I migliori sudamericani in Bundesliga

Chi sono i giocatori più forti del Sudamerica che attualmente giocano in Germania?

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Il Sudamerica è un continente magico, strano, vivo. In tutte le sue accezioni, ovviamente dal punto di vista calcistico non poteva che essere così, estremizzando potremmo dire che i migliori giocatori della storia di questo sport provengono da quella terra. Oggi proviamo a dare una panoramica su chi siano i 5 migliori in un campionato in particolare. Quello tedesco, storicamente poco avvezzo ai sudamericani.

5.William (Wolfsburg)

Terzino destro brasiliano classe ’95, alla 3 stagione in Germania tutte con la maglia dei lupi verdi. Nel Luglio del 2017 fu prelevato dall’Internacional per 5 milioni di euro, anche se nella prima stagione fece fatica a causa dell’ambientamento necessario per prendere confidenza con un’altra cultura, oltre che campionato. Molto meglio nella seconda, ha avuto più spazio ed ha inciso di più: 2 gol e 3 assist giocando 2.857′ minuti per un totale di 33 presenze divise tra campionato e coppa. Gioca stabilmente come laterale di destra in una difesa a 4, anche se quest’anno il tecnico Glasner alla prima esperienza in Germania, lo sta utilizzando a destra in un centrocampo a 4. Il modulo di riferimento è un 3-4-3, nel quale i due esterni sono molto importanti perché danno ampiezza, partecipano alla manovra e devono sostenere con intensità entrambe le fasi. Se in una difesa a 4, William riusciva  a mettersi in mostra più per le capacità in prima costruzione, ora posizionandosi più alto sul campo potrà arrivare più volte nella zona calda dove poter incidere e confermarsi uno dei migliori laterali brasiliani, da tenere d’occhio anche in ottica Selecao.

4.Matheus Cunha (RB Leipzig)

Restiamo nella terra del Rio Grande con uno dei giocatori più frizzanti ed entusiasmanti della Bundesliga: Mateus Cunha. Nasce a Pessoa nel ’99, arrivato nel 2017 in Europa dalle giovanili del Coritiba viene dato in prestito al Sion in Svizzera via Leipzig. Nel Canton Vallese il 18enne Cunha ha un impatto fragoroso: 10 gol e 8 assist in 33 presenze. La stagione è anonima, il Sion arriva 6 in campionato e non supera il 3 turno di qualificazione di EL. L’anno dopo arriva in Germania dove rispondeal le aspettative con 9 gol e 2 assist in 39 presenze. E’ da subito una risorsa importante, pur partendo per lo più dalla panchina. Matheus quando entra non cambia le partite, le spacca. Viene impiegato da punta in un attacco a 2, anche se a lui piace svariare, muoversi, venire incontro e aprire spazi. Soprattutto ama avere la palla tra i piedi, perché sa farci qualsiasi cosa. Quest’anno in 4 presenze non ha ancora colpito, ma statene certi lo farà. Al momento forse il ruolo di attaccante centrale insieme ad un altro compagno è la soluzione migliore per lui, ma per Matheus l’evoluzione dovrà essere inevitabilmente quella di spostarsi sulla sinistra, dove può ricevere senza pressione e con più spazio da prendersi in progressione. Ha già vestito U20 e u23 verdeoro segnando con entrambe, ma se la crescita dovesse proseguire presto potremmo vederlo con la maggiore.

3.David Abraham (Eintracht Frankfurt)

Torniamo in difesa con Abraham, difensore centrale argentino con passaporto italiano classe ’86. Esperto, carismatico, un leader. Gioca in Germania da 6 anni, in precedenza ha vestito maglie storiche come il club d’origine: l’Independiente, poi ha avuto un’esperienza in Spagna con il Gimnastic, un anno dopo fu il Basilea a puntare su di lui. In Svizzera rimase 4 stagioni giocando bene, con costanza e facendosi apprezzare per le sue doti di leadership e temperamentali. Nel 2012 approda di nuovo in Spagna, questa volta assaggia il calcio dei grandi, la Liga. Nel Getafe gioca però solo 6 mesi, con diversi problemi fisici a frenarlo, così a Gennaio arriva in Germania, all’Hoffenheim dove trova più spazio e gioca da protagonista il play-out contro il Kaiserslautern segnando anche un gol nel match di ritorno. In 2 anni e mezzo si mette in mostra, pur soffrendo di qualche acciacco. Nel 2015 cambia di nuovo maglia, c’è l‘Eintracht che gli affida le chiavi della difesa, lui non solo le mette in cassaforte ma si prende anche la fascia da capitano che tutt’ora porta. Centrale atipico perché normolineo, ma capace di un’applicazione mentale spaventosa. Tra l’altro durante tutte le squadre per le quali ha giocato non ha mai perso il vizio del gol: 18 conditi da 17 assist in 423 presenze da pro.

 

2.Wendell (Bayer Leverkusen)

Siamo alla medaglia d’argento, altro brasiliano, altro giocatore dal talento purissimo che forse è all’ultima stagione in Bundesliga. Già la scorsa estate Wendell è stato accostato a diversi top club, come il Real, l’Atletico e il PSG. Terzino sinistro classe ’93, in Germania da 5 stagioni, proviene dal Gremio club dal quale è stato acquistato per una somma totale di euro 6.5 milioni. Affarone visto che ora vale almeno 5 volte tanto. Da subito titolare, al primo anno 34 presenze con 1 gol e 2 assist. L’anno dopo aumenta il minutaggio, le presenze arrivano a 44 ma colleziona anche tanti cartellini, 13 gialli e 2 rossi. Da qui non esce più dal campo, è fondamentale per la squadra, gioca alto a centrocampo, a destra in difesa e in un’occasione anche da difensore centrale. E’ un terzino moderno, con una tecnica di base fuori dal comune, in costruzione è sollecitato costantemente dalla squadra perché può entrare dentro il campo per associarsi con i compagni, oppure prendere il fondo sfruttando il cambio di passo fulmineo. Fattura molto, in maglia Bayer sono 8 reti e 15 assist in quasi 200 presenze. Con la maglia del Brasile non ha ancora esordito, il motivo è dovuto alla sua giovane età e alla presenza di due mostri come Marcelo e Alex Sandro. Ora però le cose potrebbero cambiare, visto che il n.12 delle merengue sembra aver intrapreso un tunnel da cui non uscirà a breve, considerando le prestazioni non sempre positive di Sandro ecco che Wendell potrebbe trovare spazio su quella fascia.

1.Philippe Coutinho (Bayern Munchen)

Non ci sarebbe da dire molto, insomma stiamo parlando di Coutinho. E’ certamente lui il sudamericano più forte in Bundesliga. Trequartista, mezz’ala, esterno di centrocampo, esterno d’attacco e seconda punta. Sa fare tutto. In una squadra come il Bayern che ha subito un distacco importante con gli addii di Robben, Ribery, Hummels, Renato Sanches e Rafinha, uno come lui è l’ideale per ripartire senza indugi. E’ arrivato dal Barcellona in prestito per 8.5 milioni subito con un riscatto fissato a 120 nell’estate del 2020. Ad oggi ha giocato sempre tranne la prima giornata di Liga quando era ancora di proprietà dal Barca, in 6 presenze tra Bundesliga e Champions ha segnato 2 gol e servito 2 assist. Il primo su rigore contro il Koln dopo che l’arbitro lo ha fatto ripetere. Il secondo contro il Paderborn chiudendo un triangolo volante con Gnabry. L’anno scorso James, quest’anno Philippe. Peccato si siano alternati e non abbiamo giocato insieme, d’altra parte sarebbe stato tanto bello e appagante quanto ingiusto nei confronti di tutte le altre squadre.

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