A volte ritornano, come Milan Badelj alla Fiorentina.

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A volte ritornano, come Milan Badelj alla Fiorentina. Il forte centrocampista croato, dopo appena dodici mesi, chiude l’esperienza alla Lazio e torna a vestire la maglia viola.

Joe Barone e Daniele Pradè puntano molto su di lui e sul proprio senso di appartenenza per la Fiorentina e la magia viola.

“Per i grandi giocatori c’è sempre da aspettare, oggi è una giornata importante per la crescita della Fiorentina. Dopo un mese e mezzo la nuova proprietà è riuscita a portare a casa Milan Badelj”.

L’intervista a Badelj

Badelj, perché sei tornato alla Fiorentina?

“Quando l’anno scorso ho deciso di lasciare la Fiorentina era solo per ambizioni sportive, a 29 anni volevo provare altro. Sono tornato per il mio legame a Firenze e alla Fiorentina. Mai ho smesso di amare questa città, questa maglia. Sono contento di ricominciare con le persone che mi avevano portato alla Fiorentina anni fa”.

L’anno scorso hai avuto la sensazione che la Fiorentina volesse in tutte le maniere riconfermarti?

“Del tutto no ma alla fine la decisione finale è stata mia. Mi brucia un po’ cosa ho letto su questa vicenda, soprattutto sentir dire che è stata solo una questione di soldi”.

Cosa sogna adesso Milan Badelj:

“Vorrei ritrovare la serenità, la tranquillità, la gioia, in una famiglia che mi ha dato tutto quanto. Devo fare il massimo per ripagare la fiducia. Una parte di me non è mai andata via da Firenze. Con Federico non mi sono sentito nelle ultime ore, ma solo per una questione di orari…”.

Cosa non è andato bene nell’esperienza alla Lazio? Sei andato via che eri il capitano, dopo la tragedia di Astori, ti aspetti torni indietro?

“Non mi aspetto che mi ritorni la fascia di capitano. C’è già chi la indossa con merito. Alla Lazio non è andata bene soprattutto per colpa mia. È stato più un fallimento mio, ci sono state delle situazioni che non mi hanno permesso di esprimermi al meglio. Devo solo ringraziare la Lazio, purtroppo nei momenti decisivi non sono stato pronto”.

Che stagione ti aspetti con la Fiorentina?

“Cercherò di tornare ai miei migliori livelli. Darò il massimo per aiutare tutti i compagni, tutti i giovani, per aiutare la squadra a crescere e migliorare e imparare qualcosa in più da uno con più esperienza”.

Cosa ti ha detto il presidente Rocco Commisso?

“Il Presidente Commisso mi ha dato il benvenuto e mi ha detto che ci vedremo tra qualche settimana”.

Quando Pradè ha chiamato per tornare a Firenze che emozione è stata?

“Io all’inizio non credevo nemmeno che ci fosse la possibilità di farlo. Non credevo. Però, alla fine sono qua. Qualsiasi sarà il mio ruolo l’accetto con grande orgoglio”.

Il ricordo di Davide Astori ha contributo, in qualche maniera, nella scelta di tornare a Firenze?

“Sicuramente anche il ricordo di Davide ha influito nella scelta di tornare alla Fiorentina, ma direi una bugia se dicessi che è stato solo per questo. Sicuramente ha contribuito”.

Adesso l’obiettivo è chiudere la carriera a Firenze?

“L’obiettivo, oltre a conquistare la fiducia dei tifosi, è quello di fare sempre il massimo. Ho imparato dalla vita che le garanzie sono poche. È giusto avere sogni perché la vita cambia da un giorno all’altro”.

Non senti la stessa fiducia dei tifosi come in passato?

“E’ assolutamente normale che per i tifosi sia così e che ci siano dubbi su un giocatore andato via e che non ha fatto bene dove è andato. Per questo ho detto voglio riconquistare la fiducia dei tifosi”.

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