Milan, Giampaolo: “Lo slogan dovrà essere testa alta e giocare a calcio”

Ecco le dichiarazioni più importanti di Giampaolo nel giorno della sua presentazione

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Si è presentato ai media ieri Marco Giampaolo, nuovo allenatore del Milan. E lo ha fatto a modo suo, chiarendo a tutti i suoi principi di gioco e la sua filosofia. Con molta schiettezza ha voluto far capire che serviranno giocatori funzionali al suo stile di gioco“, quindi chi non lo sarà verrà accompagnato alla porta. Forte di tutta la gavetta fatta e di essere ripartito dalla C dopo aver sfiorato la panchina della Juventus, è pronto a instaurare la filosofia del bel gioco di nuovo dalle parti di Milanello. Accanto a lui la nuova dirigenza del Milan, quindi Paolo Maldini con il nuovo ruolo di direttore tecnico, Zvonimir Boban e Frederic Massara.

Le principali dichiarazioni

Giampaolo si è soffermato su tantissimi aspetti. Innanzitutto ha voluto chiarire che non vuole parlare di obiettivi finali, prima ci saranno tanti step da rispettare che riguardano la conoscenza e l’adattabilità dei calciatori al suo gioco. Sul tempo necessario per raggiungere risultati importanti invece ha detto:

Ci vorrà del tempo, è vero. Il Milan è composto da giocatori molto giovane, a questo gruppo servirà trasmettere le ambizioni. E’ un esercizio di mentalità, servirà trasmettere mentalità vincente. Paolo e Zvone hanno esperienza da vendere e contribuiranno perchè questa responsabilità cresca nei giocatori.  Dobbiamo costruire una squadra che non abbia paura di essere sè stessa. Servirà capire i calciatori, orientarsi, ma è una bella sfida.

Un aspetto importante riguarderà la collocazione tattica di Suso:

E’ un giocatore di qualità e a me piacciono i giocatori così, ha dribbling e personalità. Senza calciatori di qualità non vinci le partite. Non mi focalizzo sul modulo, Suso sarà elemento di valutazione non in quanto valore del calciatore ma per la posizione, per farlo rendere per lui e per la squadra.

L’ex tecnico della Samp ha voluto anche chiarire che si giocherà con la difesa a 4, mentre per il centrocampo e l’attacco dovrà prima conoscere bene i giocatori, e poi definire il modulo.

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