Barcellona-Real Madrid: el Clásico

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Domani sera alle ore 20.00, il Barça ed il Real si affronteranno in un Camp Nou “zeppo” in ogni ordine di posti. La madre di tutte le sfide della Liga è stata rinviata ad ottobre a causa delle proteste nella capitale catalana per le condanne inflitte a nove indipendentisti. Le Tsunami Democràtic non dovrebbe mancare anche domani: pare che le squadre e la terna arbitrale arriveranno in contemporanea allo stadio per limitare la visibilità dei manifestanti. Ma al di là delle questioni meramente politiche Barcellona-Real Madrid è soprattutto una sfida di calcio, anzi: el Clásico e domani sera il vincitore sarà capolista in solitaria. 

Come Barça e Real arrivano al el Clásico?
Sabato pomeriggio il Barcellona ha pareggiato ad Anoeta contro la Real. Jordi Alba – ritornato dopo essere stato assente da fine ottobre – ed Ivan Rakitić – titolare per la terza volta consecutiva (quarta in assoluto) in Liga – le uniche novità nella formazione di Valverde. Match subito in salita per i blaugrana che al 12’ sono andati in svantaggio grazie al rigore trasformato da capitan Oyarzabal (sesto goal in Liga). Più baschi che catalani nella prima parte dell’incontro, ma il pari di Griezmann (settimo centro stagionale) al 38’ ha cambiato l’andazzo dell’incontro. Infatti ad inizio ripresa (49’) la dodicesima trasformazione di Suárez ha sancito il sorpasso dei campioni di Spagna. Messi e compagni hanno avuto più volte l’occasione per mettere il risultato in ghiacciaia, ma non ne hanno approfittato e così al 62’ un pasticciaccio brutto di ter Stegen ha regalato allo svedese Isak il più facile dei tap-in e quindi il pari agli txuri-urdinak. Questi hanno anche avuto le chance per ottenere la vittoria, ma si sono dimostrati spreconi, come gli azulgrana.
La striscia di vittorie consecutive degli uomini di Valverde si ferma a quattro, mentre la Real Sociedad, al secondo pari di fila, precipita dal quarto al sesto posto in graduatoria.

Solo una rete – l’ennesima: sono già sedici – quanto mai provvidenziale di Benzema ha permesso al Real, nel posticipo della domenica sera, di uscire dal Mestalla con un punticino, quanto bastava per non perdere terreno dal Barça. L’unica nota di rilievo nella formazione iniziale dei madrileni è stato Nacho, schierato sulla corsia mancina della retroguardia, visto l’infortunio di Marcelo e la squalifica di Mendy. L’inizio della partita è stato di chiara marca merengue, ma col passare dei minuti i taronges hanno ripreso fiducia, alzato il baricentro ed al 78’ Soler ha sbloccato. Prevedibile l’assalto finale dei blancos, concretizzatosi poi con la trasformazione dell’attaccante transalpino in pieno recupero.

 

Lo stato di forma di blaugrana e blancos
Il Barcellona – è un dato di fatto – non ha ancora trovato una quadra. Griezmann, al netto di buoni numeri in fase realizzativa, non è ancora completamente inserito nel sistema d’attacco catalano e Valverde fatica, e non poco, a trovargli la perfetta collocazione in campo. In mediana l’ottimo inizio di stagione di de Jong ha paradossalmente messo in crisi Busquets. L’olandese – per visione di gioco – è magnificamente connesso con Arthur, tuttavia il rendimento dei due risulta zavorrato da Sergio, il cui posizionamento mal si integra con la coppia; non a caso Busquets in questa prima parte di stagione ha sperimentato la panchina, le sostituzioni e gli ingressi a partita in corso. Ma al di là di ciò, il Barcellona sembra essersi appiattito sempre più sul resultadismo, dimenticando di fatto l’anima cruijffista, caratteristica essenziale del club. Non a caso la percentuale di possesso palla dei blaugrana è calata sempre più nelle ultime due stagioni ed i catalani danno sempre meno la sensazione di possedere perfettamente il controllo della partita, affidandosi di riflesso più alle giocate dei singoli che al collettivo.
Poche ma pesanti le assenze nello spogliatoio azulgrana per la sfida contro gli arci-nemici del Real: non saranno disponibili Dembélé ed Arthur. Il francese dovrebbe ritornare a febbraio inoltrato, mentre sono sconosciuti i tempi di recupero del brasiliano, elemento cardine nel centrocampo di Valverde.
Il Barcellona arriva al Clásico con otto risultati utili di fila (sei vittorie, due pareggi) fra Liga e Champions League. I catalani hanno il miglior attacco della Liga (43 reti), ma anche la peggior difesa fra le prime quattro della classe (20 goal subiti, come un’Osasuna o un Real Valladolid qualsiasi) e nei diciassette incontri stagionali fin qui disputati solo in sei occasioni non hanno subito reti.

Il Real dopo un inizio stentato (cinque vittorie, quattro pareggi ed una sconfitta nei primi nove impegni stagionali) è “rinsavito” macinando gioco e risultati. I malumori di Bale e di alcuni elementi che speravano in un minutaggio maggiore (Isco, Jović, Vinícius Júnior, Brahim e Mariano Díaz) non hanno minimamente intaccato la serenità dello spogliatoio e le merengues dopo la scorsa stagione, tribolata come poche, sono ritornate a formare una squadra forse non spettacolare ma concreta e cinica come poche.
Il Real Madrid si approccia ad una delle partite più importanti della stagione forte di undici risultati utili di fila (otto vittorie e tre pareggi). Possiede, assieme all’Athletic Bilbao, la seconda miglior difesa della Liga (12 reti incassate; solo Atlético e la Real stanno facendo di meglio: 10) ed in nove occasioni ha mantenuto la propria porta inviolata.
L’infermeria del Real è zeppa di giocatori, ma la vastità della rosa a disposizione di Zidane dovrebbe ovviare al problema. Non saranno certamente disponibili per la sfida contro il Barça: Marcelo, Hazard e Lucas Vázquez (i tre dovrebbero essere rientrare nelle prossime settimane), oltreché Marco Asensio (indisponibile dall’inizio della stagione). James Rodríguez invece è reduce da un infortunio al legamento che lo ha bloccato da metà ottobre.

 

Numeri e statistiche del Clásico
Nella storia sono stati disputati 275 incontri fra Barcellona e Real Madrid: 115 le vittorie dei catalani, 99 i successi dei madrileni, 61 i pareggi.
Nella Liga la supersfida fra blaugrana e blancos è stata giocata 178 volte: 72 vittorie a testa e 34 pareggi.
Nella scorsa stagione le squadre, fra campionato e Copa del Rey, si sono affrontate in quattro occasioni.
Nella sfida d’andata di Liga, giocata in Catalogna, i blaugrana trionfarono 5-1 e la panchina di Lopetegui saltò.

Successo di misura degli uomini di Valverde anche nel ritorno a Madrid.

In coppa gli undici pareggiarono a reti inviolate a Barcellona, mentre a Madrid Messi&compagni trionfarono 0-3.
L’ultima vittoria del Real a Barcellona in Liga contro gli arci-rivali risale al 2 aprile 2016: 1-2 per i blancos.

La più grande vittoria casalinga del Barca in Liga sul Real avvenne il 24 settembre 1950: 7-2; mentre il più netto successo madrileno in Catalogna in campionato è accaduto il 27 gennaio 1963: 1-5.

 

Cos’è successo nelle altre partite?
Lo scorso turno di Liga è stato il festival dei pareggi. Oltre a Barça e Real, infatti, hanno impattato anche Alavés e Leganés nello scontro salvezza-anticipo del venerdì. Inoltre il pari è uscito anche nelle sfide fra Athletic Club-Eibar, Celta Vigo-Maiorca ed Espanyol-Betis. Paradossalmente la sfida fra Atlético Madrid ed Osasuna – vale a dire le due compagini che hanno raccolto il maggior numero di pareggi in questa Liga (8) – non è terminato in parità: i colchoneros, grazie alle reti nel secondo tempo di Morata e di Saúl Ñíguez, sono riusciti a conquistare i tre punti che in campionato mancavano loro dal 10 novembre (3-1 all’Espanyol). È ritornato alla vittoria dopo un’eternità (25 ottobre: 4-1 contro l’Alavés) anche il Villarreal, capace di avere la meglio sul Siviglia, sempre terzo in classifica, ma sempre più distante (ora i punti di distacco sono quattro) da Barcellona e Real Madrid. Terza vittoria di fila, invece, per il Getafe che grazie a successo sul Real Valladolid conquista il quarto posto in graduatoria. Quinta sconfitta negli ultimi sette turni per il Granada, isola ormai non più felice.

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