Dopo la conferenza, tutto il popolo juventino unito dietro a Maurizio Sarri

Pare abbiano convinto davvero tutti le parole del nuovo allenatore

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Maurizio Sarri si è presentato così, con parole chiave: “Penso che l’obbiettivo di divertirsi in campo non sia antitetico a quello di vincere, perché se una squadra si diverte, solitamente poi diverte. E se, in campo, una squadra si diverte e diverte anche il pubblico, acquista anche quell’entusiasmo collettivo che, molto spesso, è benzina per andare a fare risultato. Poi non deve essere una squadra frivola. E’ chiaro che se manchi di applicazione e di attenzione, il risultato viene meno”.

Il cuore della prima conferenza di Maurizio Sarri da allenatore juventino è tutto in questo passaggio. Perché era importante provare a fare un primo passo verso il futuro, una volta superato il suo passato napoletano, con risposte pronte. Non scappare dalla linea societaria in termini di risultati, ma chiarire che il modo in cui verranno perseguiti sarà diverso. Deciso, navigato, convincente, Sarri non ha sbagliato praticamente nulla. Verso se stesso, la sua filosofia calcistica e quella della sua nuova società.

Dopo confronti e conoscenze, senza integralismi si arriverà al modulo

Il materiale a disposizione è di prim’ordine. Sarri vuole valutarlo. Si vuole confrontare di persona, incontrando alcuni dei giocatori più importanti. Non solamente con il capitano Chiellini e lo scontato Ronaldo. Anche con Douglas Costa, definito un top player, sembra che il tecnico si sia voluto vedere. Perché ci sono quelli importanti per ciò che hanno fatto finora, e quelli che Sarri vuole far diventare importanti. Insomma, ce n’è stato per tutti i migliori, oltre Ronaldo e Costa, anche Dybala, Pjanic, Bernardeschi e Higuain stesso. Quelli che ti fanno vincere le partite con le giocate individuali negli ultimi 30 metri, pur fedelmente a dei principi di gioco, in un contesto di gruppo organizzato con gli schemi per gli altri 70. Sarri dice che sceglierà un modulo di riferimento dopo aver conosciuto e capito bene le caratteristiche di tutti. Lo farà attraverso questi colloqui, e da ciò che vedrà in campo nel ritiro. Proprio per sfruttare le doti dei giocatori a disposizione, Sarri ha cambiato modulo spesso, negli ultimi anni. Lo evidenzia lui stesso, in risposta alle domande sul suo integralismo. Quindi ogni strada verrà battuta, pur di spremere ogni goccia di talento di questa rosa.

Dal mercato arrivano altri grandissimi innesti per Maurizio Sarri

Sarri non ha grandi richieste da fare sul mercato. Dice di non averle fatte in passato e di non avere le conoscenze adatte, per suggerire qualche giocatore in particolare. Sempre sulla base delle caratteristiche, dopo aver conosciuto bene la rosa, potrà rilevare qualche profilo mancante ed esporlo alla dirigenza. Per ora, lavorerà sul materiale a disposizione, compreso Rabiot, che sembra un acquisto ormai prossimo. Altro colpo che sembra avvicinarsi, incredibilmente, è quello di de Light. Il giovane e fortissimo difensore olandese si dice abbia accettato le lusinghe della Juve e sarebbe un innesto pesantissimo in difesa. Non sono state fatte domande a Sarri proprio su quel reparto, che lui cura maniacalmente. Sarebbe stato interessante farsi anticipare qualche idea sull’utilizzo che farà di Rugani, da sempre un suo pupillo. Oppure, approfondire la situazione dei terzini, dato che Cancelo pare sarà la prima cessione sotto la sua gestione. Per non parlare di Mandzukic, Matuidi e Khedira che con Allegri erano quasi insostituibili. Queste sono le uniche domande cui risponderà nel tempo. Sul campo, il suo terreno di vita migliore. Per ora, ha convinto davvero. Ha apprezzato l’unità con cui i dirigenti l’hanno cercato e convinto, e ha saputo rendere altrettanto compatto il popolo juventino che guiderà.

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