Leonardo lascia il Milan e il Psg lo tenta per un ritorno in grande stile

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Leonardo è arrivato al capolinea: oggi il d.t. rossonero lascerà, e il suo futuro potrebbe essere a Parigi.

Un’ipotesi che i vertici del club dell’emiro del Qatar fino a ieri soppesavano con attenzione, dicendosi al meglio possibilisti, pur avendo confermato di recente, almeno a parole, il d.s. Henrique.

Il Psg tenta Leonardo

Ma l’idea di restituire la guida sportiva a colui che fu di fatto il primo timoniere del progetto parigino potrebbe apparire come una garanzia per la necessaria politica di rilancio, dopo una stagione tutto sommato deludente.

Il Psg quest’anno ha vinto «solo» campionato e supercoppa, facendosi eliminare per il terzo anno consecutivo agli ottavi di Champions e pure ai quarti di coppa di Lega, perdendo la finale di quella di Francia. Ma si tratta comunque di una squadra che a distanza di cinque anni si regge ancora sull’impianto del lavoro del dirigente brasiliano.

In difesa ci sono sempre Silva e Marquinhos. A centrocampo Verratti e pure il proscritto Rabiot. In attacco resiste Cavani. Insomma un’ossatura che, nonostante gli arrivi di Neymar e Mbappé, ha perso quella coerenza globale che Leo aveva saputo assicurare, prima della squalifica, poi annullata, per una spallata ad un arbitro, che lo costrinse alle dimissioni, chiudendo il suo ciclo nel 2013.

Psg pronto alla rivoluzione con Leonardo

Da capire nelle prossime ore se anche a Doha piaccia l’idea di una nuova rivoluzione per tornare competitivi a livello continentale. Il futuro del Milan Sarà dunque oggi il giorno in cui Leonardo lascerà il Milan. Negli ultimi giorni la sua posizione s’era indebolita, sebbene dalla società non filtrasse la volontà di non interrompere il rapporto.

Per il Milan non ci sarebbero state frizioni tra Leo e l’a.d. Ivan Gazidis, o comunque nulla che preludesse a una separazione. Leonardo, dal canto suo, è rimasto in silenzio, preferendo non rispondere in maniera ufficiale ai retroscena raccontati dai media.

Il suo anno al Milan, va detto, è stato molto movimentato: arrivato in corsa dopo la fine dell’era di Li Yonghong, ha subito firmato l’acquisto di Higuain e Caldara, poi rivelatosi un flop (per motivi diversi). Il mercato estivo è stato completato col prestito di Bakayoko dal Chelsea e gli innesti di Castillejo e Laxalt.

Meglio è andata a gennaio: comprare Paquetà e Piatek ha fatto storcere il naso alla Uefa, ma ha gettato le basi per il Milan del futuro. Che però non lo vedrà più al timone rossonero.

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