Premier League talenti sudamericani: i tre da tenere d’occhio all’esordio

Scopriamo chi sono i talenti da monitorare nella prossima Premier

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Premier League talenti sudamericani non mancano nel campionato inglese: chi sono tre giocatori da tenere in alta considerazione al loro esordio nel massimo campionato di calcio della terra della Regina Elisabetta?

Ci sono 3 calciatori all’esordio in Premier nella prossima stagione che potrebbero fare bene e contribuire enormemente alla salvezza delle proprie squadre. Parliamo di tre talenti alla prima occasione, vediamoli nel dettaglio.

Wesley (Aston Villa)

Wesley Moraes da Silva, classe 96′ giocherà la prossima stagione nell’Aston Villa. Arriva per 25 milioni di euro dal Club Bruges, il talento brasiliano è stato al centro di tante voci di mercato nel corso delle ultime due sessioni estive. In particolare la Lazio più di una volta ha trattato il suo acquisto senza tuttavia riuscire ad assicurarselo. I motivi per cui va tenuto sotto osservazione sono molteplici: è un attaccante con gol e assist nei piedi, ma per la fisicità e per le doti tecniche peculiari si distanzia dal prototipo del n.9 brasiliano. Infatti è una prima punta che gioca più per la squadra, che partecipa attivamente alla manovra e può essere il fulcro del gioco. Non ha una tecnica di base eccelsa, seppur buona, infatti nel suo repertorio non si notano ricami estetici o finte particolarmente elaborate. E’ un 9 concreto, adatto alla Premier, le incertezze semmai possono trovarsi nella tenuta mentale. Giocava in un campionato molto meno intenso di quello inglese, però è ancora giovane il che gli concede tempo e possibilità di imporsi nel lungo periodo.

Emiliano Buendía (Norwich City)

Emi rischia di essere il miglior acquisto di una squadra di Premier per rapporto qualità/prezzo. E’ reduce da una stagione esaltante in Premiership nella quale ha giocato sempre, 41 presenze totali, segnato 8 gol e fornito 17 assist. Un totale di 25 reti alle quali ha partecipato attivamente, il secondo dopo Pukki che però di gol ne ha segnati 30. E’ un esterno di fascia, destro di piede che proprio su quella fascia sta costruendo una bella carriera. Partendo con il piede giusto può entrare dentro il campo ed associarsi con i compagni, ma riesce anche a prendere il fondo potendo disporre di un’accelerazione insostenibile per tanti avversari. Nonostante non sia molto alto, tiene bene nei contrasti e sa attaccare bene la profondità. E’ un’arma insostituibile per il Norwich, e un compagno fedele per Pukki con il quale ha stabilito un’intesa che non ha eguali. Come scritto all’inizio, fu preso dal Getafe per 1.50 milioni di euro, anche se veniva da una stagione nella terza serie spagnola con il CyD Leonesa. Scommesso stravinta perchè qualche settimana fa il club dei canarini ha rifiutato un’offerta da 25 milioni. Ne vedremo delle belle, perchè se è vero che il livello si alzerà al massimo sotto tanti aspetti, è anche vero che ora Buendía ha una consapevolezza diversa e la fiducia di un popolo intero.

Douglas Luiz (Aston Villa)

Douglas Luiz alcuni giorni fa è stato acquistato per quasi 17 milioni di euro dall’Aston Villa che lo ha prelevato dal Manchester City. Il ragazzo classe 98′ avrà quindi l’onere di guidare il centrocampo di Dean Smith. E’ un profilo sul quale è già possibile vedere la lunga mano di Guardiola. Che avesse nella gestione del pallone le sue migliori qualità era palese, ma che in pochi mesi il tecnico catalano potesse sgrezzarlo a tal punto da convincerlo a giocare a due tocchi, be questo non era così facile da prevedere. Douglas è all’esordio in Premier, le ultime due stagioni le ha passate in Liga, con il Girona. Ha avuto spazio maggiormente nella seconda stagione, essendo stato impiegato in ruolo più congeniale: centrocampista di qualità e di regia, invece che trequartista puro. I dubbi che nascono sulla riuscita di questa operazione sono di natura fisica. Douglas è alto 178 cm, e non è ben strutturato. Non ha un’agilità che gli permette di eludere il marcature, che il più delle volte entra in contatto con lui facendogli perdere il tempo di gioco. Farà fatica ad inserirsi in un calcio così intenso, ma l’elevata comprensione del gioco che possiede potrebbe certamente favorirgli questo compito.

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