Atalanta-Gasp, un altro anno da sogno

Terza stagione fantastica di fila per i bergamaschi

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Negli ultimi anni della nostra denigrata Serie A, si ricordano squadre che hanno saputo riappacificare con il calcio. Il Sassuolo di Di Francesco, composto per lo più da italiani, che arrivò in Europa League, da sesto in classifica. Il fantastico Napoli di Sarri, che sfiorò lo scudetto e illuminò la scena per 3 anni memorabili. Infine, ma solo cronologicamente, la strepitosa Atalanta di Gasperini. Tecnico capace di portare nelle zone alte già il Genoa, per 2 volte, ma che a Bergamo, esaltando le sue idee di calcio, ha segnato profondamente, e positivamente, la sua carriera.

Un triennio ad alta quota

In questi ultimi 3 anni, la classifica dell’Atalanta parla chiaro. Quarto posto nel 2017, senza qualificazione per la Champions, perché l’Italia aveva ancora solo 3 posti, con 72 punti. Settimo posto, con 60 punti, nel 2018, accompagnata dal raggiungimento dei sedicesimi di finale dell’Europa League, dopo partite memorabili nella fase a gironi. Terzo posto, con 69 punti, quest’anno, con la Champions finalmente, e meritatamente, conquistata. In più, negli ultimi 2 anni, ricordiamo una semifinale e una finale di Coppa Italia. Risultati pazzeschi, per una società che, da anni, cronicamente, lottava per la salvezza. Ed è proprio questa continuità di risultati ad impressionare. Come il fatto di raggiungerli attraverso un’idea di gioco che neanche la nostra Serie A, tatticamente maniacale, sembra riuscire ad arginare.

L’esaltazione del singolo nel collettivo

Per non parlare dei giocatori che, in questi 3 anni, si sono alternati nella rosa atalantina. Variavano gli interpreti, ma non il risultato e la mentalità. E la società ha venduto, a peso d’oro, elementi che, lontano da Bergamo, non hanno ripetuto lo stesso rendimento. Ma, in alcuni casi, semplicemente, perché era esagerato quel che erano riusciti a fare, nel contesto nerazzurro, dove la ricerca del gol passa, insistentemente, attraverso ogni elemento dello scacchiere tattico. Dai laterali continuamente in area avversaria, ai mediani che si inseriscono con le sponde del centravanti e le verticalizzazioni dei trequartisti. I difensori che, oltre ad sganciarsi e impostare spesso, sfruttano molto le situazioni da palla ferma. Da queste, e diverse altre situazioni, nascono numeri incredibili. Come gli 8 gol di Conti, 7 di Caldara, 9 di Cristante, 5 di Mancini, praticamente esordiente in A. Fino ad arrivare ai 16 gol di Gomez, o i due anni consecutivi in doppia cifra di Ilicic, mai successo prima. E, addirittura, le 23 reti di Zapata, che doppia abbondantemente il suo record precedente.

Il sogno deve continuare

E’ proprio attraverso la conferma di questi ultimi 3, i big della squadra, che la società intende dare un segnale forte. Alla tifoseria, abituata alle cessioni milionarie degli anni scorsi. Alle concorrenti, agguerritissime e molto più blasonate, che attendono il crollo ogni anno della piccola società bergamasca. La cui partecipazione alla prossima Champions, viene vista con ingiustificato fastidio e diffidente scetticismo. E, soprattutto, a Gasperini stesso. L’artefice massimo di tutto questo, che ha respinto la prestigiosa chiamata della Roma, percependo l’importanza e la sincera serietà di tali segnali.

Speriamo, per la caldissima tifoseria bergamasca, che il sogno continui a lungo. E, per il calcio italiano, che l’esempio atalantino di programmazione, gestione e proposta calcistica, possa essere riprodotto. Il più possibile.

1 Comment
  1. Angelo says

    Come sempre, un articolo di alto livello firmato da un grande esperto del mondo del calcio. Complimenti

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