato da questa fragilità mentale e, soprattutto, tecnica in fase difensiva. La Lazio è esposta continuamente all’errore, e scorrendo i nomi dei protagonisti negativi di tali disastri ci si accorge che il livello è davvero basso per una difesa che rincorre l’Europa dei grandi. La società negli ultimi anni ha, forse, forzato troppo la mano nell’acquistare difensori più da sopportare, migliorare, aspettare o costruire, che da apprezzare per affidabilità. Adesso sembra inevitabile invertire questa tendenza e investire nel reparto arretrato, se non in modo insostenibile, ma almeno con l’oculatezza e la competenza dimostrate negli acquisti recenti di attaccanti, trequartisti e mediani.

Lavoro per la dirigenza

Tocca quindi a Lotito e Tare, prima ancora che a Inzaghi o al suo eventuale successore, riparare agli errori e rifondare il reparto quasi completamente. I tifosi laziali chiedono di non vedere più le streghe ogni volta che gli avversari superano la metà campo o si avvicinano all’area di rigore, considerando anche che è da folli distruggere in difesa quello che con tanto lavoro e tante idee si costruisce in attacco.

Presidente, investire per invertire, e competenza per competere.

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