Tonali e i suoi fratelli

Chi sono i migliori italiani del Brescia?

0

Sta indubbiamente facendo bene, anzi sta stupendo il Brescia di Corini. Una squadra solida ma efficace, italiana. La quale è sorretta da uno scheletro del tutto tricolore. Partendo dal più chiacchierato, Sandro Tonali, passando per il più sottovalutato Donnarumma, fino ad arrivare a Cistana, perno della difesa, Bisoli in mediana che garantisce corsa e qualità, più un mister x che troverete in fondo al pezzo.

Sandro Tonali

Partiamo da quello che a detta di tutti è da almeno 2 stagioni il migliore prospetto italiano nel ruolo di regista. Il classe 200′, ha sentito la differenza di categoria rispetto alla B, ma partita dopo partita sta acquisendo consapevolezza. Quella necessaria per imporsi anche in un campionato nettamente superiore alla serie cadetta. Corini lo sta utilizzando davanti alla difesa in un centrocampo a 3 per proteggerlo dalle eccessive attenzioni avversarie, per sfruttare la sua intensità quando c’è da rompere il gioco, e le sue doti innate in costruzione. Ha giocato sempre fin ora, 4 presenze tutte da titolare in campionato con 1 assist da corner. Inutile dire di tenerlo d’occhio.

Alfredo Donnarumma

Ecco il prototipo di calciatore che si presta a numerosi luoghi comuni, ma che è in grado un po’ come Caputo l’anno scorso di polverizzarli. Quante volte vi sarà capitato durante la scorsa estate di sentire persone che erano convinte che il n.9 del Brescia non si sarebbe ripetuto nella massima serie. Siamo già a quota 3 in campionato, 4 se contiamo anche quello in Coppa Italia, in 5 presenze totali. Il primo arriva al debutto in A, a Cagliari su rigore, glaciale tanto da spiazzare Rafael per i primi 3 punti stagionali. Il secondo di testa contro il Bologna, su cross di Romulo attacca bene il secondo palo e stacca meglio del marcatore quindi può colpire con più forza dandogli l’unica direzione possibile cioè verso destra e prende in controtempo Skorupski che prova a toglierla dalla porta ma è troppo tardi. Il terzo sempre contro gli emiliani è bellissimo. Sugli sviluppi di un corner riceve da destra, controlla verso l’interno e piazza un interno collo sul secondo palo imprendibile. Ma non è finita qui, perché Donnarumma segna anche di rapina, proprio un mese fa contro il Perugia, in Coppa Italia approfitta di un pallone vagante in area per freddare Vicario. Potrebbe tornare utile anche in ottica Nazionale.

Andrea Cistana

Il classe 97′ si sta imponendo come compagno di Chancellor, e forse più del Venezuelano è importante per la retroguardia di Corini. E’ un centrale spiccio, concentrato che però ha anche un discreto piede destro in impostazione anche se per lo più è Tonali ad iniziare l’azione. Pur essendo alto 187cm non ha ancora quell’aggressività e malizia dei centrali più esperti però compensa con una grande applicazione e solidità mentale. Inoltre si fa sentire in area avversaria, ha già segnato il suo primo gol in A contro il Bologna nella rocambolesca sconfitta per 3-4. Il profilo è valido, e troverà spazio sperando non incappi in qualche errore che potrebbe minargli il percorso di crescita.

Dimitri Bisoli

Dimitri Bisoli è una mezz’ala di centrocampo perfetta per Corini perché è completo, infatti abbina molto bene tanta corsa e disciplina tattica con una buona qualità. Destro di piede, sa inserirsi con tempi perfetti in area senza palla ed è soprattutto il leader della squadra. Essere leader va oltre la fascia al braccio che porta, è il vero termometro della squadra, finora ha giocato sempre senza saltare un minuto. Deve migliorare nel temperamento perché ha già raccolto 3 gialli. La conformazione del centrocampo lo porta ad andare a raddoppiare sull’esterno per non lasciare isolato il terzino in 1vs1 e questo lavoro lo porta a spendersi tanto perché poi in fase di transizione positiva deve attaccare il campo in fascia se non è salito il terzino oppure il mezzo spazio tra centrale e terzino avversario se il terzino è salito. Un lavoro pesante, un lavoro importante, che nessuno meglio di Bisoli sa fare in questo Brescia. Ecco perché è il capitano.

Enrico Alfonso

Ma come, il secondo portiere, si proprio lui. Un uomo importante forse meno in campo, anche se è tutto da verificare, quanto invece fondamentale nello spogliatoio. L’anno scorso è stato decisivo nella promozione in A. Portiere vecchio stampo, molto poco bello da vedere ma tremendamente efficace. 191cm di esplosività e reattività felina, non guida il reparto arretrato delle Rondinelle solo perché un ragazzo finlandese gli ha preso il posto. Eppure Alfonso si accomoda in panchina da 5 partite senza dire una parola, come giusto che sia, ma nel mondo oltre che nel calcio di oggi dove si parla molto e si agisce poco è un pregio. Avrà la sua chance anche perché il sogno di arrivare in A lo ha coronato, a 31 anni meglio tardi che mai.

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.