Finale di Champions League: Tottenham-Liverpool

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Fra poche ore al Metropolitano di Madrid Tottenham e Liverpool daranno vita alla 64ª finale di Champions League. Tutto quello che c’è da sapere sulla finale: il cammino delle due squadre, le previsioni della vigilia, i precedenti fra i due team e le curiosità.

 

Il cammino nel torneo delle finaliste
L’inizio del Tottenham nella manifestazione non è stato dei più felici a causa delle due sconfitte iniziali – contro Inter e Barcellona – e del magro pareggio rimediato ad Eindhoven, tuttavia le vittorie contro gli olandesi, i nerazzurri ed il pari al Camp Nou hanno permesso agli uomini di Pochettino di accedere alla fase ad eliminazione diretta. Agli ottavi il Borussia Dortmund non si è dimostrato avversario all’altezza, mentre Manchester City ed Ajax hanno creato qualche grattacapo in più ai londinesi che in entrambe le occasioni hanno acceduto al turno successivo grazie ai goal fuori casa.

I londinesi nella Champions 2018-19 hanno racimolato 6 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte, realizzando 20 reti a fronte di 16 incassate.
Numeri molto simili a quelli degli scouser: la squadra del Merseyside infatti ha vinto in 7 occasioni, 1 solo pareggio e 4 sconfitte con 23 goal fatti e 12 subiti.

Anche il cammino del Liverpool è molto simile a quello degli spurs. I reds infatti hanno strappato la qualificazione agli ottavi solo all’ultima giornata a causa delle sconfitte patite a Napoli, Belgrado e Parigi. Bayern Monaco e Porto sono stati superati agevolmente, mentre l’impresa ad Anfield – conseguente la netta sconfitta in Catalogna – contro un frastornato Barcellona è già nella leggenda.

Le similitudini fra le due finaliste si riflettono anche nei numeri dei rispettivi top scorer: i cannonieri più prolifici dei londinesi in coppa sono Kane e Son con 5 goal, segue Moura con 4, quelli del Liverpool sono Salah, Firmino e Mané con 4 trasformazioni.

 

Il recente precedente
Tottenham e Liverpool si sono affrontati due volte in questa stagione, in Premier League ovviamente. A settembre i reds si imposero in casa degli spurs 1-2 (Wijnaldum, Firmino e Lamela), più recente la sfida di fine marzo ad Anfield, risoltasi con il medesimo risultato (Firmino, Moura ed autorete di Alderweireld). Proprio l’analisi di quella partita ci permette di trarre indicazioni utili in vista della finalissima.

Quel match ha visto il Liverpool tenere per larghi tratti in mano il pallino del gioco, ciò però non ha impedito al Tottenham di creare un buon numero di occasioni e forse non è un caso che la sfida sia stata decisa da un pasticcio di Lloris.

Pochettino per quell’incontro disegnò i suoi con 3-5-2 in grado di diventare 5-2-3 nel momento di spinta del Liverpool grazie al movimento di Trippier e Rose. La posizione di Firmino – molto bassa atta a creare spazi per Salah e Mané e a generare superiorità numeri per i reds in mediana, isolando di fatto Dele Alli – ha però scompaginato l’assetto tattico londinese anche perché il brasiliano, sempre smarcato, dialogava spesso con Alexander-Arnold e Robertson innescando in profondità Salah e Mané. Pochettino per limitare la libertà del brasiliano lo ha “dato in consegna” a Vertonghen e per ovviare all’assenza del belga nel pacchetto difensivo ha abbassato i terzini consegnando di fatto il dominio delle fasce agli scouser: nell’azione del vantaggio dei reds è evidente la grande libertà d’azione concessa a Robertson.

Nella ripresa l’argentino ha ridisegnato i suoi con un più pragmatico 4-4-2 con Alli e Rose in mediana e Vertonghen sulla corsia mancina della retroguardia. Con una diversa sistemazione in campo il Tottenham ha trovato il possesso palla che nella prima frazione mancava ed ha avanzato notevolmente il baricentro, nonostante ciò l’ottima copertura scouser del campo ha fortemente limitato la manovra londinese che con questo stato di cose, non ha potuto fare altro che affidarsi ai lanci lunghi.  

 

Le possibili chiavi tattiche della finale
Numerosi motivi tattici di questa partita potrebbero riscontrarsi nella finale, è tuttavia ipotizzabile che gli stessi allenatori potrebbero aver ricavato molti suggerimenti.

Klopp ricorrerà ad un Firmino ancora una volta falso nueve per scompaginare i piani tattici spurs? Pochettino per annullare questa possibile scelta del tedesco potrebbe optare nuovamente per un 4-4-2 con Alli in mediana proprio per evitare un baricentro basso e lo sfilacciamento del proprio centrocampo, inoltre la continua azione di disturbo di Bamidele su De Jong ha più volte disturbato la costruzione dell’Ajax e sarebbe lecito aspettarsi che l’inglese faccia lo stesso su Wijnaldum.
Questo assetto tattico da parte dell’argentino arginerebbe anche Alexander-Arnold e Robertson, permettendo quindi a Trippier (denoterà le stesse incertezze viste contro l’Ajax?) e a Rose di avanzare maggiormente; il Liverpool però per ovviare a ciò potrebbe, come già fatto, orientare il gioco sulla destra congestionando quella zona di campo per concedere maggior libertà sulla sinistra a Robertson e a Mané, il cui forte atletismo potrebbe rappresentare un problema per il Tottenham: il senegalese infatti potendo contare su una velocità prodigiosa non disdegna di allargarsi, per guadagnare spazio, ed infine accentrarsi per andare al tiro. Va da sé che un continuo avanzamento dello scozzese implicherebbe spazi sempre disponibili sulla destra per un Tottenham che potrebbe capitalizzare facilmente, potendo verosimilmente contare su Son e Moura, due elementi molto veloci.
Un’altra chiave tattica di grande importanza sarà il pressing. Il Tottenham nelle sfide contro l’Ajax lo ha subito fortemente mentre il Liverpool al ritorno contro il Barcellona ha dimostrato di saperlo applicare sino a dirottare la nascente manovra avversaria. Klopp chiederà ai suoi una pressione così feroce? E Pochettino come farà fronte a ciò?

 

Statistiche
Klopp e Pochettino si sono affrontati in nove occasioni (otto volte in Premier, una in League Cup), tutte da quando il tecnico teutonico siede sulla panchina del Liverpool. Il bilancio sorride apertamente all’ex Borussia Dortmund: 4 vittorie, 4 pareggi ed 1 sola vittoria di Pochettino. Questi ha affrontato il Liverpool in 14 occasioni (contando quindi anche sulla stagione e mezza sulla panca del Southampton) rimediando 7 sconfitte, 4 pari e 3 vittorie.

In due occasioni Tottenham e Liverpool si sono affrontati in finale ed in entrambe le occasioni sono stati gli scouser a trionfare.
Correva l’anno 1982 ed il 13 marzo a Wembley reds e spurs si giocarono la League Cup. Il Liverpool era allenato dalla leggenda Bob Paisley ed in campo poteva contare su moltissime icone della Kop come Dalglish, Neal e Thompson. Il Tottenham invece era guidato da Keith Burkinshaw, sotto la cui guida due anni più tardi avrebbero vinto il loro ultimo trofeo internazionale (la Coppa Uefa 1984), ed in campo schierava almeno un paio di giocatori di culto: il portiere Clemence (ex Liverpool) ed il mitico volante argentino Ardiles. Gli spurs sbloccarono il risultato dopo pochi minuti grazie allo scozzese (futuro Barcellona) Archibald, nel finale l’irlandese Whelan pareggiò e ai supplementari un altro goal dell’irlandese ed una rete di Rush permisero ai reds di trionfare.

Il 21 agosto le due squadre, praticamente invariate negli organici, si ritrovarono di fronte a Wembley per la Community Shield (gli scouser erano campioni d’Inghilterra, mentre i londinesi avevano fatto loro l’FA Cup) ed a trionfare fu ancora il Liverpool grazie ad una segnatura del gallese Rush.

 

Curiosità

  • Quella fra Tottenham e Liverpool sarà la 7ª finale di Champions fra due compagini della stessa nazione (1999-00 Real Madrid-Valencia, 2002-03 Milan-Juventus, 2007-08 Manchester United-Chelsea, 2012-13 Bayern Monaco-Borussia Dormund, 2013-14 e 2015-16 Real Madrid-Atlético Madrid).
  • Tottenham e Liverpool daranno vita alla 24ª finale di una manifestazione europea tra due formazioni connazionali, oltre ai sette precedenti di Champions vi sono i dieci casi della Coppa Uefa/Europa League (1971-72 Tottenham-Wolverhampton, 1979-80 Eintracht Francoforte-Borussia Mönchengladbach, 1989-90 Juventus-Fiorentina, 1990-91 Inter-Roma, 1994-95 Parma-Juventus, 1997-98 Inter-Lazio, 2006-07 Siviglia-Espanyol, 2010-11 Porto-Braga, 2011-12 Atlético Madrid-Athletic Bilbao, 2018-19 Chelsea-Arsenal) e i sette della Supercoppa Europea (1989 Milan-Sampdoria, 1993 Parma-Milan, 2006 Siviglia-Barcellona, 2014 e 2016 Real Madrid-Siviglia, 2015 Barcellona-Siviglia, 2019 Atlético Madrid-Real Madrid).
  • Per la quarta volta nella storia delle competizioni europee le due finaliste saranno inglesi
  • In caso di vittoria il Liverpool conquisterebbe la sua sesta Coppa dei Campioni/Champions League staccando nella speciale classifica Barcellona e Bayern Monaco ferme a cinque trionfi
  • Il Liverpool ha perso le ultime tre finali europee alle quali ha partecipato (Champions 2006-07, Europa League 2015-16, Champions 2017-18)
  • Il Tottenham non ha mai disputato una finale di CoppaCampioni/Champions. L’ultima esordiente ad una finale di Champions era il Chelsea nel 2008 che perse a Mosca contro il Man Utd. La penultima esordiente era l’Arsenal nel 2006, sconfitto a Parigi dal Barcellona. Se il Tottenham venisse sconfitto sarebbe la terza squadra londinese esordiente perdente in una finale di Champions.
  • Nel caso il Tottenham vincesse sarebbe la sesta compagine europea e la terza inglese ad aver conquistato tutte le competizioni Uefa, dopo Juventus, Ajax, Bayern Monaco, Chelsea e Manchester United.

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