Marco Ilaimaharitra, frutto esotico

Una panoramica sul talentuoso Ilaimaharitra

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Potrebbe benissimo essere inserito come scioglilingua in qualsiasi lingua del globo, eppure stiamo parlando di un centrocampista del Madagascar, nato in Francia che si è messo in luce nell’ultima Coppa d’Africa. Stiamo parlando, di Marco Ilaimaharitra.

Terra lontana

Marco nasce a Mulhouse nel 95′ da genitori malgasci e cresce in un contesto particolare. Questa città è una delle più cosmopolite d’Europa, nel paese più cosmopolita d’Europa. Per esempio è massiccia la presenza dei pendolari svizzeri, inoltre le minoranze formano un 35% di popolazione non europea tra le quali spuntano quelle romena e armena, le più grandi  di Francia. Si è cittadini del mondo. Marco lo sa bene, ma ancora una volta viene in soccorso l’esperanto del mondo, il calcio. Uno sport che nel suo paese d’origine fa enorme fatica ad attrarre i ragazzi e le ragazze. Eppure viene preso proprio dal FC Mulhouse, dove inizia la sua storia, prima di entrare nel centro di formazione del Sochaux nel 2008. Dopo aver fatto tutta la trafila delle giovanili entra in prima squadra nella stagione 13/14′ nella quale esordisce in Ligue1.

Lo sviluppo di Ilaimaharitra

Alla fine della stagione il Sochaux retrocede in Ligue2, Marco pur non incidendo gioca comunque 15 partite. Nella stagione successiva diventa un membro importante della squadra. Viene impostato come centrocampista centrale nella mediana a due. Aiuta in fase di costruzione ma è anche quello che più avanza a supporto della manovra in fase offensiva. Il calcio lungo che possiede è molto apprezzato dal tecnico Echouafni, il quale gli chiede spesso di ribaltare il fronte per andare a cercare un altro talento africano, Toko Ekambi. In fase difensiva è prezioso: pur non essendo alto molto alto, 177 cm, ha un fisico ben strutturato, robusto, soprattutto nelle gambe che usa come dei veri e proprio ganci per piantarsi nel terreno quando difende palla. Alla fine della stagione il Sochaux si piazza a metà classifica però Marco oltre a tanti minuti trova il suo primo gol da pro, con un missile di destro da fuori area sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

Questione di scelte

Nella stagione 15/16′ il Sochaux vive una stagione difficile, si alternano 4 allenatori e la squadra lotta per non retrocedere salvandosi per pochi punti. Per Marco invece è una stagione di crescita, gioca sempre, 35 presenze senza segnare ma con 1 assist in Coppa di Francia contro il Monaco. L’unica parentesi felice della squadra è il cammino nella coppa infrantosi contro il Marsiglia in semifinale. L’anno dopo è particolare, la squadra parte alla grande, con un nuovo modulo, il connazionale Andriatsima come compagno e sembra poter puntare ai play-off visto che non perde per le prime 9 giornate di campionato. Poi però lentamente il rendimento cala fino ad un modestissimo 13simo posto. E’ il momento di voltare pagina, c’è lo Charleroi e Marco dice di si. Arriva in Belgio a titolo gratuito ed è subito titolare, gioca 36 partite, segna 2 gol e 3 assist. L’anno successivo si attesta sugli stessi numeri ma la squadra fa fatica, riesce però a giocarsi fino alla fine l’accesso all’Europa League. La sua storia potrebbe essere un esempio, dovesse imporsi definitivamente in Europa.

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