River-Boca una miniera di talenti

Scopriamo chi sono i migliori giocatori giovani delle due più forti squadre argentine

Verso il Superclasico (di Libertadores)
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Dopo aver visto l’ennesimo Superclasico giocatosi nella notte italiana tra martedì e mercoledì è doveroso parlare e valutare alcuni ragazzi che si sono messi in mostra da ambo le parti. Chiaramente il River potendo contare su una struttura tattica più organizzata ed affiatata riesce ad ammortizzare l’inesperienza dei suoi giovani, ma il Boca pur in difficoltà non è da meno. Andiamo ad analizzarne 3 per ognuno.

Lucas Martinez Quarta (River Plate)

Martinez è un difensore centrale classe 96, nei Millonarios dal 2012. Fu prelevato dal Club Atletico Kimberley ed aggregato alla selezione U20. Dal 2016 fa parte stabilmente della prima squadra con la quale ha esordito il 13 Novembre dello stesso anno nella sconfitta contro il Newell’s. E’ un centrale strutturato ma leggero, pesa circa 75 kg, però sa farsi rispettare nei contrasti. La sua dote principale è senza dubbio la capacità di lettura delle situazioni, è più maturo della sua età, a riprova di ciò basta vedere l’ultima partita contro gli xeneizes. Sempre attento, mai fuori posto, no, non è un caso che Gallardo abbia scelto lui di fianco a Pinola. E’ un ragazzo dal forte temperamento, con un buon piede destro, fa scelte non banali anche se raramente si prende dei rischi. Anche per questo il Muneco lo ha utilizzato in alcune circostanze da mediano. Profilo dalle grandi potenzialità, adatto a vari contesti con predilezione per Serie A e Liga.

Marcelo Weigandt (Boca Juniors)

Marcelo  Weigandt nasce ad Avellaneda nel Gennaio del 2000, entra nel vivaio boquense nel 2017 con la selezione U20. Da quest’anno è aggregato stabilmente in prima squadra, si gioca il posto di laterale destro con Buffarini che è il titolare anche se nei due Superclasicos stagionali, Weigandt ha sempre trovato spazio. Rispetto a Buffarini è più difensivo, anche per conformazione fisica che non gli concede strappi, però sta sviluppando grande solidità nel lavoro di reparto. Mentalmente è già forte, ha una personalità ben chiara e del tutto in linea con ciò che chiede il Boca ai suoi difensori: forza, cattiveria e temperamento. Tecnicamente non è da sottovalutare, non rischia le giocate ma cerca sempre un appoggio comodo per far proseguire la circolazione. Pur essendo alto solo 175 cm è molto difficile da affrontare nei contrasti, grazie al fisico compatto e robusto. Non a caso nell’ultimo Superclasico è stato tra i migliori della retroguardia xeneize. Con l’Albiceleste U20 ha giocato, in estate, il Mondiale di categoria. E’ subentrato nella seconda partita contro il portogallo nei minuti finali per difendere il 2-0, poi ha disputato 90 minuti discreti contro la Corea del Sud. Non è escluso che possa in futuro trovare più spazio nel club e nella nazionale.

Nicolas De La Cruz (River Plate)

Diego Nicolas De La Cruz Arcosa, uruguagio di Montevideo nasce nel Giugno del 1997, 12 anni dopo Carlos Sanchez, attualmente calciatore del Santos con il quale condivide in parte il sangue, hanno la stessa madre ma non lo stesso padre. Eppure il DNA che a volte sbaglia, altrimenti non avremmo Hugo e Lalo Maradona oltre a Diego , questa volta è generoso con entrambi. Nicolas si fa notare già da piccolo, oltre che per la prematura calvizie, per il talento con la palla tra i piedi. Inizia da Cinco, regista davanti alla difesa, ma con il passare degli anni avanza fino alla trequarti, ruolo nel quale è protagonista nel Liverpool di Montevideo. Nel 2017 viene acquistato dal River per 2.6 milioni di euro e nel primo anno pur entrando prevalentemente dalla panchina riesce a mettere a referto 6 assist in 16 presenze. L’anno successivo esplode, 4 gol e 6 assist in 30 presenze, ma incontra alcuni problemi fuori dal campo. Quest’anno è già a quota 2 gol e 2 assist in 5 presenze, sta sostituendo degnamente l’infortunato Quintero. De La Cruz è un centrocampista offensivo, può essere impiegato su tutto il fronte d’attacco. Destro di piede, possiede una velocità di base che unita alla tecnica sopraffina lo rende un costante pericolo per gli avversari. Deve migliorare nella concentrazione durante tutta la partita, in diverse occasioni ha fatto mancare il suo apporto più per pigrizia o per scarso coinvolgimento nel gioco. Ma la più grande garanzia per il suo sviluppo si trova sulla panchina, Marcelo Gallardo. Aspettiamoci di tutto da questo ragazzo.

Emanuel Reynoso (Boca Juniors)

“Bebelo” Reynoso nasce a Cordoba nel 95. Ha una storia particolare questo ragazzo, cresce in un “barrio” non proprio idilliaco: Ituzaingò, noto per traffici poco leciti. Emanuel cresce in un contesto molto difficile tanto che non tocca un pallone fino all’età di 10 anni, quando è in grado di stare in campo nel “potrero”, il polveroso campo di provincia. Proprio qui viene notato da un emissario del Talleres che lo ingaggia subito. Anche qui serve la magia che solo il Sudamerica sa regalare. Non avendo i soldi per spostarsi al campo d’allenamento, Reynoso di notte impasta il pane che di giorno cerca di vendere per qualche soldo. L’impresa riesce ed il ragazzo trova spazio e gol, tanti gol. Ancora una volta però il sogno rischia di arenarsi, una sera viene rapinato da due ragazzi nel suo quartiere ma la cosa peggiore è che sono armati e sparano ad Emanuel nel ginocchio. Il danno è serio ma non invalidante, dopo un anno di duro lavoro torna in campo e sembra quasi non sia successo nulla. Parola d’ordine, resilienza. Dopo due promozioni arriva in Superliga nel 2016-17, dopo l’Apertura il Boca lo preleva per farlo giocare da subito in prima squadra. E’ tutt’ora in cerca di una collocazione definitiva nello scacchiere di Alfaro, perché il suo ruolo è coperto da Tevez e Zarate. Ecco perché Emanuel si sta mettendo a disposizione anche sulle fasce, pur essendo un 10. Mancino, rapido nel breve, quando punta l’uomo è una sentenza e poi ha una propensione innata nel servire assist. Non sarà questo il suo anno, ma statene certi, arriverà presto.

Rafael Santos Borrè (River Plate)

Nativo di Barranquilla, classe 95 cresce nel vivaio del Deportivo Calì con il quale attira l’interesse dell’Atletico Madrid grazie a 14 gol e 3 assist in 33 presenze in prima squadra. Nella stagione 16-17 viene girato in prestito al Villarreal. Con la maglia del Submarino gioca 32 partite segnando 4 gol e 2 assist. Finito il prestito in Spagna torna in Sudamerica con il River Plate, e qui ritrova le cifre realizzative dei tempi del Calì: 9 gol e 4 assist in 33 presenze tra Superliga e Libertadores. Risulta importante proprio nella Copa con 3 gol e 1 assist di cui uno importantissimo ai fini della vittoria contro il Gremio in semifinale. Il Muneco Gallardo si convince e lo acquista definitivamente per 3 milioni di euro nell’Agosto del 2017. Tutt’ora Rafael è un elemento importante della rosa, nell’attacco a 2 si integra bene sia con Pratto, che è un 9 più classico e quindi Borrè deve muoversi di più agendo da seconda punta, sia con Mati Suarez, anche lui più seconda punta e allora è proprio il colombiano ad agire da riferimento centrale. Resta un attaccante mobile, a cui piace venire a giocare con la squadra ma che sente la porta ed è freddo. Come nel caso del rigore segnato proprio contro il Boca. Continuasse così, un’altra chance in Europa, se lo vorrà, non gliela nega nessuno.

Alexis Mac Allister (Boca Juniors)

Alexis nasce a Santa Rosa nel 98 da Carlos Mac Allister, ex calciatore di Boca e Racing tra le altre. Dire che il calcio è di casa appare un eufemismo per i Mac Allister. Oltre al padre ed Alexis, c’è Kevin terzino destro del 97 sempre del Boca e Francis mediano del 95 in forza all’Argentino Jrs. Con questi esempi intorno a lui, che è il più piccolo, Alexis non poteva non cogliere qualcosa da tutti loro. Come i suoi fratelli e il padre cresce nelle giovanili dell’Argentinos, con i quali esordisce da professionista quando ha 18 anni nella stagione 16-17 nella seconda serie. Segna 3 gol e sale in Superliga con la maglia delle formiche rosse. La 17-18 è un gran bella stagione, gioca tanto segna 2 gol e serve 6 assist. Si ripete l’anno dopo, tanto che nel Gennaio 2019 il Brighton forse anche approfittando delle chiare origini britanniche lo acquista per 8 milioni di euro ma lo lascia in prestito all’Argentinos fino al termine della stagione. Si fa avanti il Boca e il Brighton accetta, forte di poterlo comunque monitorare ma in una realtà più formativa. Fino ad ora Alexis si è messo in evidenza soprattutto per la facilità di calcio. Destro di piede, riesce a trovare lo specchio da qualsiasi distanza. E’ un centrocampista, più di qualità che di lotta, e non ha ancora quell’intensità per essere dominante però sa gestire bene il pallone, con lucidità. E’ stato schierato in più ruoli, da trequartista per sfruttare il tiro, da esterno, da mezz’ala e da mediano. Il processo di crescita è ancora lungo, ma già in questa stagione potrebbe rivelarsi come uno dei migliori nel suo ruolo. Anche perché, la terra di Albione aspetta.

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